Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoGoverno MeloniJannik SinnerMaldive
CULTURA & SPETTACOLOAscoli PicenoFurtiMarcheRaffaella Carrà

Rubano le cinture di Raffaella Carrà, poi si pentono: la lettera nel pacco dopo il furto alla mostra

14 Maggio 2026 - 23:17 Giulia Norvegno
Cinture rubate Raffalla Carrà
Cinture rubate Raffalla Carrà
La felicità dei curatori della mostra nelle Marche, dopo il furto che aveva colpito alcuni oggetti di scena della showgirl. La svolta e la chiamata dei carabinieri
Google Preferred Site

Dentro al pacco, oltre alle due cinture sottratte alla mostra «Rumore», c’era anche un biglietto. Una lettera anonima scritta chi ha deciso di rimettere a posto le cose, dopo essersi evidentemente pentito del furto. Il pacco sarebbe stato spedito dal Nord Italia, spiega il Resto del Carlino, e indirizzata alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, dove gli accessori di scena originali di Raffaella Carrà con cristalli Swarovski erano stati portati via al termine dell’esposizione intitolata “Rumore” nei giorni scorsi.

Come è avvenuta la restituzione delle cinture

La consegna è avvenuta la mattina del 14 maggio 2026. La Palazzina Azzurra a quell’ora era chiusa e il postino, non trovando nessuno, ha lasciato il plico negli uffici comunali. Una volta aperto, il pacco ha rivelato il contenuto e i dipendenti hanno subito allertato i carabinieri. Sono stati i militari poi ad avvertire Giovanni Gioia e Vincenzo Mola, proprietari di Collezioni Carrà e curatori della rassegna dedicata alla showgirl.

Cosa ha scritto chi ha rispedito le cinture di Raffaella Carrà

«Riconoscere un errore e trovare la forza di tornare sui propri passi è qualcosa che appartiene alla parte più autentica della coscienza umana», hanno commentato Gioia e Mola citati da Repubblica, dopo aver letto in quel gesto un sincero pentimento. E hanno aggiunto: «Pur restando il rammarico per quanto accaduto, siamo riconoscenti verso chi ha scelto di restituire le cinture. È un segnale importante, che dimostra come il senso di responsabilità possa ancora prevalere».

Cosa rappresentano per i curatori le cinture di scena ritrovate

Per i due collezionisti, la restituzione di quegli oggetti di scena riporta un po’ di serenità, dopo lo shock del furto: «Per noi questa collezione non è un lavoro, ma un gesto d’amore verso Raffaella e verso ciò che ha rappresentato per la cultura italiana», hanno spiegato Gioia e Mola, che mettono gratuitamente a disposizione del pubblico abiti e cimeli dell’artista.

leggi anche