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La «svastica» nella scuola ucraina è un simbolo solare tradizionale, presente anche nella cultura russa

02 Giugno 2026 - 13:01 David Puente
Durante un flashmob per la Giornata della Vyshyvanka gli studenti hanno composto una svarga, antico simbolo del fuoco nel ricamo popolare ucraino. L'immagine diffusa dai canali filorussi è stata ribaltata e privata del contesto
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Circola la foto di un gruppo di studenti schierati nel cortile di una scuola ucraina, l’Istituto Tecnico Professionale di Vinnytsia. La didascalia sostiene che i ragazzi avrebbero formato una «svastica nazista», presentandolo come prova che l’Ucraina insegnerebbe il nazismo a scuola. L’immagine virale è specchiata orizzontalmente e la figura composta dagli studenti è una сварга (svarga), antico simbolo solare del ricamo popolare ucraino (almeno dal 1876), realizzata durante un flashmob per la Giornata della Vyshyvanka.

Per chi ha fretta

  • L’immagine virale è specchiata orizzontalmente. La targa fissa della «panchina rossa», il tombino e la tettoia metallica risultano sul lato opposto rispetto alle foto autentiche pubblicate dalla scuola.
  • Le riprese dall’alto, diffuse dalla stessa scuola, mostrano un flashmob per la Giornata della Vyshyvanka, dove gli studenti compongono in sequenza simboli tradizionali del ricamo ucraino, come il sole, la croce, la stella, la «danza storta» e una сварга (svarga), simbolo solare.
  • La svarga è un antico simbolo solare, documentato nel ricamo popolare ucraino almeno dal 1876, decenni prima del nazismo. Non è l’emblema del Terzo Reich.
  • La svarga è presente anche nella cultura russa, come riportato dalla Grande Enciclopedia Russa (enciclopedia statale della Federazione russa) e dai numerosi ricami tipici russi.
  • Aggiornamento: l’immagine è stata condivisa in origine da un canale Telegram dove, come dichiarato nella propria biografia, «tutti i personaggi, le situazioni e le formulazioni sono immaginari o iperbolizzati a scopo umoristico e di commento sociale».
  • Dal canale Youtube dell’istituto è presente la registrazione del flashmob, ma della svarga non c’è traccia.

La narrazione virale

La foto viene condivisa in italiano con la seguente narrazione: «A Vinnitsa, i bambini ucraini nazisti si allineano nel cortile della scuola formando una svastica nazista, dimostrando al mondo intero che l’Ucraina è una cloaca nazista, dove il nazismo è la dottrina di stato ufficiale, che viene inculcata nelle teste vuote dei bambini sin dalla tenera età. E poi questi mostri si lamentano con tutto il mondo, dicendo che i cattivi russi li offendono, perché ostacolano il loro essere nazisti, impediscono loro di uccidere tranquillamente i russi, seminare odio e dedicarsi al terrorismo».

Il testo in italiano e l’immagine risultano prelevati dal canale Telegram del filorusso Nicolai Lilin, già noto per la diffusione di false notizie pro Cremlino.

Il contesto reale

La scena si svolge nel cortile del Collegio tecnico professionale di Vinnycja (Вінницький технічний фаховий коледж). La scuola ha documentato l’evento sul proprio sito e sul proprio profilo Instagram, riportando un flashmob per la Giornata della Vyshyvanka, la festa della camicia ricamata tradizionale ucraina.

Nel sito della scuola si legge che, in movimento continuo, gli studenti hanno riprodotto a turno i tradizionali «simboli del fuoco» del ricamo ucraino: la «danza storta» (кривий танець), il sole, la croce, la stella, il «tre-corni» (триріг) e una «динамічна сварга», cioè una svarga dinamica. È, per ammissione degli stessi organizzatori, un repertorio etnografico di simboli popolari, non iconografia nazista.

Le riprese dall’alto mostrano studenti in cerchio, lunghi asciugamani rituali ricamati (rushnyky) tenuti come stendardi e, al centro dell’aiuola, la siepe modellata a forma di tridente, lo stemma nazionale ucraino. Vista dall’alto, la scena è una festa di danze e simboli popolari.

Come la propaganda ha usato l’immagine

L’immagine originale è stata modificata.

Confrontando il fotogramma virale con le foto autentiche del cortile pubblicate dalla scuola, tutti gli elementi fissi risultano invertiti. Ad esempio, la «panchina rossa», il tombino e la tettoia metallica si trovano sul lato opposto. Non è una rotazione, ma un ribaltamento orizzontale, come allo specchio.

Un elemento visibile è sicuramente la panchina, dove non vi è appoggiato un semplice foglio, ma una targa informativa fissa con QR code, montata in modo permanente sulla sinistra. Qualunque immagine mostri la targa sul lato sbagliato è, necessariamente, specchiata.

