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Pino Insegno e l’amico che lo ha tradito, il ritorno su Rai1: «Rubò 70mila euro, non navigo nell’oro: so chi è e come si chiama» – Il video

10 Aprile 2026 - 12:51 Giulia Norvegno
Lo sfogo del conduttore nel salotto di Caterina Balivo su Rai1. Dopo un lungo periodo lontano dagli studi Rai e le polemiche per la sua vicinanza a Giorgia Meloni, riappare a "La volta buona" e rispolvera un episodio di qualche anno fa

Dopo un lungo periodo lontano dalle telecamere, Pino Insegno è riapparso su Rai1, ospite di Caterina Balivo a “La Volta Buona”, e ne ha approfittato per raccontare una vicenda personale rimasta irrisolta da anni. Il conduttore ha rivelato di essere stato truffato per 70mila euro, una cifra che ancora oggi brucia, non solo per l’aspetto economico, ma anche e forse soprattutto per la delusione personale.

Il conoscente sparito con i soldi e la macchina

Era il 2009, periodo in cui Insegno conduceva “Reazione a catena”, quando decise di affidarsi a un suo conoscente per dare in permuta la sua automobile e acquistarne una nuova. Una scelta che sembrava sicura: «Lui faceva parte di un’associazione in cui aiutavamo i bambini, per cui era una persona fidata. Vendeva macchine, doveva prenderla a me e ad altre persone, doveva andare a Livorno, gli ho dato non solo quei soldi ma anche la mia macchina da vendere. Non l’ho più visto». L’auto alla fine è tornata indietro, ma i soldi no. C’è stata anche una denuncia penale vinta in primo grado, poi finita in prescrizione. «Lui vive a Roma, so chi è e come si chiama, credo sia libero e felice mentre io non sono riuscito a recuperare i miei soldi», ha aggiunto il conduttore.

Il danno economico e quello umano: «È stato un tradimento triplo»

A pesare su Insegno non è stato solo il danno economico. Il conduttore ha descritto la vicenda come una vera e propria violenza psicologica, aggravata dal contesto in cui si era sviluppato il rapporto con il truffatore: «C’è stato il tradimento di chi faceva parte di una cerchia di persone che aiutava bambini in maniera molto intensa. Vederlo andar via con un paio di milioni, non essendo io l’unico truffato, è stato un tradimento triplo per quello che facevamo». La conseguenza più amara è stata lasciare l’associazione. «Non è che io navighi nell’oro anche se qualcuno può pensare il contrario, erano soldi che volevo spendere per quella macchina che mi piaceva molto. Ci sono rimasto male, deluso, sporco».