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Trump di nuovo contro il Papa: «Qualcuno gli dica che l’Iran ha ucciso 42 mila innocenti» – La diretta

15 Aprile 2026 - 07:48 Alba Romano
guerra usa israele iran 15 aprile donald trump
guerra usa israele iran 15 aprile donald trump
Il presidente ottimista sulla fine del conflitto. Vance guiderà la delegazione Usa nei nuovi colloqui a Islamabad. Intanto i Dem puntano al 25esimo emendamento

La guerra del Golfo «è quasi finita». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox, nella quale però è tornato a minacciare Teheran. Intanto il vicepresidente JD Vance ha sostenuto che gli Usa sono pronti ad aiutare l’Iran a prosperare se abbandonerà l’idea del nucleare. E i Dem del Congresso hanno chiesto di creare una commissione per valutare l’idoneità di Trump alla presidenza: «Siamo su un pericoloso precipizio ed è ora che il Congresso si assuma le sue responsabilità in base al 25mo emendamento», ha detto il deputato Jamis Raskin. Intanto il tycoon torna ad attaccare il Papa: «Qualcuno dica a Leone che l’Iran ha ucciso 42 mila innocenti».


15 Aprile 2026 - 07:00

Trump di nuovo contro il Papa: «Qualcuno gli dica che l'Iran ha ucciso 42 mila innocenti»

«Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? Grazie per l’attenzione. L’AMERICA È TORNATA!». Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

15 Aprile 2026 - 06:00

L'Iran ha usato un satellite spia cinese per gli attacchi contro gli Usa

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha utilizzato un satellite di fabbricazione cinese per coordinare attacchi di precisione contro basi aeree americane in Medio Oriente e infrastrutture civili. Lo rivela un’inchiesta del Financial Times, sottolineando che i Pasdaran hanno compiuto un importante passo avanti nelle sue capacita’ di attacco regionale, impiegando segretamente un satellite spia di Pechino per orchestrare attacchi contro installazioni militari statunitensi nel conflitto in corso. Il satellite, identificato come TEE-01B, sarebbe stato trasferito alla Forza Aerospaziale dell’Irgc attraverso un sofisticato schema di consegna in orbita dopo il suo lancio avvenuto alla fine del 2024 dal suolo cinese.

15 Aprile 2026 - 05:00

Petrolio: prezzi stabili ma sopra i 100 dollari

I prezzi del petrolio viaggiano stabili sui mercati asiatici mantenendosi ampiamente sotto i 100 dollari al barile. I futures del greggio WTI sono scambiati intorno ai 93 dollari (+0,49%) mentre gli investitori guardano a un secondo round di negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran prima della scadenza della tregua di due settimane. Quelli sul brent sfiorano i 96 dollari (+1,01%) a 95,6. Secondo indiscrezioni, il presidente Donald Trump ha indicato che i colloqui potrebbero riprendere “entro i prossimi due giorni” in Pakistan, dopo che le discussioni del fine settimana scorso si erano arenate. Gli Stati Uniti continuano intanto a far rispettare un blocco navale sulle esportazioni petrolifere iraniane attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre Teheran sta valutando una sospensione temporanea delle spedizioni lungo quel corridoio per favorire i progressi verso un accordo. Nel frattempo, l’Agenzia internazionale dell’energia prevede che la domanda globale di petrolio diminuirà quest’anno per la prima volta dalla pandemia del 2020, poiché i prezzi elevati frenano i consumi.

15 Aprile 2026 - 04:40

La petroliera Rich Starry torna nello Stretto di Hormuz

La petroliera Rich Starry, di proprietà della società cinese Shangai Xuanrun Shipping, con bandiera del Malawi e soggetta a sanzioni statunitensi, è tornata nello Stretto di Hormuz dopo aver lasciato il Golfo il giorno precedente, non essendo riuscita a superare il blocco imposto dagli Stati Uniti alle navi che fanno scalo nei porti iraniani. Lo riporta il sito della Reuters, citando i dati di monitoraggio marittimo. «Durante le prime 24 ore, nessuna nave è riuscita a superare il blocco statunitense», ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti, aggiungendo che sei navi hanno ottemperato alle direttive delle forze statunitensi di invertire la rotta per rientrare in un porto iraniano. Il presidente americano Trump ha annunciato il blocco domenica, dopo che i colloqui del fine settimana a Islamabad tra Stati Uniti e Iran non hanno portato a un accordo.

