Ultime notizie Delitto di GarlascoGlobal Sumud FlotillaMaldiveModena
ESTERICrisi Usa - IranDonald TrumpIranIsraeleMedio OrientePapa Leone XIVUSA

Iran, verso il secondo round di negoziati. «Teheran potrebbe lasciare libero il lato omanita per far passare le navi a Hormuz» – La diretta

15 Aprile 2026 - 21:00 Alba Romano
usa iran
usa iran
Teheran invita i leader europei a non schierarsi nell'area, anche post guerra: «Non farebbe altro che complicare le cose». Vance guiderà la delegazione Usa nei nuovi colloqui a Islamabad: contatti già in corso
Google Preferred Site

La guerra del Golfo «è quasi finita». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox, nella quale però è tornato a minacciare Teheran. Intanto il vicepresidente JD Vance ha sostenuto che gli Usa sono pronti ad aiutare l’Iran a prosperare se abbandonerà l’idea del nucleare. E i Dem del Congresso hanno chiesto di creare una commissione per valutare l’idoneità di Trump alla presidenza: «Siamo su un pericoloso precipizio ed è ora che il Congresso si assuma le sue responsabilità in base al 25mo emendamento», ha detto il deputato Jamis Raskin. Intanto il tycoon torna ad attaccare il Papa: «Qualcuno dica a Leone che l’Iran ha ucciso 42 mila innocenti».


15 Aprile 2026 - 23:00

Israele non ha ancora deciso il cessate il fuoco sul Libano

La riunione del gabinetto di sicurezza israeliano si è conclusa senza prendere una decisione su un cessate il fuoco in Libano, secondo due funzionari israeliani. Lo scrive su X il reporter di Axios, Barak Ravid

15 Aprile 2026 - 21:30

Metsola invita Papa Leone in Parlamento Ue

«Papa Leone XIV non è solo il pastore del gregge cattolico romano in tutto il mondo, ma un simbolo di coraggio morale e chiarezza in un’epoca in cui tali bussole sono sempre più necessarie. La sua voce è una di quelle che gli europei di tutte le fedi e non, ascoltano, apprezzano e rispettano». Lo scrive su X la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. «A nome del Parlamento, ho contattato la Santa Sede per riaffermare il nostro invito affinché il Santo Padre si rivolga a una prossima Sessione Plenaria del Parlamento – aggiunge -. Speriamo di accoglierlo nel prossimo futuro e di ascoltare il suo messaggio per l’Ue».

15 Aprile 2026 - 20:50

Teheran potrebbe consentire la navigazione dello Stretto di Hormuz sul lato Oman

L’Iran potrebbe valutare la possibilità di consentire alle navi di navigare liberamente attraverso il lato omanita dello Stretto di Hormuz, senza rischio di attacchi. Sarebbe un’ipotesi che sta prendendo piede nell’ambito delle idee avanzate nei negoziati con gli Stati Uniti, qualora si raggiungesse un accordo: lo scrive Reuters in un’esclusiva sul sito, citando una fonte iraniana.

15 Aprile 2026 - 20:00

Respinta la proposta russa di ricevere l'uranio arricchito

Gli Stati Uniti avrebbero respinto una proposta della Russia volta a trasferire sul proprio territorio tutto l’uranio arricchito iraniano, nell’ambito degli sforzi per ridurre le tensioni nel Golfo. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino. Mosca aveva già chiesto una cosa simile a giugno, senza che vi fosse seguito. Secondo quanto riporta Reuters l’avrebbe recentemente reiterata.

15 Aprile 2026 - 19:20

Gli Usa non hanno chiesto una proroga per il cessate il fuoco

Gli Stati Uniti «non hanno chiesto la proroga del cessate il fuoco con l’Iran». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo ad una domanda su alcune indiscrezioni di stampa. «E’ cattivo giornalismo», ha aggiunto.

15 Aprile 2026 - 18:30

A Islamabad riunione tecnica dei mediatori tra Usa e Iran

Su indicazione del ministro degli Esteri egiziano Badr Abelatty, impegnato in colloquii a Washington, il viceministro degli Esteri, Nazih El-Nagari, ha partecipato a una riunione di alti funzionari egiziani, sauditi, pakistani e turchi a Islamabad. L’incontro – riferisce una nota egiziana -si è concentrato sull’evoluzione della situazione regionale e sulle modalità per affrontarla al fine di ripristinare la stabilità.

