Giallo di Pietracatella, Gianni Di Vita ricorda la “cena del veleno”. Ecco gli alimenti mangiati da mamma e figlia prima di morire

Cozze, giardiniera di verdure e salumi: questa la cena fatta il 23 dicembre da Gianni Di Vita, con la moglie Antonella di Ielsi e la loro figlia Sara, di 15 anni. Un pasto ora sotto la lente degli inquirenti, dopo che Antonella e Sara sono morte non più per un’intossicazione alimentare ma perché venute a contatto con un veleno potentissimo: la ricina. Gianni Di Vita ha ricordato cosa mangiò quella sera: le cozze che avrebbero consumato in tre (l’altra figlia maggiore non c’era, era uscita per una pizza con amici) erano i resti di un pranzo d’ufficio del giorno prima. Ad integrare c’era un vasetto di classica conserva di prodotti dell’orto. Antonella era rientrata tardi da lavoro. Non ha cucinato.
Gli alimenti sotto sequestro e la speranza nelle analisi
Gianni Di Vita, riporta Repubblica, è stato sentito ieri per sei ore dagli agenti della squadra mobile di Campobasso. Quello che non ricorda è chi ha mangiato cosa o da dove provenissero gli insaccati o quel vasetto di giardiniera. Non è chiaro se fosse uno dei tanti cesti di Natale ricevuti (Gianni e Antonella lavoravano insieme come commercialisti) o un omaggio portato da qualche amico. Gli investigatori hanno conservato gli alimenti trovati nella casa dei Di Vita, ancora sotto sequestro. Ora sanno esattamente quali cibi, se recuperati, analizzare.
