La scienziata dell’anno in Austria è Francesca Ferlaino: «In Brasile con papà per comprare Careca mi fermai in hotel a parlare con Rubbia»

Il suo cognome, finora, era associato solo al Napoli degli anni ’80, quello di Maradona, Ferrara e Alemao. Da adesso, invece “Ferlaino” sarà legato alla scienza: Francesca Ferlaino, figlia di Corrado, ex presidente della SSC Napoli, è stata premiata come “scienziata dell’anno” in Austria. Qaurantotto anni, direttrice dell’Institute for Quantum Optics and Quantum Information e docente all’Università di Innsbruck, Ferlaino ha scoperto un nuovo stato della materia, il “supersolido”, che unisce caratteristiche apparentemente incompatibili: quelle di un fluido e quelle di un cristallo.
La sua scoperta potrebbe aiutare a comprendere alcune anomalie nella rotazione delle pulsar, stelle di neutroni densissime che ruotano a velocità elevatissime.
Il viaggio in Brasile per comprare Careca
La scienza era una sua passione fin da bambina: al Corriere della Sera, Francesca Ferlaino ha infatti raccontato un episodio significativo della sua infanzia: durante un viaggio a Rio de Janeiro in cui accompagnava suo padre che era partito il Brasile per acquistare Careca, lei sparì improvvisamente dall’hotel. «Mi hanno trovato seduta con Carlo Rubbia, vincitore del Premio Nobel per la Fisica nel 1984, che mi raccontava come funziona il mondo», ha spiegato.
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Un altro aneddoto legato alla sua passione e al lavoro del padre legato allo sport è relativo al periodo post esame di maturità di Francesca: dopo aver passato l’esame finale del liceo classico, annuncia ai genitori di volersi iscrivere a Fisica all’Università Federico II. Ma i suoi pensano che lei parli di “educazione fisica“.
Gli studi e il trasferimento in Austria
Ma questa incomprensione non ferma la sua decisione: Francesca Ferlaino si iscrive a Fisica, si laurea, fa il dottorato e poi si trasferisce a Innsbruck per un periodo che sarebbe dovuto durare appena tre mesi. «Non sono più tornata», racconta.
Oggi, oltre alla ricerca, è impegnata per aumentare la presenza femminile nelle discipline scientifiche. Ha creato “Atominen”, una piattaforma che raccoglie dati sulla partecipazione delle donne alla fisica, soprattutto quantistica. «In Italia le ragazze che scelgono fisica sono ancora circa il 30%», spiega.
FOTO: Ansa, Martin Vandory

