Trump: «L’Iran sarà spazzato via se attacca le navi Usa». Emirati Arabi Uniti: «Su noi missili da Teheran». Colpito impianto a Fujairah – La diretta

Una petroliera è stata colpita da proiettili non identificati nello Stretto di Hormuz subito dopo l’annuncio di Donald Trump sulle navi bloccate nel Golfo da liberare. Trump ha fornito pochi dettagli sul piano, che a suo dire sarebbe iniziato oggi 4 maggio per aiutare le navi e i loro equipaggi rimasti “intrappolati” con scorte di cibo e altri rifornimenti in esaurimento. «Abbiamo detto a questi Paesi che guideremo le loro navi in sicurezza fuori da queste vie d’acqua ristrette, in modo che possano riprendere liberamente e abilmente le loro attività», ha dichiarato Trump in un post sul suo sito Truth Social. Centinaia di navi e fino a 20 mila marittimi non sono riusciti ad attraversare lo stretto durante il conflitto, secondo l’Organizzazione Marittima Internazionale. L’Iran ha anche fatto sapere che attaccherà le navi Usa che si avvicineranno a Hormuz.
L’operazione liberazione di Hormuz
La petroliera colpita
Ti potrebbe interessare
- Meloni-Trump, prove di disgelo: Rubio atteso a Roma dopo lo scontro su Iran e basi Nato. Vedrà anche Papa Leone
- Trump: «Il piano di Teheran è inaccettabile». Iran: «Usa hanno risposto alla nostra proposta di pace, la stiamo valutando» – La diretta
- Usa-Iran, cessate il fuoco in bilico. Tajani sente Araghchi: «Teheran fermi Hezbollah e rinunci ad armi nucleari» – La diretta
L’Iran e il cessate il fuoco
«Qualsiasi interferenza americana nel nuovo regime marittimo dello Stretto di Ormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco», ha annunciato su X Ebrahim Azizi, presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale. L’alto funzionario iraniano ha avvertito che Teheran considererà qualsiasi ingerenza statunitense nello Stretto di Hormuz come una violazione del cessate il fuoco in vigore, dopo l’annuncio da parte di Donald Trump di un’operazione volta a scortare le navi bloccate nel Golfo.
Trump: «Senza di me ci sarebbe la Terza Guerra Mondiale»
«Se ci fosse la persona sbagliata al mio posto, avremmo la Terza Guerra Mondiale». Lo ha detto Donald Trump parlando del conflitto in Iran durante un evento alla Casa Bianca. Il presidente Usa ha accusato i sondaggi che danno la maggior parte degli americani contrari alla guerra in Iran definendoli falsi.
Emirati: contrastati 15 missili e 4 droni
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha reso noto di aver contrastato 12 missili balistici, 3 missili da crociera e 4 droni lanciati dall’Iran.
Un drone iraniano colpisce l'impianto di Fujairah negli Emirati
Tre cittadini indiani sono rimasti feriti nell’attacco con un drone iraniano a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Lo hanno riferito le autorità locali, che avevano precedentemente fatto sapere che l’attacco ha provocato un incendio in un impianto petrolifero. I feriti hanno riportato lesioni di media gravità e sono stati trasportati in ospedale
Footage shows the fire at the Fujairah Oil Industry Zone, in the UAE, after it was struck by Iranian drones. pic.twitter.com/iD6OCdQEBr
— Arya Yadeghaar (Backup) (@AryJeayBackup) May 4, 2026
Borse in rosso
Wall Street viaggia in rosso frenata dai timori per l’escalation del conflitto con l’Iran che fa temere un aumento dei prezzi dell’energia per un periodo più lungo. L’S&P 500 e il Nasdaq 100 cedono, rispettivamente lo, 0,46% e lo 0,32% mentre il Dow lascia sul terreno l’1%. Gli Emirati Arabi Uniti sono stati minacciati da missili per la prima volta da quando gli Stati Uniti hanno imposto un cessate il fuoco, mentre gli Usa hanno negato gli attacchi contro la marina statunitense e l’Iran che delle navi siano riuscite ad attraversare lo stretto di Hormuz.