15 Aprile 2026 - 17:20

Il patto per far partire i negoziati: cessate il fuoco per il Libano

L’Iran valuterà di avviare un nuovo round di negoziati con gli Stati Uniti anche alla luce dell’attuazione di un cessate il fuoco in Libano. Lo ha spiegato una fonte informata citata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Uno sblocco che arriverà dopo le verifiche che faranno seguito all’incontro odierno tra funzionari iraniani e la delegazione pakistana guidata dal capo di Stato maggiore, Asim Munir.

15 Aprile 2026 - 17:00

Svizzera disponibile a ospitare i negoziati

La Svizzera si è resa disponibile a ospitare i colloqui tra Stati Uniti e Iran e tra Israele e Libano. Lo ha detto un alto funzionario svizzero ad Haaretz. «Posso confermare che ci siamo offerti di ospitare in Svizzera i colloqui tra Stati Uniti e Iran e tra Israele e Libano. Abbiamo ricevuto riscontri positivi da entrambe le parti per quanto riguarda i colloqui tra Stati Uniti e Iran. Conoscono Ginevra, si sentono a loro agio lì, è logisticamente semplice dato che le missioni sono abituate ad avere delegazioni e negoziati in quella città», ha dichiarato. Ginevra «è in una posizione intermedia, mentre il Pakistan è davvero lontano per gli americani. Ma ovviamente non siamo in competizione con i pachistani, che hanno fatto un ottimo lavoro. Siamo comunque pronti a ospitare i colloqui se le parti ce lo chiederanno».

15 Aprile 2026 - 16:10

Per Axios Usa e Teheran vicini ad accordo

I negoziatori americani e iraniani hanno fatto progressi nell’ultimo round di colloqui, ieri, tanto da avvicinarsi a un accordo quadro per porre fine alla guerra. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi. Il vicepresidente JD Vance, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il consigliere senior Jared Kushner sono stati impegnati ieri in chiamate e scambi di proposte con gli iraniani e i mediatori. Si cerca un intesa prima del cessate il fuoco previsto il 21 aprile. Non è ancora un accordo garantito ma se va in porto è già un buon passo.

15 Aprile 2026 - 15:00

Trump: «Cina ha acconsentito a non mandare armi a Teheran»

Il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth ha scritto che la Cina ha accettato di non inviare armi all’Iran. «La Cina è molto felice che io stia aprendo definitivamente lo Stretto di Hormuz. Lo sto facendo anche per loro, e per il mondo. Questa situazione non si ripeterà mai più. Hanno accettato di non inviare armi all’Iran. Il presidente Xi mi darà un grande, caloroso abbraccio quando arriverò lì tra qualche settimana», ha scritto Trump. «Stiamo collaborando in modo intelligente e molto bene! Non è meglio che combattere??? Ma ricordate, siamo molto bravi a combattere, se dobbiamo – molto meglio di chiunque altro!!!», ha concluso.

15 Aprile 2026 - 14:20

I pakistani pronti per un'offerta agli Usa (dall'Iran)

Una delegazione pakistana di alto livello è partita da Islamabad alla volta di Teheran per consegnare al regime iraniano un nuovo messaggio degli Stati Uniti sui prossimi colloqui. Lo riferisce Press Tv. Il governo iraniano aveva preannunciato in mattinata l’imminente visita del principale mediatore nel conflitto.

15 Aprile 2026 - 13:30

Teheran invita a non toccare Hormuz: «Non farebbe altro che complicare le cose»

Un messaggio sia agli Usa ma anche ai leader europei. «Qualsiasi mossa o interferenza nello stretto di Hormuz non farebbe altro che complicare la situazione». L’ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in risposta al recente piano dei Paesi europei di formare una coalizione per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, dopo la guerra. «La sicurezza dello stretto di Hormuz è garantita dall’Iran da decenni e, con l’aiuto degli Stati regionali, l’Iran è in grado di assicurare la sicurezza e la navigabilità della via, a condizione che cessino le interferenze e l’attuale guerra», ha aggiunto, citato dall’agenzia Isna.

