Il 17enne promessa della boxe e il pugno a Giacomo Bongiorni «perché mi ha dato una testata». L’accusa sull’omicidio a Massa

È una promessa della boxe il 17enne fermato per l’omicidio di Giacomo Bongiorni in piazza a Massa. Il ragazzo ha detto di aver reagito con almeno un pugno a una testata al naso proprio da parte della vittima. Il suo racconto fatto domenica scorsa, durante l’interrogatorio con gli inquirenti, sarebbe sostanzialmente analogo a quello fatto da Alexandru Miron, 23 anni, uno dei due maggiorenni attualmente in carcere. Sulla stessa linea anche i genitori degli altri fermati, convinti che i propri figli si siano difesi da un’aggressione di Bongiorni e del cognato Gabriele Tognocchi la sera dell’11 aprile davanti al kebab di piazza Palma. «Da quello che sappiamo anche i ragazzi sono stati aggrediti e si sono difesi», ha detto il padre del 19enne Eduard Alin Caratasu, aggiungendo: «Non ho insegnato a mio figlio la violenza, mio figlio non è violento, non siamo criminali». Gabriel Caratasu si è anche detto disposto a farsi carico degli studi del figlio di Bongiorni, il bambino di 11 anni che ha visto il padre morire. Anche il padre di Ionut Alexandru Miron ha preso le distanze: «Non è un cattivo ragazzo, lavora. Forse ha visto il suo amico colpito e ha perso il controllo. Ma non doveva farlo».
Chi è il 17enne promessa della boxe toscana
Il minorenne, italiano di seconda generazione, è una delle promesse del pugilato toscano. Cinquantadue chili, aveva all’attivo numerosi incontri e diverse vittorie, compresa la qualificazione alla semifinale dei campionati giovanili italiani e un importante torneo vinto nel 2023. Fino a quell’anno militava nella Pugilistica Massese, che ha aderito alla fiaccolata di martedì sera in ricordo di Bongiorni. Nel luglio 2022 aveva partecipato al memoriale «Samuele Morabito», atleta della stessa società scomparso a 22 anni per una grave malattia.
Cosa è successo in piazza a Massa
La notte tra sabato e domenica il 17enne si trovava in compagnia del 19enne e del 23enne. Secondo quanto emerso finora, tutto sarebbe partito da un rimprovero di Gabriele Tognocchi, cognato di Bongiorni, che aveva visto i ragazzi lanciare bottiglie e bicchieri contro il kebab. Ne è nata una discussione, al termine della quale il giovane pugile avrebbe sferrato un pugno a Bongiorni, che è caduto a terra. Seguono altri colpi contro l’uomo, poi la fuga. Bongiorni è morto davanti alla compagna Sara e al figlio di 12 anni.
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I cinque indagati e le indagini dalle telecamere
I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno ripreso la scena dell’aggressione. Ai giovani fermati sono stati sequestrati gli abiti, ritenuti compatibili con quelli indossati la notte del fatto, e il cellulare del 17enne, sul quale si cercano ulteriori elementi utili alle indagini, comprese eventuali chat. La Procura di Massa ha identificato in tutto cinque persone, due 16enni compresi, per l’omicidio di Bongiorni e le percosse a Tognocchi. Le posizioni dei tre minorenni sono seguite dalla Procura minorile di Genova, che oggi conferisce l’incarico per l’autopsia. Nelle prossime ore verranno fissate le udienze di convalida dei fermi davanti ai rispettivi gip di Massa e Genova.
