I soldi spariti dal concerto benefico per le vittime di Crans-Montana

A più di un mese dal concerto benefico organizzato a Losanna non è arrivato un soldo di quelli raccolti per aiutare le famiglie della tragedia di Crans-Montana. A dirlo è un’inchiesta del quotidiano svizzero Tages Anzeiger che parla di fondi mai arrivati ai destinatari, comunicazioni poco chiare e organizzatori della serata difficili da rintracciare. Il concerto “Aux curs de Crans” è andato in scena il 22 aprile alla Salle Métropole. Duemila persone in sala. Presenti anche Christelle Luisier Brodard, presidente del Canton Vaud, e Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, il giovane svizzero morto nella tragedia.
Il concerto per le vittime di Crans-Montana
A esibirsi Riccardo Cocciante e i Gjon’s Tears, terzi classificati per la Svizzera all’Eurovision Song Contest 2021, oltre a Julie Pietri e Jean-Baptiste Guégan (famosi in Francia). I biglietti costavano dai 90 ai 109 franchi. E, spiega oggi Il Messaggero, la serata avrebbe raccolto oltre 150 mila franchi svizzeri destinati ai familiari delle vittime e ai sopravvissuti del rogo. I soldi avrebbero dovuto arrivare rapidamente. Ma le famiglie non hanno ricevuto ancora nessun sostegno economico. E c’è di più. L’associazione Swisshearts, indicata come beneficiaria dei proventi del concerto, non risulterebbe registrata ufficialmente, non avrebbe un numero di telefono pubblico e il sito internet dell’organizzazione per giorni avrebbe restituito messaggi di errore.
Il comunicato di Swisshearts
Subito dopo il pezzo del giornale svizzero un comunicato di Swisshearts ha messo nero su bianco di avere ricevuto “i benefici netti” del concerto il 6 maggio scorso, ringraziando pubblicamente gli organizzatori di Only On Live Suisse e tutti gli artisti che hanno partecipato all’evento. Olivier Uzan, tra i co-organizzatori del concerto insieme alla moglie Corine attraverso l’agenzia Only On Live Suisse, avrebbe anche ricevuto una condanna a Parigi nel 2018 per appropriazione indebita. La vicenda riguardava un assegno a vuoto e una truffa di 20 mila euro nei confronti di una ex compagna.
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L’organizzatrice
Contattata dal Messaggero, Corine Uzan ha confermato che i soldi sarebbero stati trasferiti a Swisshearts il 6 maggio e ha difeso l’organizzazione del concerto. «Le numerose affermazioni diffuse oggi sono false», ha spiegato, sostenendo che la cifra di 150 mila franchi «è totalmente inventata. Avremmo adorato raccogliere 150 mila franchi svizzeri, ma siamo ben lontani da questo importo».

