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Mandello, ordinanza “anti-maranza”. Il sindaco: «Disturbano e sporcano, potranno accedere al lago solo se accompagnati da un adulto» – L’intervista

05 Giugno 2026 - 09:33 Roberta Brodini
mandello del lario
mandello del lario
Ingressi non autorizzati nelle aree private, deturpamento delle aree comuni, feste e musica alta: ecco i problemi che hanno spinto il Comune di Mandello del Lario verso una nuova ordinanza che vieta l'accesso al lido
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Si avvicina l’estate e per i Comuni che si affacciano sul Lago di Como questo comporta non solo l’arrivo di turismo e indotto, ma anche la necessità di gestire flussi di molte più persone e garantire il corretto funzionamento degli spazi pubblici. Per il Comune di Mandello del Lario, in provincia di Lecco, e per quelli limitrofi, però, la missione sta risultando più ardua che in passato, a causa dell’arrivo sempre maggiore di giovani “maranza, provenienti dall’hinterland milanese. Un afflusso che porta spesso con sé disordine e disagio per residenti e turisti, come ha spiegato a Open il sindaco Riccardo Fasoli, appena rieletto al primo turno delle amministrative.

Il sindaco di Mandello del Lario, Riccardo Fasoli (per sua gentile concessione)

Sindaco, qual è la realtà del suo Comune e delle aree limitrofe?

«Si tratta di un’area sulle rive del Lago di Como che vede tre comuni vicini: Abbadia Lariana, Mandello del Lario e Lierna. Il Comune di Mandello, di cui sono sindaco, ha un’area comunale con una spiaggia, che è sempre stata ad accesso gratuito. A fianco, si trova invece un’area verde pubblica che si affaccia proprio sul lago. Noi e Abbadia Lariana siamo i Comuni con il maggior numero di aree libere sul lago, e quelli che subiscono maggiormente la problematica della gestione dell’accesso a queste zone».

Da dove nasce il problema?

«Il problema è sempre stato il controllo dell’accesso alle zone comuni. Sempre più spesso vengono raggiunte e occupate da ragazzi provenienti dall’hinterland milanese che le usano senza rispetto delle regole e le lasciano sporche. Entrano inoltre anche in aree private, sui moli e nelle darsene per fare i tuffi, senza permesso. Questi ragazzi disturbano la gente del posto e i turisti, impedendo loro di accedere al parco o alla spiaggia. Prima del Covid, avevamo gestito la situazione istituendo una serie di zone verdi vietate ma, da dopo la pandemia, la loro presenza si è molto intensificata. Bisogna poi riconoscere che esiste un fenomeno di delinquenza che colpisce i negozi e i supermercati della zona, dove spesso questi ragazzi rubano. Infine, si vengono a creare situazioni pericolose e che comportano disagi: la settimana scorsa, una rissa tra due gruppetti ha interrotto la viabilità dei treni per tre ore, costringendo ad annullare tre corse da Milano verso la Valtellina».

Qual è stato l’evento più recente che ha fatto scattare l’esigenza di questa ordinanza?

«Mercoledì scorso, in occasione di una ricorrenza islamica, sono arrivati 140 ragazzi per fare una festa e si sono impossessati delle aree comuni. Non sono razzista e non ho nessun pregiudizio, ma devo riconoscere che si tratta per la maggior parte di italiani di seconda generazione, prevalentemente di origine nordafricana: spesso risulta difficile comunicare con loro perché tendono a parlare solo arabo. Noi non avevamo nessun Carabiniere né agente di Polizia, perché c’era stato un incidente sulla provinciale 72. Ci siamo così trovati senza nessuna forma di controllo della situazione. Si tratta di un vero e proprio problema strutturale».

Chi si occupa al momento di contenere la situazione e quali sono gli ostacoli?

«Se ne occupa spesso la nostra Polizia Locale, pur non essendo di sua competenza, perché il numero di Carabinieri è molto ridotto. Per loro si tratta comunque di un lavoro molto difficile, in quanto questi ragazzi quando vengono fermati non hanno quasi mai con loro i documenti per poter essere identificati».

Cosa prevede quindi l’ordinanza?

«Dopo una raccolta di 1.700 firme siamo arrivati a imporre nuove regole. Il nostro intento è quello di preservare la fruibilità di alcune aree. Abbiamo così previsto una procedura di registrazione per l’accesso al lido, con dati anagrafici ed estremi del documento. Per i minori non residenti a Mandello, Abbadia Lariana e Lierna è previsto inoltre l’obbligo di essere accompagnati da un adulto. Chiuderemo poi il molo di piazza Garibaldi, che sarà accessibile soltanto ai titolari di posto barca. La nostra è una collaborazione che coinvolge anche dei soggetti privati, come la famiglia Falck, proprietaria di una storica darsena sul lago».

Come vi siete coordinati?

«Questi ragazzi vengono principalmente per tuffarsi in acqua dalla darsena, che è della famiglia Falck, e dal molo vicino. Non potevamo bloccare tutta l’area, perché il molo è pubblico. La famiglia Falck si è quindi proposta di mettere un vigilante fino a fine agosto, a sue spese. Per quanto ci riguarda, d’accordo con i Falck, sospenderemo una parte di concessione demaniale e utilizzeremo il solario della darsena per metterci dei tavolini e un chiosco, che permetterà di sorvegliare questa zona, insieme a una parte dell’area verde. Infine, da martedì a domenica ci saranno due vigilantes a presidiare i giardini pubblici: una spesa non indifferente nelle casse della nostra amministrazione, ma necessaria».

Per quando è prevista l’entrata in vigore dell’ordinanza?

«Entro un paio di settimane: al momento il Lido è chiuso per manutenzione, quindi il problema grosso in questo periodo l’abbiamo vissuto nei nostri giardini. Chi verrà al lago, si registrerà e potrà così fruire liberamente di quest’area andando a fare il bagno oppure acquistando i lettini. Se non avrà il documento, non si registrerà o non sarà accompagnato da un adulto – se minore non residente dei nostri tre comuni – non potrà entrare».

Di cosa avreste bisogno per gestire al meglio la situazione?

«Anzitutto, credo che il problema sia a monte: i treni dovrebbero essere iper-sorvegliati: è inaccettabile che ci siano tornelli a Milano Centrale e poi non ci sia più nulla su tutta la tratta. Inoltre, il costo della tratta è troppo basso: solo 6 euro da Milano a Mandello, che comunque molti ragazzi non pagano. Un solo controllore a bordo poi non basta, anche per i nostri ragazzi che vanno a scuola e che hanno paura la mattina sui treni. Servirebbe che venissero stanziati nuovi numeri per quanto riguarda Carabinieri e Polizia. Il mio Comune, che conta 10mila abitanti, ha a disposizione solo cinque agenti della Polizia Locale; Abbadia Lariana ne ha 3 su una popolazione di 3mila abitanti. Il Comune di Lierna ne ha solo uno. I vigilantes, a spese del nostro bilancio, non possono per legge occuparsi di ordine e sicurezza pubblica, ma possono dare solo informazioni. Servirebbe una misura prevista dal ministero dell’Interno: le amministrazioni locali, compresa la Regione, su questi temi non hanno alcun potere».

Foto copertina: commons.wikimedia.org

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