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Mario Adinolfi querela Le Iene, Pier Silvio Berlusconi e Mediaset. L’aggressione all’inviato e la tirata di capelli – Il video

14 Aprile 2026 - 15:04 Alba Romano
mario adinolfi le iene
mario adinolfi le iene
L'ex deputato e concorrente de l'Isola agisce per vie legali. Nei giorni scorsi ha incontrato l'inviato Filippo Roma: e non è finita benissimo

Mario Adinolfi avrebbe presentato denuncia contro Pier Silvio Berlusconi, Davide Parenti, Filippo Roma, Alfredo Liuzzi, Cristina Zaccanti, Carlo Bravi, Rti e Mediaset. Sul tavolo il lavoro de Le Iene. La trasmissione ha riportato le testimonianze di alcune persone che sarebbero state ingannate dall’ex concorrente dell’Isola dei famosi, con la promessa di guadagni facili tramite scommesse. Ma il ritorno di denaro non ci sarebbe stato. Un lavoro, quello della trasmissione Mediaset, culminato con uno scontro tra l’inviato e Adinolfi, con tanto di tirata di capelli che andrà in onda, si presume, mercoledì prossimo.

«Discriminazione anticristiana di ispirazione massonica»

«Ho sempre ritenuto prioritario, come faccio anche su queste pagine, tutelare la libertà di critica anche e soprattutto nei miei confronti. Ora però i tratti dell’associazione delinquenziale e persecutoria non priva di evidenti finalità ideologico-politiche, con tratti di discriminazione anticristiana palese probabilmente di ispirazione massonica, sono troppo chiari e francamente insopportabili. La serialità delle diffamazioni attuate sistematicamente dal 2016 guarda caso sempre a ridosso di momenti elettorali con agguati ad personam sotto la mia abitazione di residenza ed in innumerevoli eventi pubblici, con ricadute che hanno leso gravemente anche mia moglie e le mie figlie, ha richiesto un atto che avrei volentieri evitato ma si è reso evidentemente necessario», ha dichiarato Adinolfi sui social, allegando la foto di una scrivania con un poliziotto in divisa. I reati denunciati dall’ex concorrente dell’Isola vanno dall’associazione a delinquere, fino alla diffamazione e stalking.

La tirata di capelli

Durante l’ultimo servizio la iena Filippo Roma ha incontrato Adinolfi, ma la situazione è degenerata fino all’aggressione. In un video che gira in rete si vede l’ex deputato tirare i capelli all’inviato. Adinolfi respinge tutte le accuse e sostiene che il programma di Italia1 non si avvalga di vere testimonianze ma di figuranti. Accusa a cui la trasmissione ha replicato. Si sono avvalsi di una complice, ma «tutte le persone che denunciano di aver perso denaro, invece, non sono figuranti».

La versione di Mediaset

«Dopo il primo servizio andato in onda nei mesi scorsi, Filippo Roma, con Alfredo Liuzzi, torna a occuparsi della cosiddetta “Scommessa Collettiva”, il club esclusivo ideato dal giornalista e politico Mario Adinolfi che prometterebbe rendimenti fino al 40% annuo e capitale garantito. Ma, secondo diverse testimonianze raccolte, i soldi affidati con la prospettiva di guadagni facili non sarebbero mai tornati indietro del tutto. Una vicenda su cui ora emergono nuovi elementi e ulteriori riscontri», recita un comunicato di Mediaset. 

«Qualche giorno fa, il confronto tra l’inviato e Adinolfi si è acceso — e non poco — fino a degenerare in un’aggressione fisica per Filippo Roma. Le immagini della tirata di capelli hanno fatto il giro dei media, insieme alle dichiarazioni di Adinolfi, che accusa il programma di dire falsità e di usare figuranti nei propri servizi. Accuse che l’inviato respinge mostrando addirittura il proprio casellario giudiziario, smentendo di essere un pregiudicato, e ribadendo la solidità del lavoro giornalistico svolto. Nel servizio in onda domani, in prima serata su Italia 1, vengono documentati bonifici, mail e conversazioni che attesterebbero i rapporti economici tra i testimoni intervistati e Adinolfi», prosegue il comunicato.

«Tra queste – aggiunge l’emittente – anche una donna invalida che vive in provincia di Roma con meno di 800 euro al mese, e che avrebbe consegnato i propri risparmi confidando nelle promesse di rendimento. Nonostante le prove raccolte, Adinolfi continua a negare. Eppure, secondo quanto ricostruito, la donna ha presentato denuncia al Tribunale di Roma il 18 dicembre scorso. Non solo: da altre denunce sarebbe scattato anche un sequestro conservativo delle somme versate, confermato dal giudice, che avrebbe ritenuto non autorizzata l’attività di raccolta del risparmio e “incontrovertibile” il credito vantato».

«E le figuranti? Il servizio fa chiarezza: una storica complice è stata effettivamente utilizzata, ma solo per entrare e documentare dall’interno un’altra iniziativa riconducibile a Mario Adinolfi, l’associazione “CR – Cristo Regna”, per la quale veniva richiesto un contributo economico da bonificare su un conto intestato proprio a lui, lo stesso sul quale avrebbe chiesto di versare anche nuovi soldi per le scommesse. Un conto che, all’epoca dell’incontro con la complice, potrebbe essere stato utilizzato anche per coprire le spese dell’associazione», spiegano.


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