Trump: «L’Iran sta vincendo? Chi lo dice è un traditore» – La diretta

Nel 75esimo giorno della Guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran Donald Trump ha scritto su Truth che chi negli Usa dice che l’Iran sta vincendo è un traditore: «Tutto ciò che ottengono è infondere nell’Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese». Nel frattempo oggi i prezzi di petrolio e gas sono in calo e le Borse sono positive, mentre il presidente degli Stati Uniti è in viaggio per la Cina dove incontrerà Xi Jinping. Cina e Usa hanno anche diffuso una dichiarazione congiunta in cui dicono che non ci saranno dazi o pedaggi per passare dallo Stretto di Hormuz.
Musk in Cina con Trump insieme a Cook e Fink
Anche Elon Musk è in Cina con Donald Trump. L’imprenditore di Tesla ha annunciao su X che si trova sull’Air Force One in viaggio per Pechino. Con lui ci sono Tim Cook di Apple e Larry Fink di BlackRock. Il Guardian scrive che tra gli ospiti ci sono anche Brett Ratner, il regista dei film di Rush Hour e di un documentario su Melania Trump e il ceo di Nvidia Jensen Huang, la cui presenza è stata confermata dallo stesso Trump.
Il presidente ha dichiarato che chiederàal suo omologo cinese, Xi Jinping, di “aprire” il gigante asiatico alle aziende americane. «Chiederò al presidente Xi, un leader di straordinario prestigio, di ‘aprire’ la Cina affinché queste persone brillanti possano fare la loro magia e contribuire a portare la Repubblica Popolare a un livello ancora piu’ alto», ha scritto il tycoon repubblicano sui social media mentre era in viaggio verso la Cina. Nella delegazione ci sono anche Kelly Ortberg (Boeing), Brian Sikes (Cargill), Jane Fraser (Citi), Larry Culp (GE Aerospace), David Solomon (Goldman Sachs), Sanjay Mehrotra (Micron), Cristiano Amon (Qualcomm).
Iraq e Pakistan stringono accordi energetici con l'Iran
Sia l’Iraq che il Pakistan hanno stretto accordi con l’Iran per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto dal Golfo, secondo cinque fonti a conoscenza della questione citate da Reuters, a dimostrazione della capacità di Teheran di controllare i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz.
La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha drasticamente ridotto le esportazioni di energia da una regione che normalmente fornisce il 20% del petrolio greggio e del GNL mondiali. Gli Stati Uniti hanno bloccato i porti iraniani nelle ultime settimane. E sebbene inizialmente l’Iran avesse cercato di interrompere il traffico attraverso lo stretto, questa posizione sta ora cambiando, ha affermato Claudio Steuer dell’Oxford Institute for Energy Studies.
Borse, Europa positiva
Avvio positivo per le Borse europee mentre si guarda alla visita di Donald Trump in Cina e gli eventuali sviluppi sul fronte geopolitico e commerciale. Sotto i riflettori lo stallo tra Usa e Iran mentre o stretto di Hormuz resta ancora chiuso. Dopo i dati sull’inflazione si registra una flessione dei rendimenti dei titoli di Stato. Apertura in rialzo per Francoforte (+0,73%), Parigi (+0,63%), Londra (+0,59%).
Iran, Crosetto: nessuna missione a Hormuz senza tregua
Una nuova eventuale missione richiede «una vera tregua, una cornice giuridica e l’autorizzazione del Parlamento». Lo ha ribadito il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulle iniziative internazionali per il ripristino della liberta’ di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Prezzo del gas in calo
Avvio in calo per il prezzo del gas, mentre si guarda al contesto internazionale con la visita di Trump in Cina da una parte e dall’altra lo stallo Usa-Iran. Ad Amsterdam le quotazioni scendono dell’1% a 46,13 euro al megawattora.
Iran: giustiziato un 32enne accusato di spiare per Israele
L’Iran ha giustiziato un uomo condannato per spionaggio a favore dei servizi segreti israeliani, dopo che la Corte Suprema ha confermato per lui la pena capitale. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Mizan, organo ufficiale del potere giudiziario. Come ricorda Iran International, il 32enne Ehsan Afrishteh, originario di Isfahan e laureato in ingegneria civile, era stato arrestato nel 2024, dopo il suo ritorno in Iran dalla Turchia.
