Macron (con Meloni e Starmer) a Erevan sul tema dell’eccesso di dipendenza europea dall’ombrello militare Usa: «È l’elefante nella stanza» – Il video
A margine del vertice della Comunità Politica Europea in corso a Erevan, il presidente francese Emmanuel Macron è tornato a denunciare gli errori strategici del passato in Europa, oggi sempre più vulnerabile per essersi legata a doppio filo alla difesa americana. «Stiamo pagando il prezzo delle nostre eccessive dipendenze quando parliamo dell’ombrello americano in materia di difesa e sicurezza», ha dichiarato il presidente francese, aggiungendo senza giri di parole: «Siamo onesti, questo è l’elefante nella stanza».
Cosa ha detto Macron a Erevan: difesa comune e no a Project Freedom
Arrivato nella capitale armena, Macron ha rivendicato un cambio di passo di tutta l’Europa: «Gli europei stanno prendendo in mano il proprio destino, aumentando la spesa per la difesa e la sicurezza e costruendo soluzioni comuni», ha spiegato ai cronisti, citando la coalizione di volenterosi a sostegno di Kiev e la missione per garantire la libera navigazione nello stretto di Hormuz. Operazioni che, ha precisato, non vanno lette come «reazioni» rivolte contro qualcuno. Più spigolosa la replica sull’iniziativa Project Freedom lanciata da Donald Trump per liberare le navi bloccate a Hormuz: «Non so quale sia questa iniziativa», ha tagliato corto il presidente francese, aggiungendo che Parigi non parteciperà «a nessuna operazione di forza in un contesto che, per quanto mi riguarda, non mi sembra chiaro».
Vertice di Erevan, chi c’è e chi manca all’ottava Comunità Politica Europea
L’appuntamento dell’EPC, giunto alla sua ottava edizione, vede al tavolo i vertici delle istituzioni comunitarie, dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa alle presidenti Roberta Metsola e Ursula von der Leyen, fino all’alto rappresentante Kaja Kallas. Presenti anche i segretari generali di Nato, Consiglio d’Europa e Osce, mentre per la prima volta il Canada partecipa come ospite esterno con il premier Mark Carney, atteso alla plenaria insieme a Volodymyr Zelensky e al padrone di casa Nikol Pashinyan. Tra i leader spiccano Giorgia Meloni, lo stesso Macron, il polacco Donald Tusk, il britannico Keir Starmer e lo spagnolo Pedro Sanchez. Pesano invece le assenze del cancelliere tedesco Friedrich Merz e dei capi di governo di Olanda e Danimarca.
A margine, la premier italiana co-presiederà con Macron la seconda riunione della Coalizione europea contro le droghe (Ecad), incentrata sul contrasto al narcotraffico transnazionale, sui flussi finanziari illeciti secondo l’approccio «follow the money» e sul rafforzamento di prevenzione e recupero. In agenda anche due tavole rotonde su resilienza democratica, minacce ibride e sicurezza economica nella transizione verde.