Riflettendo le immagini diffuse dalla propaganda filorussa il simbolo risulta anch’esso riflesso. Non è un dettaglio da poco, perché la svarga solare tradizionale e la svastica nazista si distinguono proprio per il verso dei bracci e per l’inclinazione. Ed è qui che lo “specchio” può far somigliare l’uno all’altro.

La svarga non è l’emblema nazista

La “svarga“, il nome slavo del simbolo svastiforme, è un antico segno solare e del fuoco, diffuso in moltissime culture e più antico del nazismo di millenni. Nel ricamo popolare ucraino è documentato da tempo. Di fatto, già nel 1876, nel primo studio sistematico dell’ornamento ucraino, l’etnografa Olena Pchilka catalogava tra i motivi tradizionali anche svastiche e «danze curvilinee». Il nazismo, all’epoca, non esisteva.

Sebbene sia noto come un simbolo controverso, non significa che stiano compiendo «apologia del nazismo». Nel contesto dichiarato dalla scuola, e come riportato storicamente in Ucraina ben prima della nascita del nazismo, è uno dei tanti simboli solari del ricamo, accanto a sole, croce e stella.

C’è da dire, inoltre, che il 1876 è l’anno dell’Ems Ukaz, il decreto con cui l’impero russo vietava la stampa in ucraino. Pchilka pubblicò l’opera “Ornamenti popolari ucraini” proprio come atto di preservazione dell’identità ucraina contro la russificazione. Pertanto, il simbolo che oggi la propaganda russa usa per dire “nazisti” è documentato in un libro nato per difendere la cultura ucraina dall’impero russo.

Il simbolo è presente anche nella cultura russa

La Grande Enciclopedia Russa (Большая российская энциклопедия), ovvero l’enciclopedia di Stato della Federazione Russa, riconosce la svastica come ornamento tradizionale russo (archiviato qui). Nella parte conclusiva del testo si precisa che il simbolo è stato successivamente associato al nazismo tedesco.

L’enciclopedia riporta come esempio un ricamo su un asciugamano di Vologda.

Un ulteriore documento (archiviato qui), intitolato “I motivi della svastica nella tessitura del Nord della Russia” (“Мотивы свастики в ткачестве Русского Севера”), analizza il profondo significato culturale e l’uso decorativo della svastica nel folklore del Nord della Russia, descrivendola come un antico simbolo solare legato alla fortuna e alla protezione.

L’autrice è Anna Bednarchik (Анна Беднарчик), un’insegnante (педагог) presso la Scuola infantile di artigianato popolare (Детской школы народных ремёсел) della città di Arcangelo / Arkhangelsk (г. Архангельск), la quale descrive il simbolo come un elemento centrale dell’ornamentazione tessile russa fino alla metà del XX secolo. Di seguito, l’immagine del simbolo proveniente dal villaggio di Konevo, distretto di Plesetsk.

Nel documento ci sono numerosi esempi, come questo asciugamano del distretto di Krasnoborsky (Russia).

Conclusioni

La foto degli studenti ucraini che «formano una svastica» è specchiata e decontestualizzata. La figura che compongono è una svarga, antico simbolo solare del ricamo tradizionale ucraino, realizzata durante un flashmob per la Giornata della Vyshyvanka insieme a sole, croce, stella e alla «danza storta». Non è una svastica nazista, e non è la prova di alcuna «dottrina di Stato», bensì è folklore ripulito dal suo contesto da parte della propaganda russa.

Aggiornamenti

3 giugno 2026 ore 10:46

Dopo la pubblicazione di questo articolo, diversi utenti hanno sostenuto che la foto specchiata sarebbe stata pubblicata dalla scuola stessa nei propri canali, e che dunque non vi sarebbe stata alcuna manipolazione esterna. A sostegno di questa narrazione, Stefano Orsi ha pubblicato un post Facebook il 2 giugno 2026 in cui scrive: «Piccolo dettaglio: la foto è già specchiata nella fonte originale, ossia la pagina Google dell’istituto, ed è stata ripresa così com’era».

Nel post viene condiviso uno screenshot della pagina Google del Vinnytsia Technical College, dove effettivamente compare lo scatto specchiato nella galleria fotografica.

L’affermazione, però, non regge. Scorrendo la galleria, si scopre che lo scatto non è stato caricato dall’istituto, ma da un utente esterno di nome “Kim Chenin“, nel mese di giugno 2026.

Non si trova nella sezione “Dal proprietario“, dove compaiono le foto pubblicate dall’istituto stesso, ma nella galleria “Tutte“, che raccoglie anche le immagini caricate da qualsiasi utente. Su Google Maps, chiunque abbia un account può aggiungere foto alla scheda di un’attività e trovarle lì non significa che siano state pubblicate dal titolare.

