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Delmastro e le chat con Mauro Caroccia, cosa cercano i pm di Roma su Bisteccheria e riciclaggio per il boss Senese. La richiesta alla Camera

27 Maggio 2026 - 11:28 Giovanni Ruggiero
caso-delmastro-interrogatorio-caroccia
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Secondo i pm di Roma, il ristoratore usava il suo ristorante per riciclare i soldi del boss Senese. Con Caroccia, l'ex sottosegretario alla Giustizia aveva aperto il ristorante, «Bisteccheria d'Italia» di cui era socio al 25%
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I magistrati della procura di Roma vogliono conoscere i messaggi scambiati tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, considerato prestanome del clan Senese. Come anticipato dal Corriere della Sera, la richiesta di autorizzazione è già stata inviata alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, passaggio obbligato perché il parlamentare di Fratelli d’Italia, pur non risultando indagato, è coperto dalle garanzie costituzionali. Il telefono di Caroccia, attualmente detenuto per scontare una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni, è già stato sequestrato nelle scorse settimane ed è al vaglio dei carabinieri del Nucleo investigativo. I pm starebbero inoltre valutando se acquisire agli atti anche il verbale dell’audizione che Delmastro ha reso in commissione Antimafia.

L’inchiesta sul clan Senese e il ruolo della Bisteccheria d’Italia

Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, Caroccia avrebbe continuato a favorire il riciclaggio del boss camorrista Michele Senese anche attraverso la nuova attività, dopo il sequestro della catena «Da Baffo» avvenuto nel 2020. All’epoca erano finiti sotto sigilli i locali «Baffo 2018», «Baffo 2 Fish» e «Baffolona Burger», ritenuti veicoli per ripulire i capitali della famiglia che, come ricorda Repubblica nella ricostruzione firmata da Andrea Ossino, da decenni controlla buona parte delle dinamiche criminali della capitale. L’attuale filone d’indagine prende il via dopo la sentenza d’Appello del gennaio 2025, quando arriva la condanna a quattro anni. Negli interrogatori, Caroccia padre e la figlia hanno descritto l’ex sottosegretario come «un benefattore» che li avrebbe aiutati «in un momento di difficoltà». Sul ristoratore pende anche un’inchiesta per bancarotta fraudolenta legata a un altro locale.

La società di Biella, i soci di FdI e la difesa di Delmastro in Antimafia

Il punto di contatto tra Delmastro e Caroccia è «Le 5 Forchette Srl», la società con sede a Biella, registrata nello studio del commercialista e assessore comunale Amedeo Pareggio, in quota Fratelli d’Italia. Nella compagine societaria, oltre al parlamentare socio al 25%, figuravano la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, altri amministratori locali e l’imprenditrice Donatella Pelle, mentre come amministratrice unica risultava la diciottenne Miriam Caroccia, figlia di Mauro. La vicenda è esplosa quando Il Fatto Quotidiano ha pubblicato le foto delle cene a tavola con politici e funzionari del Dap, costringendo Delmastro a lasciare il sottosegretariato e gli altri soci a rinunciare agli incarichi pubblici. Ascoltato in commissione Antimafia, l’ex sottosegretario ha sostenuto di non aver mai cercato il nome del socio su Google e di non essere stato avvisato neanche dal servizio di sicurezza. «Si sono dimessi tutti per quanto non indagati – ha detto Delmastro in commissione – Ho sempre chiesto rigore morale e lo stesso rigore lo devo pretendere per me stesso e i miei amici»».

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