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Ungheria, l’era Orbán è finita. Magyar conquista i 2/3 dei seggi in Parlamento, il premier uscente: «È doloroso». Festeggia von der Leyen

12 Aprile 2026 - 22:49 Ygnazia Cigna
Orbán perde elezioni
Orbán perde elezioni
«Stasera il cuore dell'Europa batte più forte», commenta la presidente della Commissione europea. Esulta Elly Schlein, Meloni saluta «l'amico» e si congratula con il vincitore

Addio, Orbàn. Il terremoto politico in Ungheria prende forma con i dati reali dello spoglio. Con il 45,71% delle schede scrutinate, il movimento Tisza di Peter Magyar conferma il vantaggio dei sondaggi e accelera verso una vittoria storica. Il partito di opposizione ha superato i 133 seggi necessari per la maggioranza dei due terzi in parlamento. «Grazie Ungheria!», ha scritto sui social Magyar e ha annunciato che l’attuale premier lo ha telefonato per congratularsi della vittoria. Nello spoglio crolla, infatti, il Fidesz del premier uscente Viktor Orbàn, che si ferma a 57 seggi, meno della metà dello sfidante. Resiste l’ultradestra di Mi Hazánk (Nostra Patria), che con 8 seggi entrerebbe in Parlamento come terza forza. Se il trend venisse confermato in via definitiva, per Orbán si profila una sconfitta schiacciante dopo 16 anni di governo. È la fine di un’era per l’Ungheria e un cambio di rotta radicale nei rapporti con l’Europa.

Chi è Péter Magyar

Péter Magyar è un avvocato ungherese nato a Budapest nel 1981, cresciuto in un ambiente con forti legami politici e istituzionali. Dopo aver iniziato la sua carriera all’interno di Fidesz nei primi anni 2000, ha lavorato tra Budapest e Bruxelles anche in contesti legati alle istituzioni europee e ad aziende di Stato. Per oltre vent’anni è stato parte del sistema politico e amministrativo vicino al governo Orbán. La rottura è arrivata nel 2024, in seguito a uno scandalo politico che ha coinvolto le più alte cariche dello Stato e ha portato alle dimissioni della presidente Katalin Novák e della sua ex moglie Judit Varga. In quel contesto Magyar ha rotto con l’establishment e si è unito al partito Tisza, contribuendo alla sua rapida ascesa fino al 30% alle elezioni europee del 2024.

Le reazioni alla sconfitta di Orbán

«Il risultato delle elezioni è chiaro e doloroso. La responsabilità e l’opportunità di governare non ci sono state affidate. Mi sono congratulato con il partito vincitore», dichiara Orbàn. Festeggia, invece, la presidente della Commissione europea. «Stasera il cuore dell’Europa batte più forte in Ungheria», commenta su X Ursula von der Leyen. Dall’Italia, immediata la reazione della segretaria del Pd Elly Schlein. «Sono immagini meravigliose ed emozionanti. Il tempo dei sovranismi e delle destre sovraniste è finito. Hanno vinto la libertà, la democrazia e la voglia d’Europa. Ha perso Orbàn e con lui ha perso Trump, e hanno perso Meloni e Salvini con i loro imbarazzanti video di supporto a Orban e alla sua autocrazia. É una bellissima notizia quella che arriva dall’Ungheria», dichiara la leader dem. Con una foto sorridente sui social anche l’eurodeputata Ilaria Salis ha salutato il premier sovranista uscente.

Il saluto di Meloni: «Ringrazio il mio amico Orbàn per questi anni »

La premier Giorgia Meloni si è congratulata per la vittoria di Magyar. «Ringrazio il mio amico Viktor Orban per l’intensa collaborazione di questi anni, e so che anche dall’opposizione continuerà a servire la sua Nazione. Italia e Ungheria sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia e sono certa che continueremo a collaborare con spirito costruttivo nell’interesse dei nostri popoli e delle comuni sfide a livello europeo e internazionale», scrive Meloni in un post su X.

L’affluenza storica oltre il 77%

La partecipazione al voto in Ungheria è stata storica. Oltre il 77% degli elettori ha votato per la sfida tra Orbán e Magyar. Il dato finale ha polverizzato il record del 2022 e sorpassato anche le storiche elezioni dopo la caduta del Muro di Berlino del 1990 (65,1%). La spinta degli aventi diritto è stata costante e massiccia per tutta la giornata. Il trend era già evidente alle 9 del mattino, con un’affluenza quasi raddoppiata rispetto alle precedenti consultazioni (17% contro 10,3%), per poi attestarsi vicino al 38% già alle ore 11.

Le accuse di brogli alle elezioni in Ungheria

Durante il voto, il clima elettorale è rimasto infuocato a causa di una pioggia di accuse e controaccuse su presunti brogli che hanno macchiato la giornata di voto. Dal fronte governativo, Balázs Orbán ha denunciato un’ondata di irregolarità attribuite ai rivali di Tisza, parlando di intimidazioni, comportamenti aggressivi nei seggi e anche dell’«uso di droni per influenzare gli elettori». Secondo il consigliere del premier, si sarebbe trattato di operazioni pilotate da interessi stranieri per minare la libera scelta degli ungheresi, in particolare da «Bruxelles e Kiev». Segnalazioni sono arrivate anche dal fronte anti-Orbán con il deputato Ákos Hadházy e il portale 444 che hanno riferito di gravi anomalie, dal dirottamento illecito del voto verso le liste delle minoranze fino alla presunta compravendita di preferenze per Fidesz tramite la distribuzione di buoni spesa da 10.000 fiorini. Sui social, inoltre, sono circolate denunce circa violazioni del segreto dell’urna, con attivisti governativi accusati di controllare fisicamente il segno apposto dai votanti all’interno delle cabine. Ma per il capo dello Stato Sulyok le operazioni di voto sono state svolte regolarmente.

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