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Cavalli in fuga sulla Colombo, indagato il vigile urbano che accese i fuochi

03 Giugno 2026 - 22:26 Alba Romano
fuga cavalli vigili
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Gli animali, ingaggiati per la parata del 2 giugno, scapparono per le vie di Roma seminando il panico e causando danni alle auto. Arrivano le prime richieste di risarcimento
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C’è un primo indagato nell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sulla fuga di una trentina di cavalli avvenuta al termine delle prove della parata del 2 Giugno lungo via Cristoforo Colombo. Si tratta di un agente della Polizia Locale di Roma Capitale, accusato di aver acceso alcuni fuochi d’artificio che avrebbero provocato il panico tra gli animali, poi lanciatisi in una corsa incontrollata tra le auto in transito.

I magistrati di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, contestano al vigile i reati di lesioni colpose e accensioni ed esplosioni pericolose aggravate. Nella notte tra venerdì e sabato una serie di botti avrebbe spaventato i cavalli impiegati nelle prove della sfilata militare. Nel caos che ne è seguito sono rimaste ferite quattro persone: tre militari dei Lancieri di Montebello e una poliziotta di 29 anni.

Il caso

Le indagini, affidate ai carabinieri della Compagnia Roma Centro e alla stessa Polizia Locale, hanno già portato alla trasmissione di una prima informativa in Procura. Sul fronte disciplinare, il Comando della Polizia Locale ha adottato i primi provvedimenti cautelari, escludendo i quattro agenti coinvolti dai servizi operativi sul territorio e dalla partecipazione alla parata del 2 Giugno. Il comandante della Polizia Locale, Mario De Sclavis, ha spiegato che l’accensione di fuochi d’artificio durante le prove sarebbe una pratica ripetuta negli anni, come dimostrerebbero alcuni video risalenti al 2021 e al 2022. Pur parlando di una consuetudine, De Sclavis ha definito il comportamento degli agenti «sciocco» e frutto di «ingenuità».

I nodi ancora da sciogliere: i botti erano solo dei vigili?

Secondo quanto emerso finora, i petardi utilizzati non provenivano da materiale sequestrato ma da una batteria acquistata regolarmente. Gli investigatori stanno però verificando se le esplosioni che hanno causato la fuga degli animali siano state esclusivamente quelle riconducibili agli agenti. Da chiarire anche la distanza tra il punto di accensione dei fuochi e i cavalli, stimata tra i 150 e i 170 metri. Nel mentre sono già state avanzate le prime richieste di risarcimento per i danni subiti da automobilisti e proprietari di veicoli coinvolti nella fuga dei cavalli.