15 Aprile 2026 - 12:31

Altri 10mila soldati in Medio Oriente

Altre migliaia di soldati, circa 10mila, saranno spostate dal Pentagono n Medio Oriente nei prossimi giorni. Un elemento di pressione ulteriore da parte di Donald Trump per mettere fine al conflitto con l’Iran. A parlare di questa decisione è il Washington Post che cita alcuni funzionari Usa. Nel contingente ci sarebbero 6.000 soldati, che si trovano a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush e alcune navi da guerra di scorta. In spostamento verso il Medio Oriente anche 4.200 soldati appartenenti al Boxer Amphibious Ready Group e alla task force dei Marines imbarcata, l’11th Marine Expeditionary Unit.

15 Aprile 2026 - 10:30

Trump a Sky News: accordo possibile entro aprile

Un accordo con l’Iran entro fine aprile «è possibile. Li abbiamo pestati pesantemente, è assai possibile». Lo ha detto il presidente Donald Trump in un’intervista telefonica al corrispondente di Sky News Uk da Washington, Mark Stone, che gli chiedeva se la guerra in Medio Oriente potesse finire prima della visita di Stato negli Usa di re Carlo III e della regina Camilla, in agenda dal 27 al 30 aprile.

15 Aprile 2026 - 10:00

Il presidente iraniano: gli Usa non ci costringano alla sottomissione

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi che Teheran sostiene un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti, ma non si lascerà “costringere alla sottomissione”. Lo riporta Iran International. «L’Iran non cerca la guerra o l’instabilità e ha sempre dato importanza al dialogo e al confronto costruttivo con gli altri Paesi», ha affermato durante una visita a un centro dei servizi di emergenza a Teheran. «Qualsiasi tentativo di imporre la propria volontà o di costringere il Paese alla sottomissione è destinato al fallimento», ha aggiunto.

15 Aprile 2026 - 09:30

Attacco con bombe a Teheran, 3 feriti

Notizie di un attacco dinamitardo nella capitale iraniana Teheran. Tre persone sono rimaste ferite in due esplosioni nel centro della città, riferisce l’agenzia iraniana Fars secondo cui sono stati impiegati nell’attacco ordigni esplosivi improvvisati (Ied) e si registrano danni in alcuni palazzi.

La situazione è sotto controllo, ha assicurato un comandante a livello locale dei Guardiani della rivoluzione, i Pasdaran iraiani, in un video diffuso dal portale Rouydad24. Sotto accusa i “traditori della patria”. Per ora, nessuna rivendicazione. La notizia arriva mentre sembra reggere la fragile tregua che ha fermato le operazioni avvisate il 28 febbraio contro l’Iran da Usa e Israele.

15 Aprile 2026 - 09:00

Una petroliera iraniana aggira il blocco Usa

Una petroliera iraniana inserita nella lista delle sanzioni statunitensi sarebbe riuscita ad aggirare il blocco americano ed entrare nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars. Secondo quanto riportato, la nave, identificata come una Vlcc (Very Large Crude Carrier), è entrata nelle acque iraniane «senza alcun occultamento e con il sistema di navigazione attivo», attraversando il mare aperto e lo stretto.

La petroliera ha una capacità di carico di circa 2 milioni di barili di greggio. L’episodio sarebbe avvenuto nonostante gli Stati Uniti abbiano affermato che non avrebbero consentito ad alcuna nave di dirigersi verso la costa iraniana o di attraccare nei porti del Paese.

15 Aprile 2026 - 08:30

Donne Iran: Pahlavi non rappresenta nessuno

L’Associazione Donne democratiche iraniane in Italia esprime «ferma protesta contro la visita a Roma di Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo dittatore monarchico dell’Iran, e contro i suoi presunti incontri con diversi membri del Parlamento e del Senato italiano». È quanto si legge in una nota dell’associazione.

«L’unico motivo della notorietà di Reza Pahlavi risiede nell’infausta eredità del padre: un dittatore» il cui regime «fu segnato dalla tortura e dall’uccisione di dissidenti politici e intellettuali, nonché da una corruzione diffusa, fino a essere rovesciato da una rivoluzione popolare di milioni di persone».
Reza Pahlavi non rappresenta nulla, né all’interno né all’esterno dell’Iran», prosegue la nota, «si è rifiutato di condannare i numerosi crimini del padre» e «ha esplicitamente e ripetutamente invocato interventi stranieri e attacchi militari contro l’Iran». Inoltre ha «spesso vantato presunti legami con comandanti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) e ha invocato apertamente la repressione delle minoranze etniche iraniane».

