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I fondi europei non sono solo carta, dall’agricoltura biologica allo spazio, le storie di chi ha realizzato i propri progetti – Video

10 Giugno 2026 - 17:47 Roberta Brodini
Quali benefici hanno tratto concretamente i cittadini italiani dallo stanziamento dei fondi del Bilancio europeo? A raccontarlo sono i diretti interessati
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Si sente spesso parlare di fondi stanziati dall’Unione Europea, come il Next Generation EU o il PNRR, e dei benefici che possono portare ai cittadini dei suoi 27 Stati membri. Più difficile, però, è immaginarsi casi concreti di un loro utilizzo ed entrare a contatto con storie che testimoniano il loro effetto. Per questo oggi, in occasione del lancio della Campagna di Comunicazione della Commissione Europea, dal titolo “Il Bilancio europeo: Più forti insieme“, sono state raccontate le storie di Sara Tognato, con la sua cooperativa sociale Caresà in provincia di Padova, e di Edoardo Bruno, con l’aziendaArgotec per cui lavora.

Fondi Ue e i loro ambiti di impiego

I fondi legati al Bilancio europeo sono molti e prevedono diversi ambiti di impiego. Tra questi, spiccano quelli stanziati per la Politica di Coesione, che per l’Italia ammontano a più di 42 miliardi di euro nel ciclo 2021-27, di cui 10,4 miliardi destinati alla formazione e all’inserimento lavorativo tramite il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo europeo di Sviluppo regionale.

Ma anche i fondi della Politica Agricola Comune che ammontano a più di 36 miliardi di euro in Italia nel periodo 2023-2027. Per finire, il Piano nazionale di ripresa e resilienza  – Next generation EU, di cui l’Italia ha la più ampia dotazione nell’Unione europea:oltre 194 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi di investimenti per lo sviluppo del settore spaziale.

Caresà e il progetto di agricoltura biologica inclusiva

Il motto di Sara Tognato è chiaro: «Sogno un’Europa che non lasci indietro nessuno». Il suo progetto con Caresà, la cooperativa sociale nata nel 2008 di cui è presidente e rappresentante legale, racconta bene questo sforzo e la sua filosofia. Classificata come di “tipo B”, in quanto svolge un’attività produttiva che persegue un fine etico primario come l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, Caresà dà lavoro a 13 adulti con disabilità – il 50% della manodopera impiegata – in un contesto di agricoltura biologica inclusivo. «Il nostro mandato è produrre cibo per il nostro territorio e per le sue famiglie», aggiunge Sara, oltre a raccontare di come abbia potuto beneficiare di diverse forme di sostegno economico provenienti dal Bilancio europeo.

Tra queste, i pagamenti diretti, vincolati alla gestione del singolo appezzamento di terreno e destinati a tutti gli agricoltori europei, ma anche i fondi dedicati allo Sviluppo Rurale, che hanno permesso di sostenere una parte dei costi per la ristrutturazione del punto vendita e di piantumare quasi 3 km di siepi e fasce tampone. Infine, attraverso i fondi PNRR, la sua realtà ha potuto accedere alla misura per l’implementazione di un impianto fotovoltaico, che arriva oggi a produrre 26 kg di energia elettrica. Rimangono però ancora diverse sfide per il futuro: «Serve creare reti di supporto e di scambio strutturali, continuative ed efficaci tra i produttori biologici o agroecologici. Ci piacerebbe poi che l’Europa attenzionasse la nostra agricoltura, che è ben diversa da quella agroindustriale e da quella biologica industriale».

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Industria spaziale: un settore in continua crescita

A raccontare la sua esperienza e i benefici tratti concretamente dall’utilizzo di fondi del Bilancio europeo è stato anche Edoardo Bruno, che lavora come flight operations engineer a Torino. Racconta così come la realtà per cui lavora, l’azienda spaziale Argotec, è passata grazie ai fondi del PNRR da 60 persone, a più 300. «I fondi europei di Next Generation EU hanno rappresentato una grande spinta per me e per la mia azienda, permettendo la realizzazione del progetto Iride e del progetto Eos», racconta Edoardo: «Si tratta di una costellazione di satelliti che ha il compito di monitorare e acquisire immagini del territorio italiano per il controllo, l’osservazione degli effetti del cambiamento climatico e la protezione, ma anche per il monitoraggio di eventi e calamità naturali. Questo permette ad autorità come la Protezione Civile di prendere decisioni in tempo reale basate su dati costantemente aggiornati».

Le voci istituzionali

L’evento di lancio della campagna “Più forti insieme” si è svolto oggi presso il centro “Europa Experience – David Sassoli” a Roma, ed è stato introdotto da un videomessaggio del Vice Presidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto. A seguire, il Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Claudio Casini, ha sottolineato lo sforzo congiunto di tutte le amministrazioni che lavorano ogni giorno sui fondi europei, dal ministero delle Imprese e del Made in Italy a quello dell’Agricoltura, fino alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Dipartimento per le Politiche di coesione, il Dipartimento per gli Affari Europei, la struttura PNRR e le regioni. «Per una volta non si parla di cifre, di statistiche, di percentuali, come normalmente si fa quando si parla di Bilancio europeo, ma di persone e di imprese che testimoniano quanto siano importanti i fondi europei», ha commentato Casini: «Più Forti Insieme significa che tutti, anche per attuare bene i fondi europei, dobbiamo lavorare insieme».

Fabrizio Spada, Responsabile delle relazioni istituzionali del Parlamento Europeo in Italia, ha poi sottolineato le divergenze dei tre attori in gioco quando si parla di Bilancio Pluriennale dell’Unione Europea: «Consiglio Europeo, Parlamento Europeo e Commissione Europea hanno spesso posizioni divergenti. Il Consiglio tende a voler ridurre al massimo l’esborso degli Stati membri per il Bilancio europeo, la Commissione cerca di fare proposte equilibrate, mentre il Parlamento Europeo cerca di spingere perché il bilancio sia aumentato. Non si può però pretendere di fare più cose che in passato, ma con meno risorse. Per questo noi spingiamo per un aumento del bilancio dell’Unione Europea all’altezza delle sue ambizioni».

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