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Negoziati per l’Iran, Rubio e Witkoff incontrano il premier del Qatar per il piano di pace in 14 punti. Teheran svela: «Khamenei ferito alla schiena»

09 Maggio 2026 - 23:42 Alba Romano
marco rubio presidente venezuela elon musk
marco rubio presidente venezuela elon musk
Il documento di una sola pagina per ridisegnare il futuro del Medio Oriente. La minaccia dei Pasdaran: «Colpiremo i siti Usa se ci attaccano le petroliere»
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Lo Stretto di Hormuz è «la nostra arma nucleare»: il concetto, attribuito a Mohammad Mokhber, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, fotografa quanto Washington avrebbe sottostimato secondo gli analisti la leva iraniana sul corridoio da cui transita il 20% del greggio mondiale, oltre a fertilizzanti e altre materie prime. Quando Donald Trump, sollecitato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha autorizzato i raid contro l’Iran, non sono state predisposte contromisure rispetto al ricatto degli ayatollah. Lo stesso Mokhber lo rivendica senza giri di parole: «Avere una posizione che permette di influenzare l’economia mondiale con una sola decisione è un’opportunità enorme, preziosa quanto una bomba atomica».

09 Maggio 2026 - 23:20

Rubio e Witkoff incontrano il premier del Qatar

Il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, e l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff hanno avuto oggi a Miami un incontro con il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, nel quadro delle iniziative diplomatiche volte a raggiungere un’intesa per la fine del conflitto in Iran. La notizia è stata riportata da Axios, che cita due fonti informate sui colloqui. Ieri lo sceicco al-Thani aveva già avuto un confronto alla Casa Bianca con il vicepresidente americano JD Vance. Washington e Teheran starebbero lavorando a un memorandum composto da 14 punti e una sola pagina, con l’obiettivo di mettere fine alle ostilità e definire una base per negoziati più approfonditi. In questo processo il Qatar ha assunto così un ruolo centrale come mediatore tra le parti.

09 Maggio 2026 - 22:00

La minaccia dei Pasdaran: «Colpiremo i siti Usa se ci attaccano le petroliere»

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato di colpire obiettivi statunitensi «nella regione» e «navi nemiche» nel caso in cui venissero attaccate le petroliere iraniane, secondo quanto riportato dai media di Teheran. «Qualsiasi attacco contro petroliere e navi mercantili iraniane comporterà una dura risposta contro qualsiasi impianto statunitense nella regione, nonché contro navi nemiche», ha affermato il comandante della marina dei Pasdaran, come riferito dall’emittente statale IRIB e dall’agenzia ISNA. Le dichiarazioni arrivano a distanza di un giorno dagli attacchi militari statunitensi contro due petroliere iraniane nel Golfo dell’Oman.

09 Maggio 2026 - 20:00

Crosetto: «Tra noi e gli Stati Uniti non c'è una guerra»

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo prima della messa in occasione della 97ª adunata nazionale degli Alpini a Genova, ha affrontato il tema dei tentativi diplomatici legati ai conflitti in corso, compresi quelli in Iran e in Ucraina, nel contesto dei rapporti con gli Stati Uniti e il presidente Donald Trump. «Il problema non è riappacificare o no l’Italia e gli Stati Uniti, il problema è far finire la guerra in Iran, far finire la guerra in Ucraina e far finire tutte le altre guerre. Tra noi e gli Stati Uniti non c’è una guerra», ha detto. Il ministro ha poi sottolineato la difficoltà di individuare soluzioni immediate ai conflitti in corso, insistendo sulla necessità di un impegno costante nel tempo. «Le vie d’uscita non si vedono mai, bisogna cercarle con costanza, bisogna cercarle con determinazione, prima o poi arriveranno», ha concluso.

