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Garlasco, Alberto Stasi ha venduto i diritti per una docu-serie da 500mila euro? L’avvocato De Rensis a Open: «Non mi risulta»

02 Luglio 2026 - 17:00 Cecilia Dardana
alberto stasi docu-serie
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Il legale dell'uomo condannato per l'omicidio di Chiara Poggi smentisce l'indiscrezione lanciata da Gabriele Parpiglia su un presunto accordo con la casa di produzione Groenlandia
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«Non mi risulta». L’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, liquida così con Open l’indiscrezione circolata nelle ultime ore sul suo assistito. Secondo una ricostruzione lanciata in esclusiva dal giornalista Gabriele Parpiglia, l’uomo condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco, e a cui oggi è stato concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali, avrebbe infatti venduto i diritti della propria storia a una casa di produzione per una docu-serie da oltre 500mila euro. Un’ipotesi che però la difesa smentisce a Open, raffreddando i rumors sul presunto accordo.

Il presunto accordo da mezzo milione

La notizia era stata diffusa da Parpiglia nella sua newsletter, secondo cui la casa di produzione Groenlandia avrebbe avviato lo sviluppo di una docu-serie incentrata interamente sulla figura di Stasi. Il progetto, sempre secondo le indiscrezioni rimaste per ore senza repliche prima della smentita della difesa a Open, non avrebbe previsto l’impiego di attori, ma sarebbe stato lo stesso Stasi a partecipare in prima persona davanti alle telecamere per raccontare la sua vicenda. Per questa partecipazione e per la cessione dei diritti, la cifra pattuita sul contratto si sarebbe aggirata intorno ai 500mila euro.

L’uscita nel 2028 per motivi giudiziari

L’eventuale uscita della docu-serie di Groenlandia non sarebbe stata comunque imminente. Secondo Parpiglia, nei piani distributivi l’orizzonte temporale sarebbe stato fissato al 2028. Una scelta, questa, legata alla complessa situazione giudiziaria che ruota attorno all’omicidio di Chiara Poggi e che vede oggi coinvolto Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, in un nuovo filone di indagine. Il 38enne è oggi iscritto nel registro degli indagati a seguito della riapertura del caso nel 2025.

Il film in programma

Il progetto di Groenlandia non sarebbe però l’unico in cantiere sul giallo di Garlasco. Parallelamente alla serie, la casa di produzione Colorado Film avrebbe infatti concluso le trattative per l’acquisizione dei diritti cinematografici del libro Il ragionevole dubbio di Garlasco, scritto da Stefano Vitelli, il magistrato che nel 2009 presiedette il tribunale che assolse Alberto Stasi in primo grado. L’adattamento per il grande schermo si concentrerebbe proprio sulla prospettiva della giustizia e sui dubbi procedurali di quella prima e poi ribaltata sentenza.

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