Trump: «L'Iran sarà spazzato via se attacca le navi Usa»
«L’Iran verrà spazzato via se attaccherà le navi americane». Lo ha detto Donald Trump a Fox. «Abbiamo più armi e munizioni, e di qualità decisamente superiore. Abbiamo le migliori attrezzature, abbiamo tutto il materiale del mondo. Abbiamo basi in ogni angolo della Terra”, ha detto Trump assicurando che gli Stati Uniti possono usare tutte le risorse a disposizione «se dovesse servire».
Emirati Arabi Uniti: «Attacchi impegnati a contrastare attacchi missilistici e droni dall'Iran»
Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti sono «attualmente impegnate a contrastare attacchi missilistici e droni in arrivo dall’Iran». Lo ha reso noto il ministero della Difesa emiratino, confermando su X come «i rumori uditi in diverse parti del Paese sono il risultato dell’intercettazione, da parte dei sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti, di missili balistici, missili da crociera e droni».
Trump: «Le unità iraniane sono distrutte, le nostre operative al 100%»
Per il presidente Trump la Marina, l’Aeronautica e la difesa aerea iraniane sono state «distrutte», mentre quelle degli Stati Uniti sono «operative al 100%». Lo riporta il presidente Usa su Truth, pubblicando una sua foto comparata a quella dell’ayatollah Ali Khamenei, il cui volto è cancellato da una X rossa e accompagnato dalla scritta «dead», «morto».
Incendio su nave sudcoreana: «Troppo presto per stabilire se si sia trattato di un attacco»
Esplosione e fiamme su nave sudcoreana a Hormuz
Secondo il ministero degli Esteri di Seul, intorno alle 20.40 ora locale (le 13.40 in Italia) si sono verificati un’esplosione e un incendio a bordo di una nave gestita da una compagnia sudcoreana, mentre si trovava all’ancora nei pressi degli Emirati Arabi Uniti, nello Stretto di Hormuz. Al momento, precisano le autorità, non si registrano vittime.
L’agenzia Yonhap riferisce che il governo sudcoreano ha avviato indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto, inclusa la possibilità che l’imbarcazione sia stata colpita da un attacco o abbia urtato una mina. Sempre secondo Yonhap, si tratta della nave Namu, appartenente alla compagnia HMM e battente bandiera panamense.
La stessa HMM ha dichiarato che l’esplosione e il successivo incendio si sono sviluppati nella sala macchine, sul lato sinistro (babordo) della portarinfuse, aggiungendo che l’equipaggio è impegnato nelle operazioni di spegnimento nello Stretto di Hormuz. La compagnia ha inoltre invitato alla prudenza nel qualificare l’episodio come un attacco.
Axios: «Trump stufo dello stallo. "Accordo a breve o bombe"»
L’amministrazione statunitense, guidata dal presidente Donald Trump, ha intensificato la pressione diplomatica e militare nei confronti dell’Iran attraverso l’iniziativa denominata «Project Freedom», volta a superare l’attuale fase di stallo negoziale. L’obiettivo dichiarato della Casa Bianca è forzare il governo di Teheran a sottoscrivere un nuovo accordo, ponendo fine alla condizione di incertezza definita dai funzionari come «nessun accordo, nessuna guerra». Secondo quanto riportato da fonti governative, la presidenza intende agire con rapidità per evitare l’immobilismo, minacciando una ripresa delle ostilità belliche qualora i tentativi di mediazione dovessero fallire nel breve periodo.
Il quadro operativo è complicato da profonde divergenze interne tra i consiglieri presidenziali e da oggettive difficoltà logistiche nelle comunicazioni con la leadership iraniana. Mentre il consigliere Witkoff ha espresso ottimismo sulla possibilità di raggiungere un’intesa concreta, altri alti funzionari mantengono una linea pessimista a causa della lentezza dei canali diplomatici, descritti come rudimentali e poco efficienti. Un alto funzionario statunitense ha dichiarato ad «Axios» che sono attualmente in fase di valutazione i contorni di un accordo realizzabile a breve termine, avvertendo che, in assenza di progressi, il Presidente è pronto a interrompere definitivamente ogni trattativa.