09 Maggio 2026 - 15:23

Media, almeno 11 morti in raid sul Libano meridionale e a sud di Beirut

Almeno 11 persone sono rimaste uccise in raid israeliani avvenuti nelle ultime ore su diverse località del sud del Libano e a sud di Beirut, dove i media statali libanesi hanno riferito di almeno tre attacchi in poco tempo. Lo riferisce il giornale L’Orient-Le Jour. Sei vittime e sei feriti sono indicati in un bilancio preliminare di un attacco contro un palazzo che ospitava famiglie sfollate a Saksakiyé (Sidone). Un altro morto è stato riportato a Saadiyat, più a nord; due per un attacco che ha colpito un’auto su una strada che collega questa località con Beirut; e altri due ad Habbouch, più a est.

09 Maggio 2026 - 15:22

Trump: «Risposte dall'Iran? No comment»

In un’intervista al Corriere della Sera, Donald Trump non ha voluto commentare sulla lettera dall’Iran, che il presidente Usa attendeva la notte scorsa, con una risposta di Teheran alla proposta americana per porre fine alla guerra.

09 Maggio 2026 - 15:20

Trump: «Dragamine a Hormuz? L'Italia non c'era quando ne avevamo bisogno»

«L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l’Italia, e così il mio Paese». Lo ha detto Donald Trump in un’intervista al Corriere della Sera il giorno dopo il viaggio a Roma del suo segretario di Stato, Marco Rubio. All’osservazione che l’Italia potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, Trump ha ripetuto ancora una volta: «L’Italia non c’era quando ne avevamo bisogno».

09 Maggio 2026 - 15:10

Trump: «Spostare truppe dall'Italia? Ci sto ancora pensando»

In una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera, il presidente Usa Donald Trump non ha voluto commentare sullo spostamento di truppe dalla Germania, potenzialmente verso il fronte orientale della Nato, mentre ha confermato che «sta ancora prendendo in considerazione» di spostare truppe dalle basi italiane.

09 Maggio 2026 - 15:00

Gb invia cacciatorpediniere in Medio Oriente per una futura missione a Hormuz

Il Regno Unito ha annunciato che invierà un cacciatorpediniere, l’HMS Dragon che si trova attualmente nel Mediterraneo, in Medio Oriente in previsione di una futura missione internazionale per garantire la sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. «Questo preposizionamento dell’HMS Dragon fa parte di una rigorosa pianificazione per garantire che il Regno Unito sia pronto, come parte di una coalizione multinazionale guidata congiuntamente da Regno Unito e Francia, a garantire la sicurezza dello stretto quando le condizioni lo permetteranno», ha dichiarato il ministero della Difesa britannico.

09 Maggio 2026 - 14:00

Wsj, Iran parla per la prima volta di Khamenei: «Lesioni a rotula e schiena»

L’Iran, per la prima volta, ha fornito dettagli sulle ferite riportate da Mojtaba Khamenei, l’attuale Guida Suprema del Paese, negli attacchi aerei di Usa e Israele che, all’inizio del conflitto, hanno causato la morte di suo padre, Ali Khamenei. Un funzionario iraniano ha confermato che Khamenei ha riportato lesioni alla rotula e alla schiena, precisando però che gode di buona salute: la notizia, riferisce il Wsj, emerge da un video sui social di Nour, agenzia di stampa legata al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran. Ieri, la Cnn ha riferito che l’intelligence Usa ritiene Khamenei cruciale nelle strategie dell’Iran.

09 Maggio 2026 - 10:00

Iran: «Nazionale ai Mondiali se i Paesi ospitanti accettano le nostre condizioni»

La Federazione calcistica iraniana ha dichiarato che la nazionale prenderà parte al Mondiale solo se le condizioni poste dall’Iran saranno accettate Paesi ospitanti, Stati Uniti, Canada e Messico. Secondo la televisione di stato, nel comunicato diffuso dalla federazione di specifica che l’Iran non rinuncerà ai propri ideali, alla propria cultura e alle proprie convinzioni.

