Cos’è il “miele dello sballo” che ha ridotto in fin di vita un 17enne a Napoli: come si assume e quali rischi comporta

Lo chiamano “miele dello sballo” ma non ha niente a che fare con il nettare prodotto dalle api. Si tratta piuttosto di estratti ottenuti dalla pianta della cannabis attraverso processi chimici che permettono di isolare e concentrare i cannabinoidi. Il risultato è una sostanza che può contenere concentrazioni di THC diverse volte superiori rispetto alla marijuana tradizionale, con effetti più intensi e un rischio maggiore di intossicazione. L’ultimo caso di cronaca sul “miele dello sballo” arriva da Arzano, in provincia di Napoli, dove un ragazzo di 17 anni è ricoverato in rianimazione in prognosi riservata e altri due giovani sono finiti in ospedale dopo aver assunto questa sostanza acquistata online. Il barattolo incriminato è stato sequestrato dai carabinieri.
Che cos’è il miele dello sballo
Con l’espressione “miele dello sballo” si indicano generalmente prodotti derivati dalla cannabis noti anche come honey oil, wax, dab o Butane Hash Oil (BHO). Il nome deriva dall’aspetto: la sostanza si presenta come una massa viscosa, ambrata e appiccicosa che ricorda il miele prodotto dalle api. Non si tratta di una “nuova” droga: già da alcuni anni questo prodotto si è diffuso e viene venduto soprattutto online.
Perché è più potente della marijuana
Il miele dello sballo è a base di cannabis, ma c’è una importante differenza rispetto alla marijuana tradizionale: la concentrazione di THC, il composto responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis. La marijuana tradizionale in genere contiene tra il 10% e il 25% di THC, anche se alcune varietà particolarmente selezionate possono arrivare intorno al 30 per cento. Nel caso di Wax, honey oil e altri estratti concentrati, invece, il tasso di THC è tra il 60% e il 90 cento.
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Proprio questa elevata concentrazione rende gli effetti più intensi e meno prevedibili, soprattutto nei consumatori più giovani. E poi c’è il fattore “mercato nero”: i prodotti vengono acquistati attraverso canali non controllati, e quindi non esistono garanzie sulla loro composizione effettiva o sull’eventuale presenza di solventi residui utilizzati durante la produzione.
Gli effetti e i rischi
Tra gli effetti segnalati dagli esperti ci sono alterazioni della percezione, disorientamento, perdita di coordinazione, crisi d’ansia, paranoia, allucinazioni e, nei casi più gravi, sintomi psicotici e problemi respiratori. Secondo le ricostruzioni sul caso di Arzano, il 17enne avrebbe manifestato proprio una grave crisi respiratoria dopo l’assunzione della sostanza. Al momento non è chiato come i tre ragazzi di Napoli abbiano assunto questa sostanza.
il metodo di consumo più comune del cosiddetto “miele dello sballo” è il dabbing, ossia l’inalazione di una piccola quantità di prodotto che viene appoggiata su una superficie metallica molto calda: il vapore così prodotto viene inalato attraverso strumenti simili a pipe o bong modificati. Ma esistono anche altri modi di consumo: i vaporizzatori o le sigarette elettroniche “modificate” o la miscelazione con cannabis tradizionale da fumare.
I precedenti in Italia
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, negli ultimi anni in Italia sono stati segnalati ricoveri e interventi sanitari legati all’assunzione di derivati della cannabis ad alta concentrazione di THC, anche se non esistono dati nazionali che consentano di distinguere con precisione quanti casi siano attribuibili specificamente al miele dello sballo.
Negli ultimi due anni le forze dell’ordine hanno inoltre effettuato diversi sequestri di questo tipo di sostanze. A maggio 2026, per esempio, la Squadra Mobile di Siracusa ha arrestato un uomo trovato in possesso di circa 30 grammi di “miele”, descritto dagli investigatori come una resina di cannabis ad alta concentrazione di principio attivo.