C’è poi la cronologia, che chiude la questione. L’evento risale al 21 maggio 2026, mentre lo scatto specchiato circolava già il 31 maggio 2026 su canali Telegram come “Positronic Political Memes” (@postironicpol). Il caricamento di “Kim Chenin” sulla pagina Google è di giugno 2026, ovvero successivo, non precedente. La pagina Google dell’istituto, dunque, non è la «fonte originale» ed è uno dei tanti luoghi dove l’immagine già manipolata è stata ripubblicata.

L’affermazione di Orsi secondo cui «la foto è già specchiata nella fonte originale, ossia la pagina Google dell’istituto, ed è stata ripresa così com’era» è, di fatto, priva di fondamento.

Segnaliamo che il canale Telegram “Positronic Political Memes” dichiara la seguente biografia in un post del 18 febbraio 2026: «Questo canale è una piattaforma per satira, post-ironia e battute artistiche. Tutti i personaggi, le situazioni e le formulazioni sono immaginari o iperbolizzati a scopo umoristico e di commento sociale. Non incitiamo alla violenza, alla discriminazione né alla violazione della legge. Qualsiasi somiglianza con persone o eventi reali è casuale o fa parte del genere satirico. I contenuti del canale non costituiscono notizie, informazioni ufficiali né la posizione di una redazione o di un’organizzazione».

C’è da dire, infine, che il video del flashmob risulta pubblicato nel canale Youtube dell’istituto e la rappresentazione contestata dagli utenti non risulta.

3 giugno 2026 ore 23:16

Il 2 giugno 2026, alle ore 15 (come riportato nel codice HTML del sito), l’Istituto Tecnico Professionale di Vinnytsia ha pubblicato un comunicato in lingua ucraina in cui afferma che le immagini diffuse sui social network sarebbero false, presumibilmente generate con l’intelligenza artificiale, e attribuisce la loro creazione ai servizi segreti russi con l’obiettivo di screditare l’evento della Giornata della Vyshyvanka.

Il comunicato riporta il verbo ucraino «припускаємо» che tradotto correttamente equivale a «presumiamo» o «ipotizziamo». Pertanto, la scuola indica un’ipotesi, non una conclusione tecnica o una perizia sull’immagine. C’è da ricordare, inoltre, che sui social circola una seconda immagine ripresa da un’altra angolazione, dove anche in questo caso coincidono le macchie nel terreno con tutte le altre foto.

Nel frattempo, sono emersi nuovi elementi che rafforzano la ricostruzione pubblicata in questo articolo.

La scuola ha rimosso il video originale dal proprio canale YouTube e ne ha caricato uno nuovo, presumibilmente realizzato da una televisione locale.

In questo secondo video, i ragazzi sono visibilmente disposti a formare un «+» (uno dei sei simboli del flashmob documentati nel nostro articolo) dopo aver percorso in forma circolare (nel cerchio disegnato a terra), confermando che l’evento prevedeva una sequenza di formazioni diverse.

La tredicesima foto del carosello pubblicato dalla scuola sul proprio profilo Instagram, scattata da un’angolazione a terra anziché dall’alto, mostra i ragazzi in una posizione corrispondente alla svarga.

Grazie al secondo video, è possibile riscontrare il momento precedente alla formazione ripresa nelle foto del carosello. Infatti, i ragazzi risultano posizionati nella stessa posizione.

Un confronto tra questa foto, il video ufficiale e le immagini virali ha rivelato che i materiali pubblicati dalla scuola sono coerenti tra loro, ma le posizioni dei singoli studenti non coincidono con quelle nelle immagini virali specchiate e decontestualizzate.

Sui social circolano inoltre due versioni delle immagini virali riprese da angolazioni diverse, dove in entrambe coincidono le macchie nel terreno e la disposizione degli studenti. Ribadiamo che la posizione di questi ultimi non coincidono con le immagini ufficiali pubblicate dalla scuola, ma ci porta a notare un ulteriore elemento. Quest’ultimo riguarda la presenza di una docente visibile nelle immagini virali mentre cammina tra i ragazzi, assente nel video ufficiale.

Questo dato indica che le immagini virali non sono schermate dei materiali pubblicati dalla scuola, ma documentano un momento diverso. Verosimilmente, il momento dello scatto delle immagini virali potrebbe essere una fase di prova o coordinamento della coreografia, non presente nei materiali ufficiali dell’istituto. Prove che vengono mostrate e documentate nel servizio televisivo, dove viene intervistato un giovane e alcune persone risultano sedute nella panchina.

Per questi motivi, il fact-check rimane invariato.

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