Teheran ha posto dieci condizioni per la partecipazione alla Coppa del Mondo, tra cui il rilascio di visti per tutti i calciatori e lo staff tecnico, in particolare per coloro che sono stati membri o hanno prestato servizio nelle Guardie Rivoluzionarie, come Mehdi Taremi ed Ehsan Hajisafi; i più elevati protocolli di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e lungo le strade che conducono agli stadi; l’obbligo per i tifosi di esporre solo la bandiera ufficiale iraniana, vietando qualsiasi altra bandiera; l’esecuzione dell’inno nazionale iraniano durante le partite; e la limitazione delle domande dei giornalisti a questioni tecniche. Il Canada ha recentemente vietato l’ingresso al presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie.

09 Maggio 2026 - 08:16

Il ministro degli Esteri iraniano a quello turco: «Usa pongano fine a richieste eccessive»

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha esortato gli Stati Uniti a interrompere quelle che ha definito «richieste eccessive e irragionevoli» e «aggressioni illegali» per consentire il proseguimento del dialogo diplomatico. L’appello è giunto nel corso di un colloquio telefonico avvenuto nella serata di ieri, 8 maggio, con l’omologo turco Hakan Fidan. Al centro del confronto, la necessità di stabilizzare il quadro negoziale internazionale a fronte delle recenti criticità emerse nell’area mediorientale.

Durante la conversazione, Araghchi ha espresso forti riserve sulla reale volontà di Washington di perseguire la via diplomatica, citando una recente escalation di tensioni nel Golfo Persico e presunte violazioni del cessate il fuoco. Da parte sua, il ministro turco Fidan ha confermato il sostegno di Ankara agli sforzi diplomatici volti alla risoluzione del conflitto in corso, ribadendo l’importanza di mantenere aperti i canali di comunicazione tra le potenze regionali e globali.

09 Maggio 2026 - 07:16

Iran all'Onu: «Attacchi Usa a Hormuz producono catastrofi»

L’ambasciatore dell’Iran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha inviato una lettera formale al Consiglio di Sicurezza per denunciare le recenti operazioni militari condotte dagli Stati Uniti nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz. Nella comunicazione, diffusa giovedì sera a seguito di attacchi contro due petroliere iraniane e diversi siti costieri, Iravani ha avvertito che il proseguimento di tali manovre potrebbe generare conseguenze catastrofiche per la stabilità globale, minacciando direttamente la pace e la sicurezza internazionale.

Il rappresentante diplomatico ha definito le azioni di Washington come atti di pirateria, sottolineando come l’offensiva contro le navi mercantili e l’imposizione di un blocco navale rappresentino una palese violazione dei termini del cessate il fuoco in vigore. Secondo quanto riportato dall’agenzia Mehr, il documento ribadisce la ferma condanna di Teheran verso l’uso della forza in un’area strategica per i flussi energetici, sollecitando un intervento delle autorità internazionali per prevenire un’ulteriore escalation del conflitto. Fonte: Agenzia Mehr.

09 Maggio 2026 - 03:46

Cnn: «Per 007 Usa Mojtaba Khamenei cruciale nelle strategia iraniane»

L’intelligence degli Stati Uniti ha individuato in Mojtaba Khamenei, successore della Guida Suprema dell’Iran, una figura chiave nella definizione delle attuali strategie belliche e negoziali di Teheran. Secondo quanto riportato dalla Cnn, il leader starebbe operando attivamente al fianco dei vertici militari per gestire i colloqui con Washington volti alla risoluzione del conflitto. Nonostante la sua prolungata assenza dalle scene pubbliche, dovuta alle gravi ferite riportate nell’attacco che ha causato la morte del padre Ali Khamenei e di alti ufficiali, il suo ruolo rimane centrale nel coordinamento delle risposte alle pressioni internazionali.

