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Espulsioni entro 12 settimane, ma niente blocco navale: cosa c’è nel decreto legge sul Patto Ue su migrazione e asilo

04 Giugno 2026 - 20:09 Alessandra Mancini
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Il cdm ha dato il via libera alle norme volte a dare attuazione al Patto europeo sulla migrazione e l'asilo. Ecco cosa c'è nel testo (e cosa no)
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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un decreto legge con le norme volte a dare attuazione al Patto europeo su migrazione e asilo, in vigore dal 12 giugno. L’intervento legislativo adottato dal governo Meloni – che rivendica un ruolo di primo piano nel dibattito dell’Ue sulle politiche migratorie – mira a rendere immediatamente operative le disposizioni europee che impongono agli Stati membri di esaminare le procedure accelerate di frontiera che il diritto dell’Unione rende obbligatorie per determinate categorie di richiedenti. «Una misura copernicana», l’ha definita il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in conferenza stampa al termine del Cdm.

I tempi del Patto: 16mila domande per l’Italia e stop a 12 settimane

Secondo quanto stabilito dalla Commissione europea, che ha definito la capacità adeguata di ciascun Paese e il numero massimo annuale di richieste da trattare attraverso la procedura di frontiera, l’Italia dovrà esaminare fino a 16.032 domande nel primo periodo di applicazione, compreso tra il 12 giugno 2026 e il 12 giugno 2027. 

Le nuove regole prevedono l’applicazione obbligatoria della procedura accelerata di frontiera nei confronti dei richiedenti asilo considerati un «rischio per la sicurezza nazionale», dei cittadini «provenienti da Paesi con un tasso di riconoscimento della protezione internazionale inferiore al 20 per cento» e di coloro che abbiano «presentato documentazione o informazioni false nel corso della procedura». 

Tali procedure di frontiera, ai sensi del nuovo Patto, devono concludersi entro un massimo di 12 settimane. Per rispettare questo limite, il legislatore è chiamato a definire con precisione i tempi della fase amministrativa e di quella giudiziaria, oltre a rafforzare gli organici e le strutture degli uffici amministrativi e giudiziari coinvolti nell’esame delle domande. 

ANSA/FABIO FRUSTACI | Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa, 4 giugno 2026

Dove alloggeranno i richiedenti: centri ad hoc e fermo di 72 ore

Le norme europee prevedono che il richiedente asilo debba soggiornare, di regola, presso la frontiera esterna o nelle sue immediate vicinanze, all’interno di zone di transito o di altre strutture designate dallo Stato membro, senza che ciò comporti un’autorizzazione all’ingresso nel territorio nazionale. Da qui la necessità di individuare e predisporre centri ad hoc (in territori di frontiera) nei quali ospitare i richiedenti per tutta la durata dell’iter. 

Per garantire l’effettività delle procedure accelerate, il provvedimento introduce inoltre un regime più rigoroso per alcune decisioni di rigetto. In particolare, viene previsto che nei casi di «inammissibilità della domanda», «manifesta infondatezza» o «ritiro implicito della richiesta di protezione», il ricorso giurisdizionale non produca automaticamente effetti sospensivi, consentendo una più rapida esecuzione delle decisioni adottate.

Infine, c’è il fermo alla frontiera. La misura consentirà alle autorità di trattenere il cittadino straniero per un massimo di 72 ore al fine di completare gli accertamenti necessari sull’identità della persona e sulla sua eventuale pericolosità.

Cosa non c’è in questo decreto legge? 

Resterà invece all’esame del Parlamento il disegno di legge “Migrazione e asilo”, che contiene una serie di disposizioni attuative del Patto europeo, tra cui quelle relative al trattenimento nei Cpr, al blocco navale, all’estensione dei reati che possono giustificare un provvedimento di espulsione da parte dell’autorità giudiziaria, al prosieguo amministrativo per i minori stranieri non accompagnati, alla competenza dei prefetti in materia di rimpatrio volontario assistito dei minori, nonché alla protezione speciale e al ricongiungimento familiare. «Con questo intervento abbiamo voluto anticipare le misure che consentono di dare immediata attuazione al nuovo quadro normativo europeo, a partire dal 13 giugno, senza per questo rallentare gli altri percorsi legislativi già avviati, come il disegno di legge Migrazione e asilo», ha concluso Piantedosi.

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