15 Aprile 2026 - 04:35

Vance e lo stop al nucleare dell'Iran

«Trump ha detto all’Iran che se sono disposti a comportarsi come un paese normale, noi siamo disposti a trattarli economicamente come un paese normale», ovvero «ad aiutarli a prosperare». Lo ha riferito il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, durante un forum dell’organizzazione conservatrice Turning Point, tenutosi a Phoenix, in Arizona. Nel suo intervento, rilanciato dalle emittenti Usa, alla presenza di tantissimi studenti e simpatizzanti dell’organizzazione fondata da Charlie Kirk quando aveva 18 anni, Vance ha ribadito che l’amministrazione statunitense e’ disposta a impegnarsi affinche’ l’Iran prosperi economicamente, a condizione che si impegni a non dotarsi di armi nucleari: «Gli Stati Uniti li aiuteranno a prosperare nell’economia mondiale e a goderne».

Riguardo alle trattative con Teheran, Vance ha invece sottolineato come «gli Stati Uniti non avevano avuto negoziati di così alto livello in 49 anni», tentando così – evidenzia Cnn – di celebrare l’importanza dei colloqui durante i quali non è stato raggiunto un accordo definitivo. Le dichiarazioni di Vance seguono di poche ore l’annuncio dato da Trump secondo cui i negoziati con Teheran potrebbero riprendere tra due giorni.

Secondo un articolo del New York Times, l’Iran avrebbe offerto a Washington di sospendere il proprio programma nucleare per cinque anni, ma l’offerta sarebbe stata respinta dalla delegazione statunitense in quanto ritenuta un periodo troppo breve. Sempre Cnn annuncia, citando fonti vicine ai negoziati, che lo stesso vicepresidente Vance dovrebbe guidare il secondo round di colloqui con i funzionari iraniani.

15 Aprile 2026 - 04:30

Trump: la guerra in Iran è quasi finita

La guerra in Iran è «quasi finita. La considero molto vicina alla fine». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Fox, secondo quanto riportato su X da Maria Bartiromo, la anchor che lo ha intervistato. L’intervista andrà in onda nel pomeriggio italiano. «Se me ne andassi ora», a Teheran «ci vorrebbero 20 anni per ricostruire il Paese. E non abbiamo ancora finito», ha aggiunto il presidente. «Vedremo cosa accadrà. Credo che vogliano raggiungere un accordo a tutti i costi», ha osservato Trump. Il presidente Usa ha quindi ribadito che la guerra era necessaria per disarmare l’Iran delle sue capacità sul nucleare. «Se non l’avessi fatto, Teheran avrebbe l’arma nucleare», ha messo in evidenza Trump.

15 Aprile 2026 - 04:00

L'Iran scava per recuperare i lanciamissili

L’Iran sta scavando per recuperare lanciamissili intrappolati nel sottosuolo. È quanto emerge da alcune immagini satellitari mostrate da Cnn. Non è chiaro se i lanciamissili siano sempre stati nel sottosuolo o se vi siano finiti a causa dei bombardamenti americani.

15 Aprile 2026 - 03:00

Vance: c'è sfiducia tra Usa e Iran ma la tregua regge

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato che esiste molta «sfiducia» tra Washington e Teheran, che non può essere risolta da un giorno all’altro, ma ha aggiunto che i negoziatori iraniani vogliono raggiungere un accordo e che lui si sente «molto fiducioso». Vance ha anche detto che la tregua sta reggendo: non ha nascosto le difficoltà nel trovare un accordo di pace ma ha anche detto di essere fiducioso.

15 Aprile 2026 - 02:00

JD Vance guiderà il secondo round di trattative con l'Iran

JD Vance potrebbe guidare la delegazione americana in un potenziale secondo round di trattative con l’Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali ai possibili incontri dovrebbero partecipare anche gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.

15 Aprile 2026 - 01:00

I dem: una commissione per il 25esimo emendamento

I democratici hanno presentato una misura per la creazione di una commissione di 17 membri dedicata a valutare l’idoneità di Donald Trump alla presidenza ai sensi del 25 emendamento. La commissione valuterà quattro parametri: malattia fisica o disabilità, malattia mentale o deficit cognitivo, uso di alcol e droghe, e qualsiasi altra circostanza che renda il presidente incapace di esercitare le sue funzioni.

La misura è stata presentata dal deputato Jamis Raskin e da altri 50 democratici della Camera. “La fiducia nelle capacità di Trump a svolgere i suoi compiti è crollata ai minimi. Siamo su un pericoloso precipizio ed è ora che il Congresso si assuma le sue responsabilità in base al 25mo emendamento”, ha detto Raskin.