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Per la frana di Niscemi indagati (anche) il ministro Musumeci e Schifani

niscemi inchiesta indagati
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Al registro degli indagati iscritti tutti i presidenti della Regione dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci, e Renato Schifani

La procura di Gela ha deciso di accelerare sull’inchiesta relativa alla frana avvenuta a Niscemi, che ha portato a 1.500 sfollati. Come ha spiegato oggi il procuratore Salvatore Vella, nel fascicolo inizialmente concepito “contro ignoti” sono oggi iscritti tredici nomi, per le ipotesi di reato che vanno da disastro colposo a danneggiamento seguito da una frana.

I nomi destinati a far più rumore sono certamente quelli collegati alla politica, specie ad alti livelli, e cioè i presidenti di regione che si sono susseguiti dal 2010 ad oggi: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci, e Renato Schifani. Schifani è l’attuale presidente mentre il suo predecessore, Musumeci, è attualmente il ministro titolare della Protezione civile.

Oltre a loro sono stati iscritti i responsabili territoriali della Protezione civile. Vella ha sottolineato che quella accaduta a Niscemi, e ancora attiva, è «la frana più grande d’Europa»: «Già nel 1997 c’erano delle indicazioni precise sulle cose da fare, ma non sono state fatte. Nelle casse della Regione ci sono ancora 12 milioni di euro a disposizione per i lavori».

La storia della frana

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, che era emersa anche in quelle giornalistiche, i problemi principali sono avvenuti dopo la frana del 1997. Cioè da quando furono affidati ad un’associazione temporanea di imprese i lavori di ricostruzione. L’Ati dopo qualche tempo chiese un adeguamento del contratto alla luce dello stato dei luoghi e quindi, nel 2010, la risoluzione del contratto. Da allora e almeno fino al 2016, momento della fine del contenzioso con le aziende coinvolte, nessuno si è occupato della frana.

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