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Cortina, la stretta contro il turismo «cafone»: vietati pranzo a sacco e vestiti non adatti. Cosa prevede l’ordinanza del Comune

13 Agosto 2026 - 10:42 Alba Romano
«Ci sono situazioni di imbarazzo per la comunità, per i residenti e i nostri ospiti, segnali di un overtourism che non possiamo tollerare», ha spiegato l’assessore alla polizia locale e alla protezione civile Stefano Ghezze
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A Cortina d’Ampezzo il Comune prepara una stretta contro il turismo cafone. L’amministrazione ha annunciato un’ordinanza che dovrebbe entrare in vigore già oggi, dopo le segnalazioni di tende, persone che dormono sulle panchine e gruppi di turisti che bivaccano nel centro della località dolomitica. Nel mirino anche i camper che stazionano trasformando alcuni parcheggi in aree di campeggio improvvisate.

«Situazioni di imbarazzo»

«Ci sono situazioni di imbarazzo per la comunità, per i residenti e i nostri ospiti, segnali di un overtourism che non possiamo tollerare», ha spiegato l’assessore alla polizia locale e alla protezione civile Stefano Ghezze, annunciando che il provvedimento sarà sottoposto alla firma del sindaco Gianluca Lorenzi. L’obiettivo, ha precisato, non è limitare il turismo ma «regolamentare certi comportamenti», con particolare attenzione al centro cittadino.

Cosa prevede l’ordinanza

Tra le misure annunciate c’è il divieto di campeggio nel centro urbano in ogni sua forma. Non sarà consentito consumare cibo «al sacco» sugli edifici storici e sulle gradinate della basilica dei Santi Filippo e Giacomo. Il Comune intende introdurre anche indicazioni sull’uso di abbigliamento ritenuto poco adatto durante la passeggiata in Corso Italia.

I camper

Più complesso invece intervenire sui camper, per i quali, spiega Ghezze, le norme attuali non consentono al Comune di agire come vorrebbe. Le disposizioni dovrebbero rappresentare un primo intervento d’emergenza. Successivamente l’amministrazione intende modificare il regolamento di polizia locale, così da fornire agli agenti strumenti più efficaci per contrastare i comportamenti considerati «inurbani». «C’è chi ha una reale passione per la montagna e intende avvicinarsi con rispetto; c’è invece chi interpreta la vacanza in una maniera chiassosa, scomposta, talora irriverente», ha detto Ghezze.

Dai bivacchi al «turismo cafone»

La decisione arriva dopo una serie di episodi che hanno alimentato il dibattito sul cosiddetto «turismo cafone» a Cortina. Nei giorni scorsi erano già emersi casi di turisti che si erano spogliati in pieno centro e altri casi di comportamenti considerati irrispettosi nei confronti della località. Parallelamente, il Comune ha investito sul rafforzamento della polizia locale. Negli ultimi quattro anni sono state aumentate le dotazioni, è stato nominato un comandante, realizzata una nuova sede, acquistati nuovi veicoli e potenziato il sistema di videosorveglianza. L’obiettivo dell’amministrazione è ora trasformare queste nuove regole in uno strumento stabile per gestire l’afflusso turistico senza rinunciare alla vocazione della località.

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