Usa-Iran, il Pakistan spinge i negoziati. Khamenei gela Trump e Israele: «Mai all’estero l’uranio arricchito» – La diretta

A quasi tre mesi dallo scoppio della guerra del Golfo, continuano ad alternarsi le minacce di ripresa di azione militare da parte degli Usa e gli spiragli di apertura tra Washington e Teheran in vista di un accordo. Il Pakistan preme forte sul tasto delle trattative, mentre Israele sta alla finestra e non nasconde di sostenere una ripresa delle operazioni militari se l’Iran non si piegherà alle richieste su trasferimento dell’uranio arricchito, eliminazione dell’arsenale balistico e stop alle milizie armate nella regione.
Khamenei vieta il trasferimento all'estero dell'uranio arricchito
Usa-Iran, proseguono i negoziati
L’Iran sta preparando una risposta a un messaggio inviato dagli Stati Uniti, e a Teheran sono in corso delle discussioni: lo riporta i media statali del Paese. Il testo inviato da Washington ha colmato alcune lacune, sostengono i media di regime, aggiungendo che la visita oggi a Teheran del capo dell’esercito pakistano Asim Munir mira a colmare le lacune rimanenti e a raggiungere il punto in cui un memorandum d’intesa possa essere formalmente accettato
Hegseth: «Pronti a nuove azioni contro l'Iran»
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth assicura che gli Usa sono «pronti all’azione», in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran, assistiti dal lavoro dei mediatori. In un post di tre parole su X, il capo del Pentagono ha ripreso una clip del vicepresidente JD Vance, impegnato martedì nel briefing con i media alla Casa Bianca. «Non concluderemo un accordo che consenta agli iraniani di dotarsi di un’arma nucleare – le sue parole -; pertanto, come mi ha appena detto il presidente Trump, siamo pronti all’azione. Non vogliamo imboccare quella strada, ma il presidente è disposto e in grado di farlo, qualora fosse necessario».