Fonte: Axios
Axios: «Usa negano attacco a una nave a Hormuz»
Un alto funzionario statunitense ha smentito la notizia secondo cui una nave sarebbe stata colpita da missili iraniani vicino allo stretto di Hormuz. Lo scrive su X il giornalista di Axios Barak Ravid. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars, due missili hanno colpito una nave da guerra statunitense vicino all’isola di Jask dopo che quest’ultima aveva ignorato gli avvertimenti iraniani.
Senior U.S. official denies a U.S. ship was hit by Iranian missiles
— Barak Ravid (@BarakRavid) May 4, 2026
Teheran: «Nave da guerra Usa colpita con due missili»
Le autorità militari di Teheran hanno dichiarato di aver respinto l’ingresso di una nave da guerra statunitense nello stretto di Hormuz nella giornata odierna. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars, l’unità navale avrebbe ignorato i ripetuti avvertimenti emessi dalle forze locali prima di essere bersagliata da due missili nei pressi dell’isola di Jask. L’azione di forza avrebbe costretto l’imbarcazione americana a cambiare rotta e ad allontanarsi definitivamente dall’area contesa per evitare ulteriori escalation.
L’operazione è stata confermata dalla televisione di Stato, la quale ha citato fonti della marina iraniana impegnate nel monitoraggio dei confini marittimi. Le autorità locali hanno ribadito la volontà di impedire l’accesso a unità militari straniere non autorizzate in quel tratto strategico, definendo l’intervento come una misura necessaria alla difesa della sovranità nazionale. Al momento non sono pervenute conferme ufficiali o smentite da parte del Pentagono riguardo al presunto coinvolgimento di proprie unità in scontri a fuoco nel quadrante. Fonti: Fars, Tv di Stato iraniana.
I Pasdaran e la nuova mappa sul «controllo di Hormuz»
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) hanno presentato una nuova mappatura ufficiale che rivendica il controllo amministrativo e militare dell’intero Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato dai media statali di Teheran e ripreso dalla testata «Iran International», la nuova delimitazione estende la giurisdizione della marina iraniana su una vasta area compresa tra Kuh-e Mobarak e l’emirato di Fujairah, includendo il tratto di mare tra l’isola di Qeshm e Umm Al Quwain. L’iniziativa mira a formalizzare il presidio iraniano su uno dei punti di transito marittimo più strategici al mondo per il commercio globale di idrocarburi.

L’annuncio si inserisce in un quadro di crescenti tensioni regionali e rappresenta una sfida diretta alla sovranità territoriale degli Emirati Arabi Uniti, poiché i nuovi confini delineati da Teheran inglobano zone economiche e acque sotto la giurisdizione emiratina. La pubblicazione della mappa è interpretata dagli analisti come una mossa politica per riaffermare l’egemonia iraniana sulle rotte energetiche del Golfo Persico e per inviare un segnale di deterrenza alle forze internazionali presenti nell’area. Al momento non si registrano repliche ufficiali da parte delle autorità di Abu Dhabi o dei comandi militari alleati operanti nella regione.
Iran: colloqui con Oman per Hormuz
Sono in corso colloqui bilaterali tra l’Iran e l’Oman per mettere a punto un protocollo che garantisca il transito sicuro delle navi dallo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei.
Rutte: «Gli europei hanno recepito il messaggio di Trump»
Il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha dichiarato oggi a Erevan che i partner europei dell’Alleanza hanno recepito le istanze sollevate dagli Stati Uniti in merito alla ripartizione degli oneri e alla cooperazione logistica. Durante la sua visita in Armenia, avvenuta in concomitanza con il vertice della Comunità politica europea, Rutte ha sottolineato come gli alleati stiano attualmente accelerando l’attuazione di tutti gli accordi bilaterali relativi alle basi militari. L’intervento mira a rispondere alle sollecitazioni di Washington, garantendo la piena operatività delle infrastrutture strategiche sul suolo europeo in un momento di crescente tensione internazionale.
