Alta tensione su Hormuz, Fox: «Usa attaccano petroliere iraniane». Teheran accusa: «Tregua violata», Trump: «Solo un colpetto» – La diretta

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il capo del Pentagono Pete Heghseth hanno dipinto l’Iran come un paese in ginocchio per almeno 12 volte negli ultimi tre mesi. Ma il collasso militare, sociale ed economico di Teheran non si vede. Anzi. L’intelligence americana in un report conclude che l’Iran può sopravvivere al blocco dello Stretto di Hormuz per almeno 3 o 4 mesi prima di affrontare difficoltà economiche più gravi. E secondo la Cia Teheran conserva significative capacità missilistiche. Circa il 75 per cento dei suoi lanciatori prebellici e il 70% delle sue scorte di missili precedenti alla guerra. Nel frattempo, l’Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver «violato la tregua», mentre Trump minimizza: «Il cessate il fuoco è ancora in vigore, è stato solo un colpetto». In mattinata, venerdì 8 maggio, le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti sono entrate in azione per intercettare droni e missili lanciati dall’Iran, nonostante la tregua ufficialmente in vigore tra Stati Uniti e Iran dall’8 aprile. Tutti gli aggiornamenti
Iran sui negoziati: «Proposta Usa in fase di valutazione»
«Per quanto riguarda i negoziati, la proposta Usa è ancora in fase di valutazione. Una volta raggiunta la conclusione definitiva, la annunceremo senza dubbio». Lo ha dichiarato Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, all’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Riguardo le possibili violazioni della tregua, Baghaei ha affermato che Teheran rimane «nominalmente in una situazione di cessate il fuoco», aggiungendo che le forze armate del Paese stanno monitorando attentamente gli sviluppi.
Fox News: «Nuovi attacchi Usa contro petroliere iraniane a Hormuz»
Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro petroliere vicino al blocco dell’Iran. Lo riporta Fox News, secondo cui le forze americane hanno condotto ulteriori operazioni aeree nell’area, colpendo diverse petroliere vuote che tentavano di forzare il blocco contro l’Iran lungo lo Stretto di Hormuz.
Usa: «L'Iran blocca 70 petroliere: 13 miliardi potenziali di greggio»
Il Centcom, il comando militare centrale Usa che copre il Medio Oriente, ha riferito che “attualmente vi sono oltre 70 petroliere a cui le forze statunitensi impediscono di entrare nei porti iraniani o di uscirne”. Si tratta di navi commerciali che «hanno la capacità di trasportare oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato superiore ai 13 miliardi di dollari», ha riferito il Centcom su X.
Media Iran: «Marina Pasdaran sequestra una petroliera»
La marina iraniana ha sequestrato una petroliera, identificata come Ocean Koi, accusata dalle autorità di aver tentato di ostacolare le esportazioni di petrolio e gli interessi nazionali dell’Iran. E’ quanto riporta l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc).
Tasnim ha affermato che i commando della marina iraniana hanno effettuato il sequestro durante quella che è stata definita un'”operazione speciale”. Il rapporto iniziale non fornisce dettagli sulla bandiera della nave, sulla proprietà o sul luogo dell’incidente.
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Emirati Arabi attivano difese aeree contro missili e droni provenienti dall'Iran
La guerra del Golfo e la resistenza dell'Iran
L’analisi dell’intelligence, rivelata dal Washington Post, aggiunge anche che ci sono prove che il regime sia riuscito a recuperare gli impianti sotterranei di stoccaggio dell’uranio. Ma anche a riparare alcuni missili danneggiati e ad assemblarne di nuovi. «I loro missili sono per lo più decimati, ne avranno forse il 18 o 19%. Ma non molto rispetto a quello che avevano», ha sostenuto Trump nelle sue dichiarazioni dallo Studio Ovale. Tre funzionari statunitensi in carica e un ex invece hanno confermato al quotidiano i contorni dell’analisi d’intelligence, parlando a condizione di anonimato. «Il blocco imposto dal presidente sta infliggendo danni reali e crescenti. E le forze armate iraniane sono state gravemente indebolite», ha spiegato uno di loro. Ammettendo anche il fatto che il prolungamento della guerra è un’opzione presa in considerazione da Teheran.
Lo Stretto di Hormuz «sempre in mano all’Iran»
Il segretario al Tesoro Scott Bessent, sostenitore delle sanzioni e del blocco navale, aveva osservato a fine aprile che il principale terminal petrolifero iraniano avrebbe presto raggiunto la capacità massima, «causando danni permanenti alle infrastrutture petrolifere iraniane». L’Iran ha dimostrato grande capacità di resistenza, nonostante abbia perso la propria Guida Suprema e molti altri alti funzionari in attacchi missilistici oltre a gran parte del proprio equipaggiamento militare. Un cartellone in piazza Vanak a Teheran il 6 maggio raffigurava lo Stretto di Hormuz con una scritta in persiano: «Per sempre nelle mani dell’Iran».
La capacità degli Ayatollah di sopportare prolungate difficoltà economiche si sta rivelando persino superiore alla stima della Cia. «La leadership è diventata più radicale, determinata e sempre più convinta di poter sopravvivere alla volontà politica americana e mantenere la repressione interna per contenere qualsiasi resistenza» dentro l’Iran, ha detto un funzionario. «In confronto, si vedono regimi simili resistere per anni sotto embarghi prolungati e guerre combattute solo con gli aerei».
La Casa Bianca
La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly, invece, ha ribadito la linea del presidente, sostenendo che l’Iran starebbe perdendo mezzo miliardo di dollari al giorno a causa del blocco. «Durante l’Operazione Epic Fury, l’Iran è stato schiacciato militarmente», ha detto Kelly. «Ora viene strangolato economicamente dall’Operazione Economic Fury e perde 500 milioni di dollari al giorno grazie al successo del blocco dei porti iraniani da parte delle forze armate statunitensi».
La Cia
La Cia invece sostiene che l’Iran possa sopravvivere al blocco americano per 90-120 giorni – e forse più a lungo – prima di affrontare difficoltà economiche più gravi, hanno riferito le quattro persone informate. Secondo una di queste fonti, Teheran sta immagazzinando parte del suo petrolio a bordo di petroliere che altrimenti sarebbero vuote a causa del blocco. Sta inoltre riducendo il flusso nei giacimenti petroliferi per assicurarsi che i pozzi restino funzionanti. «La situazione non è neppure lontanamente così disperata come alcuni sostengono», ha detto un membro dell’intelligence.
L’analisi potrebbe persino sottovalutare la resilienza economica iraniana se Teheran riuscisse a contrabbandare petrolio via terra. Convogli ferroviari e camion non possono sostituire il volume garantito dalle navi e dalle rotte marittime aperte, ma potrebbero fornire un cuscinetto economico. «C’è la convinzione che possano iniziare a spostare parte del petrolio via ferrovia attraverso l’Asia Centrale», sostiene una fonte. E questo rende la resistenza di Teheran ancora più forte.

