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Castello delle Cerimonie, Donna Imma non molla: chiesta una revisione della sentenza

04 Maggio 2026 - 23:36 Alba Romano
castello delle cerimonie
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Si punta ad annullare la sentenza che ha definito la lottizzazione abusiva e disposto la confisca di tutti gli immobili del Grand Hotel “La Sonrisa”. E sul caso si aspetta la parola della Cassazione

È stata depositata alla Corte di appello di Roma una nuova richiesta di revisione della sentenza emessa l’8 novembre 2016 dal Tribunale di Torre Annunziata, ormai definitiva, che aveva accertato la lottizzazione abusiva e disposto la confisca di tutti gli immobili del Grand Hotel “La Sonrisa” di Sant’Antonio Abate, nel Napoletano, noto come “Castello delle Cerimonie”, comprese le abitazioni.

La tesi dei legali dei Polese: quel reato era già prescritto

L’istanza è stata presentata dall’avvocato Dario Vannetiello per conto di Concetta Polese, figlia di Antonio Polese, il celebre «boss delle cerimonie», reso noto dal programma in onda su Real Time. Secondo la difesa il reato di lottizzazione abusiva era già prescritto prima dell’avvio del processo che portò alla confisca, e che quindi quel procedimento non sarebbe dovuto nemmeno iniziare. Nel mentre, la Corte di Cassazione è attesa il prossimo 9 luglio per esprimersi sui ricorsi presentati dallo stesso legale per Polese e dagli avvocati Veronica Paturzo e Andrea Castaldo per Agostino Polese. I ricorsi puntano ad annullare la precedente dichiarazione di inammissibilità della prima richiesta di revisione della sentenza.

Le strutture già trascritte al Comune

Nei giorni scorsi, la sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, ha comunicato che presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Napoli è stata completata la trascrizione che sancisce il passaggio di proprietà degli immobili e dei terreni della Sonrisa al Comune. In attesa della decisione del TAR sull’ordinanza comunale che disponeva il ritiro delle licenze per le attività ricettive e di ristorazione — ora sospesa — sono già state avviate le procedure per liberare gli immobili a uso abitativo, anch’essi entrati a far parte del patrimonio comunale.

(screenshot Realtime)

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