15 Aprile 2026 - 08:00

Borse asiatiche positive

Le Borse asiatiche chiudono in rialzo mentre si guarda agli sviluppi in Medio Oriente. I
mercati sperano in un accordo tra Usa e Iran e sulla riapertura dello stretto di Hormuz. Uno scenario che consente al petrolio si mantenere un prezzo sotto i 100 dollari al barile.

Sale Tokyo (+0,44%). Sul fronte dei cambi lo yen si apprezza leggermente sul dollaro a 158,98 e si svaluta sull’euro a 187,38. A contrattazioni ancora in corso sono in rialzo Hong Kong (+0,4%), Seul (+2,1%) e Mumbai (+1,6%). Poco mossa Shanghai (+0,04%) mentre è debole Shenzhen (-0,7%).

Sul fronte macroeconomico in arrivo dalla Francia l’inflazione armonizzata e dall’Eurozona la produzione industriale. Dagli Stati Uniti atteso il beige book della Fed, la fiducia dei consumatori e le scorte e produzione di greggio.

15 Aprile 2026 - 07:00

Trump di nuovo contro il Papa: «Qualcuno gli dica che l'Iran ha ucciso 42 mila innocenti»

«Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? Grazie per l’attenzione. L’AMERICA È TORNATA!». Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

15 Aprile 2026 - 06:00

L'Iran ha usato un satellite spia cinese per gli attacchi contro gli Usa

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha utilizzato un satellite di fabbricazione cinese per coordinare attacchi di precisione contro basi aeree americane in Medio Oriente e infrastrutture civili. Lo rivela un’inchiesta del Financial Times, sottolineando che i Pasdaran hanno compiuto un importante passo avanti nelle sue capacita’ di attacco regionale, impiegando segretamente un satellite spia di Pechino per orchestrare attacchi contro installazioni militari statunitensi nel conflitto in corso. Il satellite, identificato come TEE-01B, sarebbe stato trasferito alla Forza Aerospaziale dell’Irgc attraverso un sofisticato schema di consegna in orbita dopo il suo lancio avvenuto alla fine del 2024 dal suolo cinese.

15 Aprile 2026 - 05:00

Petrolio: prezzi stabili ma sopra i 100 dollari

I prezzi del petrolio viaggiano stabili sui mercati asiatici mantenendosi ampiamente sotto i 100 dollari al barile. I futures del greggio WTI sono scambiati intorno ai 93 dollari (+0,49%) mentre gli investitori guardano a un secondo round di negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran prima della scadenza della tregua di due settimane. Quelli sul brent sfiorano i 96 dollari (+1,01%) a 95,6. Secondo indiscrezioni, il presidente Donald Trump ha indicato che i colloqui potrebbero riprendere “entro i prossimi due giorni” in Pakistan, dopo che le discussioni del fine settimana scorso si erano arenate. Gli Stati Uniti continuano intanto a far rispettare un blocco navale sulle esportazioni petrolifere iraniane attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre Teheran sta valutando una sospensione temporanea delle spedizioni lungo quel corridoio per favorire i progressi verso un accordo. Nel frattempo, l’Agenzia internazionale dell’energia prevede che la domanda globale di petrolio diminuirà quest’anno per la prima volta dalla pandemia del 2020, poiché i prezzi elevati frenano i consumi.

15 Aprile 2026 - 04:40

La petroliera Rich Starry torna nello Stretto di Hormuz

La petroliera Rich Starry, di proprietà della società cinese Shangai Xuanrun Shipping, con bandiera del Malawi e soggetta a sanzioni statunitensi, è tornata nello Stretto di Hormuz dopo aver lasciato il Golfo il giorno precedente, non essendo riuscita a superare il blocco imposto dagli Stati Uniti alle navi che fanno scalo nei porti iraniani. Lo riporta il sito della Reuters, citando i dati di monitoraggio marittimo. «Durante le prime 24 ore, nessuna nave è riuscita a superare il blocco statunitense», ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti, aggiungendo che sei navi hanno ottemperato alle direttive delle forze statunitensi di invertire la rotta per rientrare in un porto iraniano. Il presidente americano Trump ha annunciato il blocco domenica, dopo che i colloqui del fine settimana a Islamabad tra Stati Uniti e Iran non hanno portato a un accordo.

