Fioccano critiche sulla telecronaca di Adani, ma lo share premia la passione dell’ex calciatore che sta rivoluzionando il racconto sportivo

Alla fine della partita la voce è rauca, Lele Adani non ha retto a quel che ha combinato Messi in sette minuti, servendo due assist al bacio e ribaltando la semifinale del Mondiale ’26 contro l’Inghilterra. 40 anni fa Maradona ne servirono solo 4, sempre contro l’Inghilterra, in quella che fu la partita simbolo dell’intera carriera del numero dieci per eccellenza. Un passaggio ideale di consegne, dal cielo all’erba dell’Atlanta Stadium, in quella che potrebbe essere la penultima partita dell’unico giocatore dopo Maradona a farci venire il dubbio, perlomeno il dubbio, che Maradona potrebbe non essere il migliore di tutti i tempi palla al piede. Un incrocio di storie, di emozioni, che non poteva non fare effetto su Lele Adani, che del calcio argentino è cultore, amante infuocato, tifoso assoluto, riconoscendo in quell’approccio sentimentale alla pelota una sorta di metafora di vita, quella che non cela mai, che non solo lascia trapelare, ma lascia anche deragliare, in barba a chi ama le telecronache più neutre, pacate, garbate.
Rai 1, telecronaca di Adani che sfonda la barriera del suono urlando peggio di Roberto Da Crema con la bombola dell'ossigeno #InghilterraArgentina pic.twitter.com/ZUWl0ZpBkD
— Il Grande Flagello (@grande_flagello) July 15, 2026
La telecronaca della semifinale
Ieri Adani, quando all’85esimo minuto Messi fornisce l’assist per la stoccata vincente di Enzo Fernández che valeva l’1-1, si è lasciato andare: «Non è mai finita con l’Argentina! Non è mai finita con la Selecion! Il cuore dei campioni dei mondo! Enzo che raccoglie da Lionel, Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo, ma non lo puoi fare con Dios… Maradona 40 anni dopo orienta questa partita e non la fa finire perché l’epica deve continuare». Poi al 92esimo, quando Messi pennella un cross sulla testa di Lautaro Martinez, che vale la vittoria e la finale del mondiale per l’Albiceleste, Adani è in estasi, mentre tutti si aspettano l’ennesimo monologo sulla garra degli argentini, per la terza volta in questo mondiale quasi fuori negli ultimi istanti di partita prima di un clamoroso ribaltone, lui non riesce a dire che «Non ci credo, non ci credo».
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Ma quando poi Rimedio, per restare in tema, gli ripassa la palla, ecco che la locura argentina prende il sopravvento: «Il 68esimo assist di Messi con la Nazionale argentina: doveva pensarci lui, la routine dello straordinario, riporta Maradona qui 40 anni dopo. A 39 anni la mette di destro, solo da spingere per il Toro di Bahia Blanca. È infinito il cuore dell’Argentina, è infinito il cuore di Lionel Messi». Quando nel post gara gli si chiede un ulteriore commento, lui alza le braccia, segno che l’amore, anche seppur di parte, che decide di gettare sul tavolo pubblico delle telecronache, è sincero e istintivo:« Testimoniare questi momenti, come mi capita di fare da anni e soprattutto negli ultimi due Mondiali, mi fa commuovere. Il calcio è magico e unico, personalmente mi migliora come uomo. Mi vengono le parole da sole, sono parole di sentimento e a volte non so nemmeno cosa dico. Sono le lacrime date dall’amore per il calcio e sono contento di condividerle».
Adani: "Le parole mi vengono da sole. A volte non so nemmeno cosa dico" #nottimondiali https://t.co/Bz8AJOhvAh pic.twitter.com/V8FZ0vQIOX
— Il Grande Flagello (@grande_flagello) July 15, 2026
Nuovo mondiale, vecchie polemiche
Il fenomeno anti-Adani è partito già da Qatar 2022, l’ex difensore di Brescia, Fiorentina e Inter (5 le presenze in Nazionale) si era distinto per questo commento a dir poco accorato e già quattro anni fa venne bersagliato sui social. Oggi la storia non cambia: lo stile di Adani è ancora ritenuto eccessivo da buona parte del pubblico televisivo. In questo senso perfino il critico Aldo Grasso è andato in sua difesa riconoscendo l’amore sincero di Adani per questo sport, specie quando una delle due squadre veste la camiseta albiceleste, e apprezzandone la passione che trapela ogni volta dalle sue parole. Una passione che infastidisce molti che sui social si lasciano andare a commenti spesso scoordinati.
