Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoDonald Trump
TECNOLOGIABorseChatGPTIntelligenza artificialeLavoro e impresaOpenAI

OpenAI, pioggia di miliardi sui dipendenti: in 600 diventano milionari con la vendita delle azioni

11 Maggio 2026 - 12:44 Ygnazia Cigna
OpenAi vende azioni
OpenAi vende azioni
Il colosso tech lancia la vendita di azioni prima di essere quotata in borsa. Ecco come funziona il piano e quanto hanno guadagnato i dipendenti più anziani
Google Preferred Site

OpenAI, la società che ha creato e possiede ChatGPT, ha dato la possibilità ai propri dipendenti di vendere le proprie azioni fino a 30 milioni di dollari ciascuno. E così oltre 600 dipendenti ed ex dipendenti hanno deciso di farlo, incassando complessivamente 6,6 miliardi di dollari. Almeno 75 di loro sono riusciti a intascare il tetto più alto previsto: 30 milioni di dollari. È quanto rivela il Wall Street Journal, secondo cui gli altri dipendenti hanno scelto di investire le quote rimanenti in fondi di donazione e conti di investimento a scopo benefico e filantropico.

Verso la fine del «paper wealth»

Per anni, il termine «paper wealth» ha indicato la ricchezza teorica dei dipendenti tech, legata ad azioni bloccate per anni. OpenAI ha rotto gli indugi eliminando il vincolo del biennio di attesa, ha permesso a chiunque si sia unito al team dopo il boom di ChatGPT di trasformare i titoli in liquidità immediata. E così per i dipendenti veterani della prima ora, il ritorno sull’investimento è stato impressionante perché le azioni assegnate sette anni fa hanno visto il proprio valore moltiplicarsi per cento.

Un nuovo modello di ricchezza, ma la città ne risentirà

Di fatto, si tratta di una vera e propria mutazione genetica rispetto alla bolla delle dot-com degli anni Novanta. Se allora la ricchezza restava spesso prigioniera di quotazioni volatili e periodi che portavano al nulla di fatto in caso di crollo del mercato, OpenAI sta distribuendo capitali reali ancor prima della quotazione in borsa. OpenAI, infatti, nonostante sia un colosso è ancora una startup tecnologica. È l’antipasto, quindi, di quella che si annuncia come la più grande Ipo della storia, il processo con cui una società privata offre per la prima volta le proprie azioni al pubblico, diventando una società quotata in borsa, un percorso che vede in prima fila anche la rivale Anthropic e che promette di inondare San Francisco di massa monetaria. Tutto questo, però, avrà anche delle conseguenze per chi vive a San Francisco. I prezzi degli affitti, infatti, stanno già lievitando.

La guerra dei colossi tech per i cervelli d’oro dell’AI

Il fenomeno è alimentato anche da una forte competizione per il talento specializzato nel campo dell’intelligenza artificiale. Con stipendi base che superano i 500mila dollari e bonus straordinari milionari elargiti lo scorso agosto, OpenAI sta infatti alzando sempre di più l’asticella per accaparrarsi i migliori cervelli dalla concorrenza. Meta lo scorso anno ha risposto con pacchetti retributivi da 300 milioni di dollari per trattenere i propri ricercatori più forti. Non è più solo una questione di stipendi, ma di una vera e propria spartizione della proprietà aziendale con i dipendenti non fondatori.

leggi anche