«Vi spiego come ci si difende dai rincari di benzina, diesel e gas»

Ci sono molti strumenti e prodotti finanziari da utilizzare per difendersi dal carovita e dal carobenzina. Ma bisogna utilizzarli con attenzione. Perché potrebbero nascondere delle trappole. Lo spiega il professore di matematica Beppe Scienza, ombudsman dei risparmiatori italiani, in questa intervista a Open. Per la quale ha preparato anche un quiz per i lettori sul tema. I rincari di benzina, diesel e gas, sostiene Scienza, possono essere per esempio ammortizzati attraverso i contratti futures sul petrolio: «Se ne compero e il petrolio sale, il guadagno compensa gli aumenti che mi ritrovo quando faccio benzina».
Come difendersi dal carovita (e dai prezzi crescenti di benzina e diesel)
I futures sono contratti derivati simmetrici e standardizzati, negoziati su mercati regolamentati, che impegnano le due parti a scambiare una determinata attività (finanziaria o reale) a un prezzo prefissato e a una data futura prestabilita. Scienza porta un’applicazione concreta dell’investimento: «Prendiamo il più piccolo: il future Micro Wti Crude Oil che è indicizzato al petrolio Wti-West Texas Intermediate (qualità di riferimento). Ragioniamo su un prezzo di 100 dollari. Se ne compro uno, in qualche modo blocco il prezzo di cento barili. Se il petrolio sale del 30%, guadagno nell’ordine dei 2.500. Ciò compenserebbe il maggior costo di parecchi pieni del serbatoio».
I futures sul petrolio
Una cosa ottima, verrebbe da dire. Ma c’è un però: «Può anche andare male. Le tensioni calano, il prezzo del greggio crolla, ma quello di benzina e gasolio subisce solo una lieve limatura. In tal caso sul future perdo parecchio e però sulla benzina recupero poco». L’investimento sui futures, spiega il prof, «ha un senso per chi abbia forti consumi di carburanti e tema che il prezzo del petrolio vada alle stelle. C’è chi lo ipotizza a 200 dollari al barile. Per altro non c’è solo la benzina fra le proprie spese. Per esempio ci sarebbe anche il future Micro Natural Gas. Ma soprattutto aleggia il timore di un rincaro generalizzato dei prezzi».
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Il carovita
«Alcuni elementi me lo fanno credere. Secondo l’Osservatorio Credem-Cattolica il costo della vita è il tema più rilevante per gli italiani. Nel mio piccolo mi sono accorto che lo crede anche il mio editore, visto che ha inserito fra i tascabili il mio libro “I nostri soldi e l’inflazione”. In ogni caso è un rischio per cui ci sono soluzioni valide». Ovvero: «I titoli indicizzati al costo della vita, in Italia Btp Italia e Btp-i, all’estero Oat-ei, Bund-ei e Obligaciones-ei, sempre indicizzate ai prezzi dell’eurozona e quotate anche alla Borsa Italiana. Oppure i buoni postali indicizzati, con tassi più bassi ma senza oscillazioni di prezzo».
I titoli indicizzati
Il professore parla dei titoli indicizzati al costo della vita: «In Italia ci sono Btp Italia e Btp-i, all’estero Oat-ei, Bund-ei e Obligaciones-ei, sempre indicizzate ai prezzi dell’eurozona e quotate anche alla Borsa Italiana. Oppure i buoni postali indicizzati, con tassi più bassi ma senza oscillazioni di prezzo». Quindi, volendo, si potrebbero trasferire i risparmi sui titoli indicizzati. Magari disinvestendo dai fondi comuni, che non offrono garanzie in termini di potere d’acquisto, Ma bisogna fare presto: «In effetti nessun fondo comune d’investimento né fondo pensione contempla analoga protezione. Comunque meglio non indugiare, volendo muoversi in tale direzione. I coefficienti di indicizzazione dei titoli in questione non hanno ancora recepito gli aumenti dei prezzi di marzo, tanto meno quelli di aprile. Per comprarli, meglio farlo prima che si adeguino».
