Mamma e figlia avvelenate dalla ricina, interrogata per la seconda volta la cugina del marito. Chi è Laura Di Vita: «Ascoltata per 4 ore»

È stata interrogata per la seconda volta dagli investigatori di Campobasso Laura Di Vita, la cugina di Gianni Di Vita, papà e marito delle vittime di Pietracalla. Altre «quattro ore» di esame per cercare di capire cosa sia successo nei giorni di Natale, quando Sara Di Vita e sua mamma Antonella Di Ielsi, inizialmente curate per una sospetta intossicazione alimentare, sono poi morte invece per avvelenamento da ricina. Ma quello della cugina non è stato l’unico interrogatorio: gli uomini della Squadra Mobile, guidata da Marco Graziano, hanno sentito altre persone «informate dei fatti». Non solo parenti e conoscenti, ma anche altri soggetti appartenenti al mondo scolastico e lavorativo delle vittime e dei loro familiari. Sono ormai oltre 40 le persone ascoltate dagli investigatori da quando è stato aperto il nuovo filone di indagine per duplice omicidio premeditato, con l’entrata in scena della ricina.
Chi è Laura Di Vita?
Quarantenne, laureata e insegnante di sostegno che vive a pochi metri di distanza dalla casa dove si è consumata la tragedia di Pietracatella. E che, da quando l’abitazione è sotto sequestro, ospita nel suo appartamento l’ex sindaco e sua figlia Alice, gli unici due superstiti. Di lei si sa poco di più, se non che ha un rapporto molto stretto con la famiglia del cugino, tanto che le ragazze, sia Alice (la primogenita di 19 anni) sia Sara, la chiamavano zia.
La donna era già stata sentita nei giorni successivi ai decessi ed era stata poi riconvocata la scorsa settimana per tre ore (nello stesso giorno del cugino e della figlia). Ieri è dovuta tornare negli uffici della Questura per una nuova deposizione durata più di quattro ore e terminata alle otto di sera.
Ti potrebbe interessare
- Giallo di Pietracatella, Gianni Di Vita ricorda la “cena del veleno”. Ecco gli alimenti mangiati da mamma e figlia prima di morire
- I nuovi sospettati nell’omicidio con la ricina di Campobasso: «Le versioni sono troppo simili»
- Mamma e figlia morte avvelenate dalla ricina, arriva l’esito delle analisi su Gianni Di Vita: «Negativo»
- Campobasso e il giallo della ricina, lo sfogo di Gianni Di Vita al nuovo legale: «Non ho segreti ma mi serve aiuto»
I motivi della nuova convocazione
Sui motivi della nuova convocazione non emergono al momento dettagli, mentre è attesa a breve anche una nuova audizione dello stesso Gianni Di Vita, sempre in qualità di persona informata sui fatti. Gli investigatori, intanto, continuano a seguire diverse piste: dall’ambito familiare ai contatti esterni, fino al contesto lavorativo. Grande attesa anche per la relazione ufficiale del Centro Antiveleni di Pavia sulla possibile presenza di ricina nelle due vittime. Sul fronte difensivo, Di Vita ha nominato un consulente tecnico. L’incarico è stato affidato al tossicologo forense Mauro Iacoppini di Roma, che affiancherà l’avvocato Vittorino Facciolla e il medico legale Marco Di Paolo dell’Università di Pisa.
