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Famiglia nel bosco, la nuova relazione dei periti sui traumi per i bambini: «Perché devono tornare uniti»

08 Aprile 2026 - 20:46 Alba Romano
famiglia nel bosco
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È ciò che sostengono gli psicologi Tonino Cantelmi e Martina Aiello nel nuovo report di 7 pagine in cui si pone soprattutto l'accento sulla «grave carenza» da parte di assistenti sociali ed educatrici nel preparare gli incontri tra i 3 minori e i genitori

«Riunire urgentemente e senza più rinvii la famiglia del bosco». È l’appello lanciato dai periti di parte al Tribunale per i minorenni dell’Aquila nella nuova relazione, che evidenzia soprattutto la grave carenza di preparazione degli incontri tra i bimbi e i genitori da parte di assistenti sociali ed educatrici, in particolare di mamma Catherine, allontanata dalla casa-famiglia ormai da un mese. «Il protrarsi dell’attuale assetto relazionale e operativo, privo delle necessarie misure di accompagnamento e di tutela», scrivono gli psicologi Tonino Cantelmi e Martina Aiello, «mantiene la risposta traumatica nei minori e configura un fattore di rischio clinicamente rilevante per l’insorgenza di ulteriori e documentabili danni alla salute mentale dei bimbi».

Il comportamento dei tre minori

Nel documento di sette pagine, datato 3 aprile, i periti analizzano il comportamento dei tre minori dopo l’allontanamento della mamma, avvenuto il 6 marzo su disposizione dei giudici. «Dall’osservazione delle videochiamate emerge con chiarezza un quadro di sofferenza psicologica significativa nei minori, che si inserisce in continuità con la risposta traumatica acuta già documentata al momento della separazione», scrivono Cantelmi e Aiello, riferendosi al pianto dei bimbi la sera in cui Catherine ha dovuto lasciare la casa-famiglia. «La sofferenza osservata durante le videochiamate non rappresenta un fenomeno nuovo o isolato, ma l’evoluzione coerente di una risposta traumatica già in atto».

In particolare, i due psicologi criticano le modalità con cui è stato organizzato, lo scorso primo aprile, il primo incontro tra Catherine e i figli, alla presenza dell’assistente sociale, della Garante regionale per l’Infanzia, della curatrice, della tutrice, della responsabile della struttura e delle educatrici. Cantelmi e Aiello sottolineano la mancanza «di una adeguata preparazione psicologica delle parti coinvolte» e di «una cornice tecnica di contenimento». «Appare evidente che permane una condizione di completa mancanza di accompagnamento e di tutela di tutti i componenti del nucleo familiare», aggiungono.

Annullato l’incontro previsto per oggi

I periti precisano inoltre che «un incontro svoltosi in tali condizioni non può essere considerato indicativo delle competenze genitoriali», parole che sembrano riferirsi anche all’episodio in cui Catherine avrebbe invitato altri ospiti della struttura a ribellarsi alle educatrici. Questo atteggiamento, secondo quanto riportato, ha portato all’annullamento di un secondo incontro previsto per oggi, complicando ulteriormente il rapporto tra la famiglia e gli assistenti sociali.

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