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Sanremo 2027: al posto della serata delle cover una per decidere chi mandare all’Eurovision. Ma a che prezzo?

01 Giugno 2026 - 15:20 Gabriele Fazio
demartino
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Le major avrebbero accolto l'idea con entusiasmo, promettendo in cambio la possibilità di portare all'Ariston i nomi più popolari
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Ancora non è cominciata l’estate, dato l’approccio alle ultime edizioni qualcuno più cattivello potrebbe dire che ancora non sono diventati virali i brani grazie ai quali qualcuno si guadagnerà uno slot nella lista dei big, che già ci ritroviamo a parlare di Sanremo 2027. Questo perché, fondamentalmente, da questo cambio della guardia al timone, dal conduttore classico alla Carlo Conti al nuovo che avanza come Stefano De Martino, tutti si aspettano che il Festivàl venga rispolverato e reso il più possibile conforme a ciò che succede nella musica vera. I meno tradizionalisti infatti avranno avuto un sussulto di gioia, per esempio, incrociando il neo direttore artistico e conduttore di Sanremo tra i ragazzi del MiAmi, il più importante festival italiano di musica indipendente, forse alla ricerca di qualche volto nuovo per il suo esordio sullo scranno più importante della stagione televisiva italiana.

Le ultime indiscrezioni

Ma se oggi torniamo a parlare con così largo anticipo di Sanremo 2027 è perché sono uscite due indiscrezioni riguardo i piani che De Martino potrebbe avere in testa per il suo Festival. Secondo l’agenzia Adnkronos, infatti, il nuovo nome di punta della tv di Stato accoglierebbe (ed era ora) la richiesta arrivata da più parti di diminuire il numero di cantanti in gara, per lasciare spazio a più ospitate e momenti di spettacolo. Leggiamo che il ballerino vorrebbe assestarsi su 24-26 nomi, che sono sempre un’enormità, ma anche, perlomeno, un passo in avanti. Tutti calcoli che, comunque, prendendo in considerazione ciò che sappiamo, ciò che è stato raccontato o si vocifera nei corridoi Rai, è inutile farsi oggi senza che De Martino abbia ancora fatto il giro delle sette chiese, ovvero le major, per capire cosa abbiano intenzione o la possibilità di proporgli.

Sanreurovision

A proposito di major, pare che siano tutte ben liete invece di accogliere una novità, rivoluzionaria, riguardo il nuovo Festival di Sanremo. Secondo Dagospia, De Martino vorrebbe sostituire la serata dei duetti del venerdì con una serata dedicata all’Eurovision Song Contest, con i seguenti termini: i big in gara saranno invitati a presentare un arrangiamento del brano con cui gareggiano in una non ben definita “versione Eurovision”. Quindi, immaginiamo, una versione del pezzo di massimo due minuti e più incline al pop commerciale internazionale. Chi vincerà la serata rappresenterà l’Italia al prossimo Eurovision.

Il nuovo premio

L’idea, è evidente, nasce dalla nuova necessità, in conformità con il nuovo successo di una manifestazione fino a pochi anni fa del tutto snobbata da pubblico e Rai, di mandare artisti particolarmente adatti a quel contesto. Già da tempo, ve lo sveliamo, i giornalisti musicali discutono (e, sottobanco, propongono) il conio di un premio ad hoc, il problema si è materializzato in maniera più evidente nel 2025, quando Olly ha rinunciato all’ESC e, da classifica, l’invito è finito nella mani di Lucio Corsi, cantautore straordinario che però molti ritenevano non adatto al contesto internazionale. Molti, anche sui social, hanno richiesto a gran voce che venisse presa in considerazione la possibilità di mandare Elodie con Dimenticarsi alle 7, i The Kolors con Tu con chi fai l’amore, Rose Villain con Fuorilegge o (soprattutto) Gaia con Chiamo io chiami tu. Voci che si sono unite a quelle di chi, semplicemente, chiede che l’Eurovision tagli questo cordone ombelicale con Sanremo.

Ma la Rai scelse di proseguire sulla solita strada, quella che, per quanto riguarda l’ESC, segue la classifica finale del Festival. Ecco, le major, che sono assolute protagoniste del mercato pop commerciale italiano, come trovata pare la vedano molto bene. Naturale: perché sanno benissimo che artisti di un certo calibro con canzoni di un certo calibro non partecipano al Festival per vincere ma solo per la promozione di futuri album o futuri eventi live, il fatto che oltre alla visibilità potrebbero guadagnarci anche un posto in una manifestazione con una tale esposizione, è chiaro che gli faccia parecchia gola.

Il rischio di un Sanremo in stile Festivalbar

Certo, per De Martino significherebbe anche prendersi la responsabilità di tagliare quella che è senza alcun dubbio la serata più divertente della settimana sanremese, quella delle cover, sempre più utile per spezzare la monotonia delle serate precedenti, rese ormai un’interminabile e anonima epopea televisiva, data l’inutile valanga di canzoni proposte da Amadeus e Conti fino a notte inoltrata. Ma se poi le major, in cambio, come parrebbe, ti mandano al Festival i loro big più sbrilluccicanti, anche loro magari tentati dalla possibilità di un passaggio in eurovisione, forse potrebbe valerne la pena. Certo, questo potrebbe avere anche un deprimente risvolto della medaglia: Stefano De Martino potrebbe lasciarsi ingolosire da nomi più grossi e ripetere un altro Sanremo in stile Festivalbar, quindi: nomi grossi, grossi ascolti, pochissima sostanza. Speriamo qualcuno (Fabrizio Ferraguzzo?) lo convinca a trovare, perlomeno, un compromesso.

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