L’esatta portata dell’autorità di Mojtaba Khamenei resta oggetto di analisi a causa della frammentazione interna al regime iraniano seguita alla decapitazione della precedente leadership. Le fonti statunitensi indicano che Teheran è impegnata in una fase di riorganizzazione strutturale dopo la campagna di bombardamenti condotta dagli Stati Uniti, la quale non ha tuttavia neutralizzato le capacità di resistenza militare del Paese a lungo termine. Mentre l’amministrazione Trump prosegue la ricerca di una via diplomatica durante la tregua in corso da oltre un mese, gli analisti valutano che l’Iran mantenga risorse sufficienti per opporsi a un eventuale blocco prolungato.

09 Maggio 2026 - 03:00

Da Usa nuova bozza risoluzione Onu sull'Iran: difficile sostegno da Cina e Russia

Gli Stati Uniti hanno presentato alle Nazioni Unite una versione riveduta della risoluzione che intima all’Iran l’immediata cessazione degli attacchi e della posa di mine nello Stretto di Hormuz. Il documento, emerso l’8 maggio a Washington, mira a ottenere il consenso del Consiglio di Sicurezza dopo il fallimento di una precedente iniziativa diplomatica lo scorso aprile. Nonostante le modifiche formali, la proposta incontra la ferma resistenza di Russia e Cina, i cui veti permanenti appaiono probabili a causa della natura del testo che, pur non citando esplicitamente l’intervento bellico, non preclude interventi difensivi armati per garantire la libertà di navigazione.

La nuova bozza elimina il riferimento diretto al Capitolo VII della Carta dell’Onu, strumento giuridico che legittima sanzioni o azioni militari, ma mantiene clausole che riaffermano il diritto degli Stati membri di difendere i propri assetti navali da minacce esterne. La posizione di Pechino rappresenta la criticità maggiore per l’amministrazione statunitense, poiché un voto contrario cinese coinciderebbe con l’imminente missione diplomatica del presidente degli Stati Uniti da Xi Jinping. Il dibattito sulla crisi iraniana rimane dunque l’elemento centrale dell’agenda internazionale, con Mosca e Pechino che continuano a bloccare ogni risoluzione percepita come un via libera implicito all’uso della forza. Fonte: ANSA.

09 Maggio 2026 - 01:33

Trump: «Aspetto una lettera da Teheran»

Il presidente americano Donald Trump ha detto di aspettarsi «stanotte» una risposta dall’Iran sulla sua ultima proposta di accordo di pace Conversando con i media in serata, Trump ha risposto «lo scopriremo molto presto», replicando alla domanda se l’Iran stia intenzionalmente rallentando il processo dei colloqui per arrivare a una fine definitiva delle ostilità. «Dovrei ricevere una lettera dall’Iran stanotte, quindi vedremo come andrà a finire», ha aggiunto Trump.

09 Maggio 2026 - 00:24

Ft: «Navigazione senza Gps salita del 600% nello Stretto di Hormuz»

Nello Stretto di Hormuz, i movimenti navali effettuati con i sistemi di geolocalizzazione disattivati sono aumentati del 600% tra il 19 aprile e il 3 maggio 2026. Il fenomeno, rilevato dall’agenzia di intelligence marittima Windward, si inserisce nel contesto dell’escalation di tensioni tra Iran e Stati Uniti per il controllo delle rotte commerciali strategiche. Per la prima volta dall’inizio delle ostilità lo scorso 28 febbraio, nelle giornate del 6 e 7 maggio non è stato registrato alcun transito di navi mercantili con il sistema di identificazione automatica (Ais) regolarmente attivo.

L’analisi delle immagini satellitari, riportata dal Financial Times, conferma che almeno nove imbarcazioni avrebbero attraversato lo stretto il 7 maggio scorso senza trasmettere la propria posizione, una pratica definita «attività oscura» volta a eludere il monitoraggio in aree ad alto rischio. Tale incremento delle manovre sotto copertura rappresenta una risposta diretta alle crescenti minacce alla sicurezza della navigazione provenienti da entrambi i fronti. L’Ais è uno strumento fondamentale per la prevenzione delle collisioni, e la sua disattivazione sistematica segnala un drastico deterioramento delle condizioni di sicurezza nell’area. Fonte: Windward, Financial Times.

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