Il telecronista argentino è rimasto più composto di Adani pic.twitter.com/YDx0EA7Vn1
— Allegriani si nasce (@Allegrianesimo) July 13, 2026
Perché l’odio verso Adani
Lele Adani lavora come commentatore da diversi anni e non tenersi per sé la propria analisi tecnica, anche a costo di risultare spigoloso ad addetti ai lavoro e pubblico a casa, è sempre stata la sua caratteristica. Ne sa qualcosa Massimiliano Allegri, con cui ebbe uno degli scambi più ruvidi e virali della recente storia del calcio in tv, cosa che, i malpensanti sostengono, abbia avuto un ruolo decisivo nell’interruzione, dopo nove anni, dei rapporti con Sky che lo liquidò, secondo quanto raccontato dallo stesso ex calciatore, con una telefonata piuttosto improvvisa. Il rilancio avviene con la Bobo Tv, un’idea nata dal niente, su Instagram, insieme all’ormai ex amico Bobo Vieri, esperienza che finirà maluccio in termini umani e di collaborazione, ma che possiamo dire senza timore di essere smentiti che ha rivoluzionato la comunicazione del calcio in Italia.
La libertà concessa dal web fa sì che Lele Adani, supportato da Antonio Cassano e Nicola Ventola nel podcast Viva El Futbol, diventi a quel punto un personaggio assai divisivo. Le celebrazioni spesso sguaiate di Pep Guardiola, Marcelo Bielsa, Roberto De Zerbi messe in contrapposizione al gioco old style soprattutto di Massimiliano Allegri, di fatto spaccano in due il Paese innescando il dilemma calcistico degli ultimi anni in Italia: giochisti o risultatisti. Un dilemma dai tratti shakesperiani ma dalla sostanza farlocca, dato che una cosa non esclude l’altra, ma che ha davvero magnetizzato il dibattito attorno al pallone. Quando così la Rai chiama Adani nel 2021 per il commento dei match di qualificazione dell’Italia affiancandolo ad Alberto Rimedio, molti hanno già un giudizio già fatto e finito, e le esternazioni alle volte decisamente folk sbattono sonoramente in faccia ai telespettatori, nonostante sia opinione comune che Adani sia preparatissimo per ricoprire quel ruolo.
Ma che è successo stanotte
— erclab_ilritorno (@erclab_tweet) July 12, 2026
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La finale del 2022 e quella di quest’anno
Quattro anni fa la Rai, in occasione della finale tra Argentina e Francia, forse anche per non dare adito alle numerose proteste del pubblico, decise di imporre le gerarchie interne e affidare il commento tecnico ad Antonio Di Gennaro. Adani accettò ma, inutile girarci intorno, la delusione espressa ai microfoni di Viva El Futbol, era palpabile. Quest’anno invece il commento della finale tra Spagna e Argentina, ancora una volta in coppia con Rimedio, sarà suo. Le emozioni, considerata la portata dell’evento, non mancheranno di certo e il pubblico si ritroverà ancora una volta a dover guardare la partita accompagnato dalla voce di Adani, dalla voce di un tifoso apertamente dichiarato, che non sarà quindi neutrale ma ci metterà, come sempre, un grande amore per la disciplina, probabilmente allargando quei confini già forzati, neanche a farlo apposta, da Fabio Caressa, uno dei “nemici” di Viva El Futbol, anche lui accusato da qualcuno, specie agli esordi con la nazionale, di essere troppo colloquiale nelle sue telecronache, dichiaratamente ispirate allo stile degli storici telecronisti brasiliani.
La Rai però difficilmente si adopererà nello stemperare i toni di Adani, soprattutto perché alla fine contano sempre i risultati e l’ex difensore e podcaster attira pubblico molto più di quanto ne allontana, gli share delle partite da lui commentate vanno fortissimo, segno che forse la comunicazione calcistica ha definitivamente cambiato connotati, non solo nel pre e post partita, ma anche nel durante.

