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Due spicci, Zerocalcare risponde alle polemiche sui compensi: «Mi dispiace che non mi abbiano visto come un alleato» – Il video

02 Giugno 2026 - 13:03 Anna Clarissa Mendi
Il fumettista ha replicato con un filmato su Instagram alle accuse relative alla retribuzione degli animatori coinvolti nella serie Netflix: «Non ho informazioni sui contratti, io sono l'autore»
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«Ciao, scusate, è un video banale che dice cose scontate, ma visto quanto è montata la polemica in questi giorni mi sembra che di scontato non ci sia più nulla». Con queste parole, accompagnate da un filmato animato, Zerocalcare interviene sulla polemica relativa alle retribuzioni degli animatori coinvolti nella sua serie Netflix Due spicci. Nel filmato, l’autore spiega di non avere accesso diretto alle informazioni sui contratti delle numerose persone che collaborano alla produzione e sottolinea come, nei giorni precedenti alla controversia, nessuno lo abbia contattato per segnalare eventuali criticità. «Mi pare abbastanza evidente che io sono l’autore della serie, vuol dire che io faccio la parte creativa, scrivo la storia, disegno i personaggi, doppio le voci, non so io che assumo, decido o pago chi lavora la produzione. Non ho proprio accesso a quelle informazioni», esordisce il fumettista. «Io le due o tre volte che ho incontrato qualcuno – prosegue -, nessuno mi ha mai esposto una lamentela o detto che lavoravano in una situazione critica».

«Mi dispiace che non hanno pensato che io potevo essere un alleato»

Nel video, Zero critica anche le modalità con cui la vicenda è emersa pubblicamente: «Mi dispiace che non hanno pensato che io potevo essere un alleato», afferma, lamentando di essere stato coinvolto in accuse diffuse attraverso i social e rilanciate nel dibattito mediatico senza un confronto diretto. Pur senza entrare nel merito tecnico delle singole situazioni contrattuali, l’autore riconosce che molte delle questioni riguardano non solo l’animazione, ma più in generale il mercato del lavoro. Alla fine del video il fumettista si dice comunque «a disposizione» per risolvere eventuali problemi e parlare pubblicamente dei contratti di collaborazione nel suo settore.

Da dove nasce la polemica?

La vicenda ha avuto origine da alcune segnalazioni anonime attribuite a presunti collaboratori della serie tv. Secondo queste testimonianze, i lavoratori avrebbero percepito compensi considerati troppo bassi, sarebbero stati sottoposti agli stessi orari dei dipendenti pur operando con partita Iva e avrebbero dovuto sostenere carichi di lavoro superiori a quelli concordati. Le accuse riguardano Movimenti Production, la società che ha realizzato la serie, la quale ha respinto ogni contestazione. 

Le testimonianze erano state inizialmente pubblicate sulla pagina Instagram dell’Unione Italiana Animatori (UN!TA), per poi essere rimosse. Sulla vicenda è intervenuto anche dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri che, dopo aver letto l’articolo del Giornale intitolato “La produzione di Zerocalcare paga ‘due spicci’ i lavoratori”, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione al ministero del Lavoro per «verificare il rispetto dei trattamenti economici e delle tutele normative previsti per i collaboratori coinvolti».

Foto copertina: ANSA/TINO ROMANO | Zerocalcare al Salone del Libro, Torino, 16 maggio 2026

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