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Il fratello MAGA del Papa e il gelo con il suo «amico Trump», Louis Prevost ci crede ancora: «Hanno tanto in comune, lui è fatto così»

09 Maggio 2026 - 14:02 Giovanni Ruggiero
Papa Leone con il fratello Louis Prevost
Papa Leone con il fratello Louis Prevost
Al quotidiano spagnolo Abc, il fratello del pontefice è fiducioso che i rapporti tra Casa Bianca e Vaticano miglioreranno. Secondo lui, quella fra Trump e Prevost non è «vera animosità». Cosa succede quando i due fratelli si ritrovano a discutere di politica
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Se c’è un grande ottimista che migliorino i rapporti tra Donald Trump e papa Leone XIV, questo è Louis Prevost, fratello maggiore del pontefice. Veterano della Marina americana stabilitosi in Florida e ancora convinto sostenitore del presidente americano, è convinto che fra Trump e il Pontefice ci siano più affinità di quanto si creda. «Penso che Trump e Leone XIV abbiano più in comune di quanto la maggior parte delle persone possano immaginare», dice al quotidiano spagnolo Abc, nell’intervista raccolta dal corrispondente da Roma Javier Martínez-Brocal. Louis Prevost non ha mai nascosto le sue simpatie per il mondo Maga. Posizione che non sembra essere cambiata granché anche dopo gli attacchi di Trump a suo fratello: «Mi piace considerare il presidente Trump come un amico».

Come sono i rapporti tra Casa Bianca e Vaticano

I dialoghi tra Casa Bianca e Vaticano, però, restano tutt’altro che distesi, anche dopo la recente visita del Segretario di Stato americano, Marco Rubio. Lo scorso aprile Trump ha attaccato pubblicamente Robert Prevost in un messaggio in cui contemporaneamente elogiava Louis, invitato poi a Mar-a-Lago. L’inizio di uno strappo sempre più evidente, per quanto più di recente le due parti si stiano impegnando a ricuciere. Louis prova a smussare gli spigoli di questo rapporto complicato: «Non credo che ci sia vera animosità tra il presidente Trump e il Papa. Spero che un giorno, presto, i due possano sedersi insieme, parlare e conoscersi meglio». Sui toni del presidente americano non si sbilancia, limitandosi a osservare che «si esprime sempre in modo franco e diretto, è fatto così».

Il legame tra Leone XIV e il fratello Louis dopo un anno di pontificato

Le tensioni politiche non avrebbero scalfito quelle familiari. I due si sentono almeno una volta a settimana, parlano di attualità, dei piani a breve e lungo termine del Pontefice, e trovano il tempo perfino per scambiarsi qualche barzelletta. Louis ricorda con ironia la giornata dell’elezione, l’8 maggio dello scorso anno: era a letto influenzato quando la moglie Deborah lo ha avvisato della fumata bianca. Sentendo il nome del fratello pronunciato dal cardinale Dominique Mamberti, è saltato giù dal materasso d’improvviso guarito. «Forse è stato il suo primo miracolo», scherza. Per il primo anniversario di pontificato, racconta ad Abc, la famiglia ha spedito al Palazzo Apostolico un pacco con i regali di Natale che il fratello non aveva ancora aperto. La nuova quotidianità impone qualche cautela in più: dopo il conclave, rivela Louis, è arrivata una telefonata del governatore per congratularsi e mettere in guardia la famiglia, che oggi si muove con misure di sicurezza aggiuntive e deve schermarsi da chi prova ad avvicinarsi solo per ottenere un canale privilegiato verso il Papa. A breve, peraltro, Leone XIV sarà in Spagna, una visita che il fratello ha appreso direttamente da lui, senza dettagli.

Il fratello MAGA del Papa: «Trump è un amico»

Sulle idee politiche, le distanze restano abbastanza chiare, ma secondo Louis non si arriva a litigare. «Capisco il punto di vista di mio fratello e posso dire con tutta sincerità che, di tanto in tanto, abbiamo disaccordi sulla politica o sulle misure governative, mai al punto di arrabbiarci tra di noi», racconta Louis al giornalista di ABC. La priorità di Leone XIV, ricorda, è ridurre la polarizzazione e promuovere la riconciliazione: «Lo vedo continuare a unire le persone, lavorare per la pace, porre fine ai conflitti attuali e impedire che ne emergano di nuovi. Alcuni potrebbero vederlo come una debolezza, ma è un punto di forza». E poi rivendica senza imbarazzi la sua collocazione politica: «Accettiamo di non essere d’accordo e continuiamo a ridere e a goderci la vita».