Panetta: «Intelligenza artificiale leva decisiva». Ma lancia un allarme: «Con la guerra rischio inflazione al 6%».

«La tecnologia sarà il terreno decisivo» della sfida che è di fronte all’economia italiana, perché «intelligenza artificiale, robotica e altre innovazioni stanno ridisegnando i processi produttivi». Così il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nelle sue «Considerazioni generali» presentate oggi in occasione della Relazione annuale relativa all’esercizio 2025. Il documento offre una panoramica dettagliata sullo stato di salute della finanza pubblica, del sistema bancario e delle sfide tecnologiche e ambientali che attendono il Paese. Un discorso realista quello di Panetta che vede due insidie per l’economia italiana: la Guerra del Golfo «che ha indebolito prospettive già fragili» e l’invecchiamento della popolazione che «rende indispensabile aumentare il contributo di ogni lavoratore e di ogni impresa».
L’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale «è già entrata negli andamenti macroeconomici» e sta «ridefinendo il modo in cui si produce si lavora e si prendono decisioni. La diffusione procede più rapidamente che nelle precedenti rivoluzioni tecnologiche». Secondo Panetta però l’Europa deve accelerare, perchè l’IA è diffusa, ma rimane in mano di pochi: «Cinque grandi aziende statunitensi detengono circa tre quarti della capacità di calcolo mondiale», ma la Cina «sta rapidamente riducendo il divario, mentre l’Europa rimane in ritardo». Necessario quindi «l’intervento pubblico» per «accompagnare questa trasformazione».
Il circolo vizioso
La rivoluzione tecnologica non sarà priva di costi e «i benefici potrebbero concentrarsi su chi possiede competenze più elevate, accentuando le diseguaglianze». C’è un modo per evitarlo, secondo Panetta: «Investire nella formazione delle persone». Un punto su cui l’Italia non è un esempio virtuoso, anzi. Il governatore della Banca d’Italia parla di un «circolo vizioso», ammonendo la gestione dell’economia del nostro Paese. In Italia, infatti, la spesa pubblica in istruzione «è oggi un punto di Pil inferiore alla media europea». Per spezzare il circolo vizioso bisogna agire su entrambi i lati: imprese spinte a innovare e un sistema formativo capace di preparare persone «con una preparazione elevata e capaci di interagire con l’intelligenza artificiale».
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Se l’intelligenza artificiale è vista da Panetta come il motore per l’innovazione, non si può non considerare il contesto internazionale in cui siamo immersi. Le prospettive non sono buone. Come sottolineato nel suo discorso, Panetta lancia l’allarme: «Secondo le proiezioni della Bce di marzo, nello scenario di base, in cui lo shock energetico verrebbe rapidamente riassorbito. L’inflazione aumenterebbe al 2,6 per cento nel 2026 e tornerebbe successivamente all’obiettivo. Negli scenari più sfavorevoli un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente un punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27. L’inflazione potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento».

