Le lunghe file per i bomboloni (o meglio krapfen) mangiati in cima sulle Dolomiti

Decine di milioni di visualizzazioni per un semplice bombolone. Succede in Val di Fassa, tra Col Rodella e Passo Sella, dove un krapfen gustato di fronte a uno dei panorami più suggestivi delle Dolomiti è diventato il contenuto perfetto per i social media. Un fenomeno che descrive una tendenza ormai consolidata: è sempre più spesso il cibo mostrato sugli schermi degli smartphone a dettare l’agenda e le mete delle vacanze. E così il punto rischia di diventare una meta overtourism.
Il caso della maxi-coda e la verità del rifugio
Le immagini della chilometrica fila di turisti in attesa al Friedrich August sul Col Rodella sono circolate ovunque sul web negli scorsi giorni, hanno subito scatenato il dibattito. La realtà dei fatti, tuttavia, è stata più banale del previsto. Dal rifugio spiegano a Rainews che la calca straordinaria è stata causata da un improvviso guasto tecnico: un blocco della linea internet verso le nove del mattino ha impedito la gestione dei pagamenti elettronici, paralizzando temporaneamente il servizio.
Dalla pandemia all’overtourism: com’è cambiato il flusso turistico
Al di là dell’inconveniente tecnico, l’episodio riflette una trasformazione profonda nel modo di vivere la montagna, specialmente durante la stagione estiva. Secondo i dati forniti dall’Azienda per il Turismo (APT) della Val di Fassa, il vero spartiacque è stato il periodo della pandemia. Da allora si è affacciata una nuova tipologia di clientela, con turisti “mordi e fuggi”, che hanno poca o nessuna familiarità con l’ambiente montano. Da due estati l’APT della Val di Fassa ha scelto di non collaborare più con creator e food blogger. Ma anche se si cerca di limitare il fenomeno in rete è un pullare di creators che raccontano il loro viaggio (anche di diverse ore) per arrivare in cima e degustare i famigerati dolci alla modica cifra di 3 euro.

