Iran, è il giorno dei negoziati a Islamabad. Il nodo di Hormuz. Trump: «No ai pedaggi, sono acque internazionali» – La diretta

In una tregua sempre più fragile tra Iran e Usa arriva il giorno dei colloqui in Pakistan. Per gli Usa sarà presente il vicepresidente J.D Vance, che sarà al tavolo di Islamabad. Il nodo da sciogliere è lo Stretto di Hormuz, che gli iraniani ora rivendicano. Ma la linea del presidente degli Stati Uniti è quella di non cedere: devono rimanere come finora sono state prima della guerra, acque internazionali e senza pedaggi. A capo della squadra negoziale di Teheran ci sarà Ghalibaf, che ha già espresso al sua diffidenza verso gli Usa.
Media Iran: se c'è ok alle precondizioni di Teheran colloqui al via domenica
La delegazione iraniana a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, incontrerà oggi alle 13 ora locale (le 10 in Italia) il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif per discutere dei prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti volti a porre fine alla guerra. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall’Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si terranno domenica pomeriggio presso l’hotel Serena di Islamabad. La delegazione ha incontrato ieri sera il comandante dello Stato Maggiore dell’Esercito pakistano, Asim Munir.
JD Vance arrivato in Pakistan
JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, è arrivato in Pakistan per i colloqui. Secondo quanto riporta una fonte pakistana di alto livello alla Cnn J.D. Vance è stato fondamentale per l’avvio dei colloqui a Islamabad. Steve Witkoff fa parte della delegazione statunitense che partecipa ai colloqui, ma a guidare sarà il vicepresidente, che ha una grossa partita davanti. Per Axios, il motivo per cui Vance guida la delegazione «è il cattivo umore tra gli inviati di Trump e gli iraniani dopo che due precedenti serie di colloqui si sono concluse con la guerra».
NYT: l'Iran non sa come rimuovere le mine su Hormuz che lei stessa aveva piazzato
Secondo quanto riporta il New York Times, che cita funzionari statunitensi, l’Iran non sarebbe in grado di individuare e rimuovere le mine nello Stretto di Hormuz, né di riaprire le vie navigabili. Non ha la capacità di rimozione, il che complica ulteriormente i colloqui di Islamabad, dato che l’amministrazione Trump ha spinto per un maggiore transito di navi attraverso lo Stretto.
Trump: «Se Hormuz non ha un accordo non abbiamo un piano di riserva»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di non avere un «piano di riserva» se non verrà raggiunto un accordo con l’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz. «Non serve un piano di riserva. Il loro esercito è finito. Abbiamo indebolito praticamente tutto. Hanno pochissimi missili. Li abbiamo colpiti duramente, il nostro esercito è stato straordinario», ha dichiarato al suo arrivo a Charlottesville, in Virginia, dove è atteso a un evento.
«Quale sarebbe un buon accordo? Nessuna arma nucleare, questo è il 99% della questione», ha aggiunto Trump. «Vedremo come andrà a finire, vedremo come si evolverà la situazione».
Dall'Iran in 71 per parlare con gli Usa
La delegazione inviata dall’Iran a Islamabad per i colloqui con gli Stati Uniti conta in tutto 71 membri, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana “Tasnim”. Il gruppo comprende negoziatori principali, consulenti tecnici, rappresentanti dei media, oltre a personale diplomatico e di sicurezza. Il team negoziale è guidato dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e include il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della banca centrale Abdolnaser Hemmati, il segretario del Consiglio supremo di difesa nazionale Ali Akbar Ahmadian, il vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi e il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei.
Wsj: l'Iran ha ancora migliaia di missili balistici
L’Iran possiede ancora migliaia di missili balistici che potrebbe recuperati dai lanciatori sepolti in strutture sotterranee. Lo riporta il Wall Street Journal. Anche se metà dei lanciatori missilistici iraniani sono fuori uso possono esser riparati. Funzionari statunitensi e israeliani affermano inoltre che, pur possedendo ora la metà dei missili rispetto a prima della guerra, l’Iran ha ancora migliaia di missili balistici a medio e corto raggio.
Mojtaba Khamenei è sfigurato e in cura per gravi ferite
La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei è rimasto sfigurato nell’attacco del 28 febbraio ed è ancora in cura per le gravi ferite riportate al viso e alle gambe. Lo riportano alla Reuters tre persone vicine a Khamenei, rimaste nell’anonimato. Le stesse fonti hanno affermato che il leader iraniano 56enne si sta riprendendo dalle ferite, sia al viso che a una o entrambe le gambe, e mantiene la lucidità mentale. Fa le riunioni con alti funzionari tramite audioconferenza ed è coinvolto nel processo decisionale su questioni importanti, tra cui i negoziati con Washington.
