«Teste di c….», insulti e vessazioni: allenatrice di ritmica sospesa per due anni

Un nuovo caso fa tremare il mondo della ritmica. L’allenatrice Livia Ghetti è stata sospesa per due anni dalla Federazione Ginnastica d’Italia al termine di un procedimento disciplinare per abusi fisici e psicologici su atlete, anche minorenni. La società Ginnastica Estense Otello Putinati ha ricevuto una multa di 4.000 euro. La Procura federale aveva chiesto una sanzione più grave (radiazione), mentre l’allenatrice ha annunciato ricorso.
Contestati insulti e tirate di capelli. Dal divieto di bere a quello di andare in bagno davanti a un esercizio imperfetto
I fatti contestati risalgono al periodo 2023-2025 nella palestra di Pontelagoscuro (Ferrara). Il Tribunale ha riconosciuto solo parte delle accuse sollevate: in particolare insulti ripetuti e umiliazioni (anche con body shaming), oltre a comportamenti fisici aggressivi come schiaffi, tirate di capelli e un episodio di presa al collo. Ghetti e la società sportiva erano state deferite il 14 gennaio e successivamente si sono svolte diverse udienze, l’ultima giovedì 30 aprile, con la discussione delle parti e le dichiarazioni libere dell’allenatrice. Confermato anche un caso durante i campionati italiani di Ancona con graffi e uno schiaffo a un’atleta. Tra le pratiche contestate anche il divieto di bere o andare in bagno fino alla corretta esecuzione degli esercizi e un taglio forzato delle unghie con delle forbici da cucina. Le vessazioni erano tali che le atlete avevano creato una chat «teste di c…», come l’epiteto spesso rivolto.
I racconti contrastanti tra le atlete
Altri capi d’accusa emersi nel corso del procedimento sono invece caduti per insufficienza di prove. Dalle testimonianze sono emerse versioni contrastanti: alcune ginnaste hanno denunciato comportamenti offensivi e violenti, altre li hanno descritti come severi ma coerenti con la disciplina sportiva. Un procedimento penale parallelo della Procura di Ferrara si è orientato verso l’archiviazione proprio per questo contrasto di versioni tra le atlete sentite, anche se una delle sportive si è opposta contro la decisione.
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(Foto di Naveen Ketterer su Unsplash)
