Iran, G7: «Imperativo riaprire Hormuz e risolvere la guerra». Qatar: «Serve tempo per un accordo» – La diretta

Ci sono sviluppi positivi con l’Iran. E Donald Trump, cauto, dice che potrebbe essere il momento di mettere da parte le bombe. Il presidente degli Stati Uniti si è rallegrato del nuovo piano iraniano proposto a Washington, che a quanto pare comprende anche lo stop totale alle sanzioni al paese. Per il New York Times, inoltre, l’Iran avrebbe sfruttato il mese di cessate il fuoco nella guerra contro Stati Uniti e Israele per prepararsi alla ripresa dei combattimenti, riposizionando i lanciatori di missili balistici. Nel frattempo, il Qatar ha dichiarato che i negoziati tra Washington e Teheran, mediati dal Pakistan, «necessitano di più tempo per raggiungere un accordo». Tutti gli aggiornamenti
Il comunicato finale del G7 Finanze
«Rimaniamo impegnati – prosegue il comunicato finale – a monitorare da vicino questi impatti sulla crescita globale e sulle condizioni dei mercati finanziari» – e «riaffermiamo il nostro impegno per mercati dell’energia e delle altre materie prime ben funzionanti, stabili e trasparenti, favorendo condizioni per una gestione adeguata dell’offerta e della domanda globali. Invitiamo tutti i Paesi a evitare restrizioni arbitrarie alle esportazioni e sottolineiamo l’importanza di flussi commerciali sicuri». Guardando al futuro, il G7 Finanze sottolinea «l’importanza di rafforzare la resilienza delle nostre economie attraverso la diversificazione delle catene di approvvigionamento». Il comunicato, poi, si sofferma sulla necessità di raggiungere «una crescita globale equilibrata e sostenibile attraverso la riduzione degli squilibri globali», tema da tempo caro all’amministrazione Usa con riferimento al surplus nel commercio dei beni di Paesi come Cina e Germania così come dell’Ue.
I ministri e governatori dei Sette
«Gli squilibri delle partite correnti globali derivano in gran parte dalle dinamiche sottostanti tra risparmio e investimenti» – dicono i ministri e governatori dei Sette – «siamo d’accordo sulla necessità di affrontare questi squilibri, che è di interesse comune sia per le economie in avanzo che per quelle in disavanzo. In assenza di un riequilibrio tempestivo, squilibri ampi e persistenti potrebbero alimentare ulteriori tensioni commerciali e potrebbero risolversi in modo disordinato, anche attraverso il canale finanziario». L’impegno del G7 è che «ciascuno di noi, tenendo conto delle circostanze nazionali, dei rispettivi mandati interni e dei consigli di politica economica del Fmi, mira a promuovere politiche specifiche che favoriscano una crescita equilibrata e la stabilità macroeconomica» e in particolare «i paesi con disavanzi esteri ampi e persistenti dovrebbero attuare politiche che includano il sostegno al risparmio interno e il consolidamento fiscale. I Paesi con avanzi esteri ampi e persistenti dovrebbero rafforzare le fonti interne di crescita».
G7: «Imperativo riaprire Hormuz e risolvere la guerra in Iran»
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Nyt: «L'Iran ha sfruttato mese di tregua per prepararsi e riposizionare lanciamissili»
Merz: «L'Iran deve porre fine al programma nucleare militare»
Dall'Iran sei richieste nell'ultimo piano di pace inviato agli Usa
Borse: avvio in cauto rialzo
Avvio in cauto rialzo per le Borse europee, con gli investitori che aspettano di capire se le trattative in corso tra Usa e Iran porteranno a una pace duratura. Francoforte sale dello 0,26%, Londra dello 0,21% e Parigi dello 0,1%.
La proposta dell'Iran
L’ultima proposta d’intesa trasmessa da Teheran a Washington prevede tre elementi principali: la rimozione delle sanzioni internazionali contro Teheran, il rilascio dei beni iraniani congelati all’estero e la fine del blocco economico imposto al Paese. Il piano contempla inoltre la conclusione del conflitto su tutti i teatri regionali, incluso il Libano. Lo riporta Sky News Arabia, citando il vice ministro degli Esteri iraniano.
