Trump: sviluppi positivi con l’Iran. Borse in cauto rialzo – La diretta

Ci sono sviluppi positivi con l’Iran. E Donald Trump, cauto, dice che potrebbe essere il momento di mettere da parte le bombe. Il presidente degli Stati Uniti si è rallegrato del nuovo piano iraniano proposto a Washington, che a quanto pare comprende anche lo stop totale alle sanzioni al paese. E le borse oggi sono cautamente positive.
Borse: avvio in cauto rialzo
Avvio in cauto rialzo per le Borse europee, con gli investitori che aspettano di capire se le trattative in corso tra Usa e Iran porteranno a una pace duratura. Francoforte sale dello 0,26%, Londra dello 0,21% e Parigi dello 0,1%.
La proposta dell'Iran
L’ultima proposta d’intesa trasmessa da Teheran a Washington prevede tre elementi principali: la rimozione delle sanzioni internazionali contro Teheran, il rilascio dei beni iraniani congelati all’estero e la fine del blocco economico imposto al Paese. Il piano contempla inoltre la conclusione del conflitto su tutti i teatri regionali, incluso il Libano. Lo riporta Sky News Arabia, citando il vice ministro degli Esteri iraniano.
Trump: ottime possibilità di un accordo senza nucleare
Il presidente americano, Donald Trump, vede «un’ottima possibilità» di raggiungere l’accordo con l’Iran «senza dover tornare ai bombardamenti. Non permetteremo all’Iran di dotarsi di armi nucleari. Sono stato contattato da questi tre Paesi, più altri, che stanno trattando direttamente con i nostri e con l’Iran, e sembra esserci un’ottima possibilità di trovare una soluzione. Se riuscissimo a farlo senza bombardarli senza pietà, ne sarei molto felice», ha detto il capo della Casa Bianca parlando con i giornalisti.
Le strategie degli iraniani in caso di ripresa delle ostilità
Gli iraniani si stanno preparando a una possibile ripresa degli attacchi e hanno fatto intendere che non esiteranno a infliggere un duro colpo ai paesi vicini e all’economia mondiale in caso di attacco. Ecco come potrebbe reagire l’Iran, scrive in una analisi il New York Times.
Nel primo conflitto di quest’anno, gli iraniani si stavano preparando a una guerra prolungata di circa tre mesi. Di conseguenza, l’Iran ha limitato l’uso dei missili per sostenere settimane di attacchi contro Israele e obiettivi regionali, ha aggiunto. Al contrario, se dovesse scoppiare di nuovo una guerra, i leader iraniani prevedono combattimenti «brevi ma ad alta intensità», inclusi pesanti attacchi coordinati contro le loro infrastrutture energetiche.
Come potrebbe reagire l’Iran questa volta? In un nuovo ciclo di combattimenti, l’Iran potrebbe lanciare decine o centinaia di missili al giorno per “affrontare efficacemente il nemico e anche cambiare le carte in tavola”. Questo costringerebbe le nazioni arabe del Golfo a prepararsi a un’intensificazione degli attacchi contro le loro infrastrutture energetiche. Se i danni dovessero essere sufficientemente ingenti, potrebbero trascinare paesi come gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e l’Arabia Saudita ancora più a fondo in una guerra che molti leader del Golfo hanno cercato di evitare.
L’Iran potrebbe anche tentare di esercitare il controllo sullo Stretto di Bab el-Mandeb, uno stretto braccio di mare che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, attraverso il quale transita un decimo del commercio mondiale. Lo stretto si trova a ridosso del territorio controllato dagli Houthi, una milizia yemenita sostenuta dall’Iran. Nell’ultima fase dei combattimenti, gli iraniani hanno sfruttato la loro vicinanza allo Stretto di Hormuz per esercitare un’enorme influenza sull’economia mondiale.
Se il governo iraniano ritiene che il suo controllo su quello stretto sia in pericolo, potrebbe voler «costringere gli Stati Uniti a concentrarsi su due fronti marittimi anziché su uno». La milizia Houthi ha promesso di difendere l’Iran in caso di guerra regionale, ma ha reagito con cautela nell’ultima fase dei combattimenti.
Iran: l'asse della Resistenza è coeso
Il portavoce del Ministero della Difesa iraniano ha respinto le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui le capacità difensive dell’Iran sarebbero state distrutte, affermando che parte delle capacità militari del paese non sono ancora state utilizzate e che l’«asse della resistenza» è più coeso che mai. Così Iran International.
Il generale di brigata Reza Talaei-Nik, portavoce del Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate iraniano, ha dichiarato all’emittente televisiva yemenita Al Masirah che Trump «non smette di fare affermazioni false» sulla forza militare dell’Iran. «Il prestigio degli Stati Uniti è crollato per mano delle nostre forze armate», ha dichiarato Talaei-Nik.
Trump: sviluppi positivi con l'Iran
«Sviluppi molto positivi» nei colloqui con l’Iran, hanno convinto Donald Trump a rinviare un attacco militare pianificato contro l’Iran. Lo dice lo stesso presidente Usa. Gli alleati in Medio Oriente gli hanno detto di essere molto vicini a raggiungere un accordo che lascerebbe l’Iran senza armi nucleari, ha aggiunto parlando alla Casa Bianca. «È uno sviluppo molto positivo, ma vedremo se si concretizzerà», ha aggiunto Trump.