Era stato trattenuto per diversi mesi in celle di isolamento nelle carceri di sicurezza, sottoposto a interrogatori e pressioni psicologiche per essere poi trasferito nella prigione di Evin. Per il Centro per i Diritti Umani in Iran, il 32enne è stato condannato a morte nel 2025 sulla base di confessioni estorte sotto tortura, senza alcuna prova valida.
«L'Iran ha ancora forti capacità missilistiche»
La rappresentazione pubblica da parte dell’amministrazione Trump di un esercito iraniano distrutto è in netto contrasto con quanto le agenzie di intelligence statunitensi comunicano ai politici a porte chiuse, secondo valutazioni classificate risalenti all’inizio di questo mese, che mostrano come l’Iran abbia riacquistato l’accesso alla maggior parte dei suoi siti missilistici, rampe di lancio e strutture sotterranee. E’ quanto scrive il New York Times.
La cosa più allarmante per alcuni alti funzionari è la prova che l’Iran ha ripristinato l’accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici che gestisce lungo lo Stretto di Hormuz, il che potrebbe minacciare le navi da guerra e le petroliere americane che transitano nello stretto. Fonti a conoscenza delle valutazioni affermano che queste dimostrano – in misura variabile a seconda del livello di danno subito dai diversi siti – che gli iraniani possono utilizzare rampe di lancio mobili all’interno dei siti per spostare i missili in altre posizioni. In alcuni casi, possono lanciare missili direttamente dalle rampe di lancio che fanno parte delle strutture. Solo tre dei siti missilistici lungo lo stretto rimangono totalmente inaccessibili, secondo le valutazioni.
Secondo le valutazioni, l’Iran mantiene ancora circa il 70% dei suoi lanciatori mobili sul territorio nazionale e conserva all’incirca il 70% del suo arsenale missilistico prebellico. Tale arsenale comprende sia missili balistici, in grado di colpire altre nazioni della regione, sia una minore quantità di missili da crociera, utilizzabili contro obiettivi a corto raggio, sia terrestri che navali. Le agenzie di intelligence militare hanno inoltre riferito, sulla base di informazioni provenienti da diverse fonti, tra cui immagini satellitari e altre tecnologie di sorveglianza, che l’Iran ha riacquistato l’accesso a circa il 90% dei suoi depositi e lanci missilistici sotterranei a livello nazionale, che ora risultano parzialmente o completamente operativi, secondo quanto affermato da fonti a conoscenza delle valutazioni.
Usa, taglia di 15 milioni sul petrolio iraniano
Il Dipartimento di Stato americano offre una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni dettagliate sulle consegne di petrolio collegate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniano e ai suoi complici.Un comunicato stampa diffuso martedi’ dal programma “Rewards for Justice” del Dipartimento di Stato afferma che l’ingente somma viene offerta a chiunque abbia informazioni sulle spedizioni di petrolio dell’IRGC, sulle petroliere o sulle entità coinvolte in tali trasferimenti illeciti di petrolio, o su attività o individui correlati.
Sei petroliere cinesi attraversano lo Stretto
Almeno sei petroliere di proprietà o gestite da aziende cinesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz martedì, nonostante la riduzione del traffico marittimo complessivo nella via d’acqua, secondo i dati di tracciamento delle navi. Lo riporta Iran International. I rapporti di tracciamento marittimo e di intelligence open-source hanno indicato che navi tra cui DEEPBLUE, APEX GAS, QUAR, STARWAY, AQUILA, YUAN HUA HU e la portanavi CIANG JIANG KOU hanno attraversato lo stretto martedì.
Usa-Cina: no a pedaggi a Hormuz
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi hanno concordato, durante una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non consentire a nessun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito martediì a un portavoce del Dipartimento di Stato americano dall’agenzia di stampa giapponese Kyodo News.
Con l’Iran che di fatto blocca la principale rotta marittima per il petrolio e il gas del Medio Oriente, la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran dovrebbe essere uno dei principali argomenti di discussione tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping durante il loro vertice di questa settimana.
Trump: chi dice che l'Iran sta vincendo è un traditore
Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l’Iran. «Quando le ‘fake News’ affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale Tradimento, data l’assoluta falsità — e persino l’assurdità — di tale dichiarazione», tuona il tycoon in duro post su Truth in cui accusa quei media «di favorire e spalleggiare il nemico!». «Tutto ciò che ottengono è infondere nell’Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese», ha attaccato ancora.