Trump: ottime possibilità di un accordo senza nucleare
Il presidente americano, Donald Trump, vede «un’ottima possibilità» di raggiungere l’accordo con l’Iran «senza dover tornare ai bombardamenti. Non permetteremo all’Iran di dotarsi di armi nucleari. Sono stato contattato da questi tre Paesi, più altri, che stanno trattando direttamente con i nostri e con l’Iran, e sembra esserci un’ottima possibilità di trovare una soluzione. Se riuscissimo a farlo senza bombardarli senza pietà, ne sarei molto felice», ha detto il capo della Casa Bianca parlando con i giornalisti.
Le strategie degli iraniani in caso di ripresa delle ostilità
Gli iraniani si stanno preparando a una possibile ripresa degli attacchi e hanno fatto intendere che non esiteranno a infliggere un duro colpo ai paesi vicini e all’economia mondiale in caso di attacco. Ecco come potrebbe reagire l’Iran, scrive in una analisi il New York Times.
Nel primo conflitto di quest’anno, gli iraniani si stavano preparando a una guerra prolungata di circa tre mesi. Di conseguenza, l’Iran ha limitato l’uso dei missili per sostenere settimane di attacchi contro Israele e obiettivi regionali, ha aggiunto. Al contrario, se dovesse scoppiare di nuovo una guerra, i leader iraniani prevedono combattimenti «brevi ma ad alta intensità», inclusi pesanti attacchi coordinati contro le loro infrastrutture energetiche.
Come potrebbe reagire l’Iran questa volta? In un nuovo ciclo di combattimenti, l’Iran potrebbe lanciare decine o centinaia di missili al giorno per “affrontare efficacemente il nemico e anche cambiare le carte in tavola”. Questo costringerebbe le nazioni arabe del Golfo a prepararsi a un’intensificazione degli attacchi contro le loro infrastrutture energetiche. Se i danni dovessero essere sufficientemente ingenti, potrebbero trascinare paesi come gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e l’Arabia Saudita ancora più a fondo in una guerra che molti leader del Golfo hanno cercato di evitare.
L’Iran potrebbe anche tentare di esercitare il controllo sullo Stretto di Bab el-Mandeb, uno stretto braccio di mare che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, attraverso il quale transita un decimo del commercio mondiale. Lo stretto si trova a ridosso del territorio controllato dagli Houthi, una milizia yemenita sostenuta dall’Iran. Nell’ultima fase dei combattimenti, gli iraniani hanno sfruttato la loro vicinanza allo Stretto di Hormuz per esercitare un’enorme influenza sull’economia mondiale.
Se il governo iraniano ritiene che il suo controllo su quello stretto sia in pericolo, potrebbe voler «costringere gli Stati Uniti a concentrarsi su due fronti marittimi anziché su uno». La milizia Houthi ha promesso di difendere l’Iran in caso di guerra regionale, ma ha reagito con cautela nell’ultima fase dei combattimenti.
Iran: l'asse della Resistenza è coeso
Il portavoce del Ministero della Difesa iraniano ha respinto le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui le capacità difensive dell’Iran sarebbero state distrutte, affermando che parte delle capacità militari del paese non sono ancora state utilizzate e che l’«asse della resistenza» è più coeso che mai. Così Iran International.
Il generale di brigata Reza Talaei-Nik, portavoce del Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate iraniano, ha dichiarato all’emittente televisiva yemenita Al Masirah che Trump «non smette di fare affermazioni false» sulla forza militare dell’Iran. «Il prestigio degli Stati Uniti è crollato per mano delle nostre forze armate», ha dichiarato Talaei-Nik.
Trump: sviluppi positivi con l'Iran
«Sviluppi molto positivi» nei colloqui con l’Iran, hanno convinto Donald Trump a rinviare un attacco militare pianificato contro l’Iran. Lo dice lo stesso presidente Usa. Gli alleati in Medio Oriente gli hanno detto di essere molto vicini a raggiungere un accordo che lascerebbe l’Iran senza armi nucleari, ha aggiunto parlando alla Casa Bianca. «È uno sviluppo molto positivo, ma vedremo se si concretizzerà», ha aggiunto Trump.

