Per l’omicidio del bracciante Bakari Sako fermati cinque giovanissimi a Taranto

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti è stato un ragazzo di 15 anni (ne compirà 16 tra qualche giorno) a sferrare i fendenti all’addome di Bakari Sako, con un coltello o un cacciavite, uccidendolo. Il 35enne originario del Mali è stato accerchiato all’alba di sabato scorso 9 maggio, da un gruppo di cinque giovani e ferito mortalmente da uno di loro in piazza Fontana, nel centro storico di Taranto. Sono cinque i fermi disposti, quattro dalla procura minorile e uno della procura ordinaria. Il maggiorenne è Fabio Sale, di 20 anni, i quattro minori hanno tra i 15 e i 16 anni. Per tutti l’accusa è di omicidio aggravato dai futili motivi.
Accerchiato, spintonato. Poi la fuga e l’aggressione del 15enne con gli amici
Sako sarebbe stato ucciso con tre fendenti al petto e al torace. Colpi che non gli hanno dato scampo. Decisive per le indagini sono state le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza. Il bracciante è stato prima circondato e aggredito con pugni e spintoni. Poi ha cercato di fuggire ma è stato rincorso e colpito tre volte nella zona toracica e addominale con un’arma da taglio che il 15enne portava con sé. Bakari Sako, originario del Mali, aveva 35 anni. Era arrivato a Taranto nel 2022, aveva un regolare permesso di soggiorno, nessun precedente penale ed era inserito nella comunità degli immigrati. Quel giorno stava andando a lavoro, con la sua bici. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera lascia nel suo paese d’origine due mogli, entrambe incinte. Bambini che non vedranno mai il loro padre.

