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Padiglione russo alla Biennale, l’Ue formalizza lo stop al finanziamento da 2 milioni: «Il governo è stato avvisato». Zelensky domani a Roma

14 Aprile 2026 - 20:54 Anna Clarissa Mendi
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La Commissione europea ha confermato di aver inviato una lettera alla Biennale per contestare la presenza di Mosca alla mostra prevista per maggio. La precisazione arriva alla vigilia dell’incontro tra il presidente ucraino, la premier Meloni e il presidente Mattarella nella Capitale

Dalle parole, ai fatti. La Commissione europea ha formalizzato l’intenzione di sospendere i finanziamenti alla Fondazione La Biennale di Venezia, per un valore di circa 2 milioni di euro, a causa della presenza della Russia alla prossima edizione della mostra internazionale d’arte. Secondo quanto riferito dal portavoce Thomas Regnier, l’Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura (Eacea) ha già inviato una lettera alla Fondazione per comunicare l’intenzione di sospendere o revocare la sovvenzione. La Commissione aveva inoltre informato il governo italiano già a marzo, motivando la decisione con la necessità di tutelare «i valori europei di democrazia, libertà di espressione e pluralismo».

Le sanzioni europee e la figlia di Lavrov nel padiglione russo

La presenza russa alla Biennale viene contestata anche alla luce delle sanzioni europee legate alla guerra in Ucraina, che vietano iniziative considerate veicolo di propaganda a sostegno del regime. Al centro della polemica anche la gestione del padiglione russo, che ospiterebbe artisti selezionati da una società legata a Ekaterina Lavrova, figlia del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, fedelissimo di Vladimir Putin.

La protesta dei ministri Ue

Già a marzo 22 Paesi europei avevano scritto al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e al consiglio di amministrazione per esprimere contrarietà alla partecipazione russa. Anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva criticato la scelta e silurato la consigliera che non lo aveva avvertito, mentre diversi eurodeputati hanno coinvolto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas chiedendo lo stop ai fondi.

Buttafuoco ha però sempre difeso il diritto degli artisti di ogni credo e provenienza ad esprimersi. Sostenendo che nessuna norma sia mai stata violata e di aver organizzato spazi per dare voce anche agli artisti dissidenti russi. Non ha mai mostrato intenzione di rivedere la propria posizione: un’eventuale forzatura nei suoi confronti, dettata da esigenze di Stato ritenute prioritarie, potrebbe spingerlo a fare un passo indietro. Uno scenario che né la premier Meloni né il ministro della Cultura vorrebbero affrontare, sia perché Buttafuoco è uno dei pochi nomi di intellettuali di destra di caratura, sia perché la Biennale è ormai alle porte, con inaugurazione prevista per il 9 maggio.

Domani Zelensky da Meloni e Mattarella

Una questione delicata, quindi, che si aggiunge agli altri dossier rilevanti sul piano della diplomazia internazionale, proprio mentre la presidente del Consiglio e il capo dello Stato Sergio Mattarella si preparano ad accogliere a Roma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, atteso domani, mercoledì 15 aprile.

Foto copertina: ANSA/ANDRTEA MEROLA | Il padiglione Russia alla Biennale di Venezia, 13 Marzo 2026

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