15 Aprile 2026 - 04:35

Vance e lo stop al nucleare dell'Iran

«Trump ha detto all’Iran che se sono disposti a comportarsi come un paese normale, noi siamo disposti a trattarli economicamente come un paese normale», ovvero «ad aiutarli a prosperare». Lo ha riferito il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, durante un forum dell’organizzazione conservatrice Turning Point, tenutosi a Phoenix, in Arizona. Nel suo intervento, rilanciato dalle emittenti Usa, alla presenza di tantissimi studenti e simpatizzanti dell’organizzazione fondata da Charlie Kirk quando aveva 18 anni, Vance ha ribadito che l’amministrazione statunitense e’ disposta a impegnarsi affinche’ l’Iran prosperi economicamente, a condizione che si impegni a non dotarsi di armi nucleari: «Gli Stati Uniti li aiuteranno a prosperare nell’economia mondiale e a goderne».

Riguardo alle trattative con Teheran, Vance ha invece sottolineato come «gli Stati Uniti non avevano avuto negoziati di così alto livello in 49 anni», tentando così – evidenzia Cnn – di celebrare l’importanza dei colloqui durante i quali non è stato raggiunto un accordo definitivo. Le dichiarazioni di Vance seguono di poche ore l’annuncio dato da Trump secondo cui i negoziati con Teheran potrebbero riprendere tra due giorni.

Secondo un articolo del New York Times, l’Iran avrebbe offerto a Washington di sospendere il proprio programma nucleare per cinque anni, ma l’offerta sarebbe stata respinta dalla delegazione statunitense in quanto ritenuta un periodo troppo breve. Sempre Cnn annuncia, citando fonti vicine ai negoziati, che lo stesso vicepresidente Vance dovrebbe guidare il secondo round di colloqui con i funzionari iraniani.

15 Aprile 2026 - 04:30

Trump: la guerra in Iran è quasi finita

La guerra in Iran è «quasi finita. La considero molto vicina alla fine». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Fox, secondo quanto riportato su X da Maria Bartiromo, la anchor che lo ha intervistato. L’intervista andrà in onda nel pomeriggio italiano. «Se me ne andassi ora», a Teheran «ci vorrebbero 20 anni per ricostruire il Paese. E non abbiamo ancora finito», ha aggiunto il presidente. «Vedremo cosa accadrà. Credo che vogliano raggiungere un accordo a tutti i costi», ha osservato Trump. Il presidente Usa ha quindi ribadito che la guerra era necessaria per disarmare l’Iran delle sue capacità sul nucleare. «Se non l’avessi fatto, Teheran avrebbe l’arma nucleare», ha messo in evidenza Trump.

15 Aprile 2026 - 04:00

L'Iran scava per recuperare i lanciamissili

L’Iran sta scavando per recuperare lanciamissili intrappolati nel sottosuolo. È quanto emerge da alcune immagini satellitari mostrate da Cnn. Non è chiaro se i lanciamissili siano sempre stati nel sottosuolo o se vi siano finiti a causa dei bombardamenti americani.

15 Aprile 2026 - 03:00

Vance: c'è sfiducia tra Usa e Iran ma la tregua regge

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato che esiste molta «sfiducia» tra Washington e Teheran, che non può essere risolta da un giorno all’altro, ma ha aggiunto che i negoziatori iraniani vogliono raggiungere un accordo e che lui si sente «molto fiducioso». Vance ha anche detto che la tregua sta reggendo: non ha nascosto le difficoltà nel trovare un accordo di pace ma ha anche detto di essere fiducioso.

15 Aprile 2026 - 02:00

JD Vance guiderà il secondo round di trattative con l'Iran

JD Vance potrebbe guidare la delegazione americana in un potenziale secondo round di trattative con l’Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali ai possibili incontri dovrebbero partecipare anche gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.

15 Aprile 2026 - 01:00

I dem: una commissione per il 25esimo emendamento

I democratici hanno presentato una misura per la creazione di una commissione di 17 membri dedicata a valutare l’idoneità di Donald Trump alla presidenza ai sensi del 25 emendamento. La commissione valuterà quattro parametri: malattia fisica o disabilità, malattia mentale o deficit cognitivo, uso di alcol e droghe, e qualsiasi altra circostanza che renda il presidente incapace di esercitare le sue funzioni.

La misura è stata presentata dal deputato Jamis Raskin e da altri 50 democratici della Camera. “La fiducia nelle capacità di Trump a svolgere i suoi compiti è crollata ai minimi. Siamo su un pericoloso precipizio ed è ora che il Congresso si assuma le sue responsabilità in base al 25mo emendamento”, ha detto Raskin.