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Il Board di Pace di Trump è al verde: «Promessi 17 miliardi, ne è arrivato 1». Così Gaza resta nel limbo tra Israele e Hamas

10 Aprile 2026 - 19:53 Simone Disegni
La guerra in Iran ha spostato le attenzioni: solo tre Paesi hanno versato fondi. E il governo tecnico palestinese non può neppure entrare nella Striscia

Che fine ha fatto il Board di Pace lanciato in pompa magna da Donald Trump a Washington il 19 febbraio? Non serve un mago per capire che pochi giorni dopo quell’evento il presidente Usa le velleità da peace-maker mondiale le ha messe decisamente da parte per vestire le parti del Commander in chief di guerra all’Iran. Né che la Striscia di Gaza non sia esattamente in cima ai suoi pensieri. Ma se il lavoro di ricostruzione fisica e politica dell’enclave palestinese a sei mesi dal cessate il fuoco non decolla è anche per un’altra ragione: il Board trumpiano non ha una lira. Dei 17 miliardi di dollari promessi da vari Paesi per consentire il lavoro del nuovo Comitato tecnico palestinese per Gaza e per avviare progetti di ricostruzione nella Striscia si sono visti sinora solo gli spiccioli, svela Reuters citando fonti a conoscenza del dossier. Solo Stati Uniti, Marocco ed Emirati Arabi hanno messo per ora qualcosa, per un tesoretto totale da meno di un miliardo di dollari. Anche per questo, spiegano le fonti, il Comitato guidato dal tecnocrate palestinese Ali Shaath non ha tuttora mai potuto mettere piede nella Striscia di Gaza, continuando a operare «in remoto» dal Cairo. «Non ci sono soldi disponibili», avrebbe detto a interlocutori palestinese il rappresentante del Board sul terreno, il diplomatico bulgaro Nikolay Mladenov.

Cosa succede nella Striscia

A parole Hamas continua a dire di essere pronta a cedere il potere a quel Comitato. Di fatto però pare ben lieta delle difficoltà operative del nuovo Comitato, che le consentono di continuare a governare di fatto Gaza. O meglio la porzione della Striscia rimasta sotto il suo controllo. L’altra resta controllata da Israele, che aveva accolto con analoga il freddezza sia il cessate il fuoco che il Board of Peace firmati Trump, e vuole tenersi le mani libere per gestire direttamente la sicurezza nell’area. Per la ricostruzione dei Gaza, dove quattro quinti degli edifici sono stati rasi al suolo in due anni di guerra, si stima un fabbisogno di circa 70 miliardi di dollari. Trump a febbraio aveva annunciato che i soli Usa ne avrebbero investiti 10 nel Board, e che una decina di altri Paesi ne avevano già promessi 10. I Paesi europei – Italia compresa – avevano guardato con sospetto a quella nuova istituzione made in Usa «parallela all’Onu» ma alla fine fatto buon viso a cattivo gioco. Poco dopo però con la guerra all’Iran il clima è drasticamente cambiato e ogni promessa di spesa – o quasi – è stata congelata. E così nel frattempo la realtà per l’enclave palestinese resta per ora uno status quo senza futuro.