Enrico Ruggeri e le polemiche sul concerto a Codogno per le sue posizioni sul Covid: «Tranquilli, non farò comizi no-vax»

«A Codogno possano stare tranquilli, non farò comizi no-vax». Con queste parole, affidate a Instagram, Enrico Ruggeri prova a smorzare le polemiche nate attorno alla sua partecipazione alla notte bianca della città lodigiana, in programma il 4 luglio. «Quando sono sul palco suono e, al massimo, presento qualche brano (comunque l’aria che tira è preoccupante)», scrive sui social l’artista. Aggiungendo nelle storie un’ulteriore, emblematica, parola: censura. La sua presenza a Codogno, città simbolo della prima fase della pandemia da Covid-19, ha suscitato perplessità legate alle posizioni espresse in passato dal cantante durante l’emergenza sanitaria.
Le polemiche
La capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, Maria Cristina Baggi, ha infatti richiamato alcune posizioni espresse dal cantante su vaccini e Green pass. Sottolineando come tali convinzioni siano state ribadite anche di recente. «Non si tratta di opinioni superate – ha osservato – ma di posizioni che l’artista non ha mai preso realmente le distanze». Nel suo intervento, Baggi ha poi posto una questione di coerenza istituzionale. «Se la memoria del Covid viene invocata per negare il patrocinio ad alcuni eventi – dichiara la dem -, non può essere dimenticata quando si scelgono gli ospiti delle manifestazioni cittadine». E ancora: «Quando la coerenza lascia spazio all’opportunità, il problema non riguarda più chi viene invitato, ma la credibilità delle scelte di chi governa la città».
La replica del sindaco di Codogno
Non si è fatta attendere la replica del sindaco di centrodestra Francesco Passerini, che ha difeso la scelta organizzativa e la partecipazione dell’artista. «Non credo sia necessario spiegare alla consigliera la differenza tra un dibattito politico e un concerto di uno dei più grandi interpreti della musica italiana», ha affermato. Per il primo cittadino, infatti, la presenza sul palco non avrebbe alcuna valenza ideologica. «L’arte, come lo sport, non dovrebbe essere sottoposta a censure, come invece sembrerebbe auspicare il Partito democratico contestando la presenza di Ruggeri a Codogno».
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Le posizioni del cantante
Pochi giorni fa, come ricorda il Corriere della Sera, Ruggeri aveva affidato ai propri canali social un video in cui rivendicava in modo più ampio il proprio ruolo nel dibattito pubblico. Sostenendo di aver scelto di esporsi su temi controversi «rischiando grosso» e senza timore di risultare impopolare. Tra gli esempi citati, anche la pandemia: «Vi ricordo che nel 2020 mi sono schierato eccome, quando, primo e unico all’inizio, dissi che la vicenda Covid era una vicenda indotta, pilotata e non credibile. Non voglio dire che avessi ragione o torto, ma questa era la mia battaglia», affermava il cantante nel video, aggiungendo di aver pagato un prezzo elevato in termini professionali: «Ho perso tutto dal punto di vista di lavori, ingaggi, partecipazioni e mi hanno coperto di insulti».
Già in passato, inoltre, in un’intervista al Messaggero in occasione del suo compleanno, il musicista aveva tracciato un bilancio della propria carriera e delle sue posizioni pubbliche. Alla domanda sulla propria adesione all’antifascismo, aveva dichiarato che l’unica «dittatura» da lui vissuta sarebbe stata quella del «lockdown». Una frase che aveva suscitato ulteriori polemiche.
Foto copertina: ANSA/ANGELO CARCONI | Enrico Ruggeri durante la finale della trasmissione televisiva Rai ”Canzonissima” condotta da Milly Carlucci, Roma, 25 aprile 2026

