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Papa Leone XIV torna sulla pace disarmata e disarmante: «Ama il tuo prossimo come te stesso vale anche per le relazioni internazionali»

15 Aprile 2026 - 19:06 Stefania Carboni
papa leone
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Il Pontefice dal Camerun: «La pace non può essere ridotta a slogan, deve ripudiare ogni forma di violenza»

Papa Leone XIV richiama, nel suo primo discorso in Camerun, la necessità di «rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace fondata sull’amore e sulla giustizia. Una pace che sia disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di risolvere i conflitti, di aprire i cuori e di generare fiducia, empatia e speranza». Per il Pontefice «la pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza». 

«I governanti abbiano mente lucida e coscienza integra»

«Servire il proprio Paese significa dedicarsi con mente lucida e coscienza integra al bene comune di tutto il popolo: della maggioranza, delle minoranze e della loro reciproca armonia», ha detto Prevost nel discorso alle autorità. Ha citato le tensioni e violenze in Camerun che «hanno provocato profonde sofferenze: vite perdute, famiglie sfollate, bambini privati della scuola, giovani che non vedono un futuro. Dietro le statistiche ci sono volti, storie, speranze ferite».

«Governare “ama il tuo prossimo come te stesso” vale anche per le relazioni internazionali»

«Governare significa amare il proprio Paese e anche i Paesi vicini; vale anche nelle relazioni internazionali il comandamento: ama il tuo prossimo come te stesso», ammonisce il Papa, con un richiamo globale. «Governare – scandisce Leone – significa ascoltare realmente i cittadini, stimare la loro intelligenza e la loro capacità di contribuire a costruire soluzioni durature ai problemi». Quindi, cita il predecessore nell’incontro coi Movimenti popolari del 2016: «Papa Francesco ha indicato la necessità di superare ‘quell’idea delle politiche sociali concepite come una politica verso i poveri, ma mai con i poveri, mai dei poveri e tanto meno inserita in un progetto che riunisca i popoli’. In questo cambio di approccio, la società civile è da considerare una forza vitale per la coesione nazionale. È un passaggio a cui anche il Camerun è pronto! Associazioni, organizzazioni di donne e di giovani, sindacati, ONG umanitarie, leader tradizionali e religiosi: tutti svolgono un ruolo insostituibile nella tessitura della pace sociale».

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