L’analisi di Rutte ha evidenziato una generale delusione statunitense circa la reattività europea, pur precisando che nazioni come la Germania hanno mantenuto fede agli impegni storici sulle basi. Il Segretario ha inoltre confermato che diversi Paesi europei hanno predisposto supporti logistici avanzati, inclusi mezzi per lo sminamento e il dragaggio nei pressi del teatro operativo mediorientale. Tali misure sono state definite essenziali per la preparazione alle fasi successive del confronto che vede coinvolti Israele e gli Stati Uniti contro l’Iran. Fonte: ANSA.
Iran: diplomazia lenta? Colpa degli Usa
«Abbiamo ricevuto una risposta dagli Stati Uniti, che faticano a rinunciare alle loro richieste intransigenti. E’ colpa loro se il processo diplomatico per porre fine alla guerra è lento». Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, secondo quanto riportato dai media internazionali.
Borse, Europa poco mossa
Le Borse europee, orfane di Londra perché chiusa per festività, avviano la seduta poco mosse. I mercati restano alla finestra in attesa di sviluppi sulla riapertura dello stretto di Hormuz e sulle tensioni in Medio Oriente. Fari puntati anche sugli esiti delle trimestrali. Avvio debole per Parigi (+0,09%) e Francoforte (-0,07%). Sale Madrid (+0,27%).
Iran, Macron: non parteciperemo ad azioni poco chiare
La Francia non parteciperà a operazioni militari «poco chiare» nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato ai cronisti il presidente francese, Emmanuel Macron, giunto ai lavori del vertice della Comunità Politica Europea a Erevan.
Iran: le interferenze a Hormuz saranno considerate violazioni del cessate il fuoco
«Qualsiasi interferenza americana nel nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco. Lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico non saranno gestiti dai post deliranti di Trump!». Lo scrive su X Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano. «La sicurezza dello stretto di Hormuz è sotto il controllo dell’Iran e in ogni circostanza qualsiasi movimento sicuro deve avvenire in coordinamento con l’Iran», ha dichiarato il comandante del quartier generale del Comando di Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti inizieranno a guidare le navi attraverso il canale a partire da oggi.
L'Iran giustizia due «spie del Mossad»
«Due uomini che facevano parte del Mossad israeliano durante il colpo di Stato (e le proteste) di gennaio sono stati giustiziati questa mattina nella città nord-orientale di Mashhad». Lo ha dichiarato questa mattina la magistratura iraniana in un comunicato, aggiungendo che Mehdi Rasouli ed Ebrahim Dolatabadi hanno avuto un ruolo nell’uccisione di Hamidreza Yousefinejad, membro delle forze di sicurezza, avvenuta durante le proteste.
Petrolio: prezzi stabili in Asia
I prezzi del petrolio in Asia sono rimasti stabili, con il Wti sotto quota 102 dollari al barile, dopo due sedute consecutive di calo, e il Brent che permane sopra i 108 dollari. Il mercato valuta segnali di possibile allentamento delle tensioni nel Golfo e guarda alle parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha dichiarato come Washington si prepari a intervenire per “liberare” le navi cargo rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz, indicando al contempo progressi nei negoziati con Iran.
L’iniziativa, denominata “Project Freedom” e annunciata sulla piattaforma Truth Social, punta a facilitare l’uscita delle navi civili battenti bandiera di Paesi non coinvolti nel conflitto dall’area contesa, consentendo la ripresa delle attività commerciali. L’avvio operativo è previsto per oggi. Parallelamente, Teheran ha fatto sapere di essere al lavoro sulla risposta statunitense alla propria proposta in 14 punti, alimentando le aspettative per una possibile soluzione diplomatica.
Nel corso dell’anno i prezzi del greggio hanno registrato un forte rialzo, spinti dal conflitto in Medio Oriente e dalla sostanziale chiusura dello Stretto di Hormuz, con effetti rilevanti sugli equilibri del mercato globale. Sul fronte dell’offerta, l’alleanza OPEC+ ha concordato un aumento simbolico delle quote produttive per il mese di giugno, segnalando un approccio improntato alla continuita’ operativa dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti.
Trump: con l'Iran sta andando bene
Con l’Iran «sta andando molto bene». Lo ha detto Donald Trump ai giornalisti al seguito, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg.

