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Autovelox, si cambia di nuovo su approvati e non omologati: cosa succede ora e cosa cambia per multe e ricorsi

10 Giugno 2026 - 15:41 Matteo Revellino
Autovelox
Autovelox
Il provvedimento stabilisce le procedure per omologare, verificare e tarare i dispositivi di rilevamento della velocità. Le multe possono essere annullate per via giudiziaria: resta la distinzione della Cassazione tra attivazione e omologazione
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A 34 anni dall’entrata in vigore del Codice della Strada, è arrivato il tanto atteso decreto sugli autovelox, dopo un lungo periodo di caos sugli strumenti approvati ma non omologati. Il ministero dei Trasporti ha firmato il provvedimento sull’omologazione dei dispositivi e delle apparecchiature per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità. Si tratta di un decreto richiesto a gran voce, perché mira a colmare un vuoto normativo che aveva generato numerosi contenziosi giudiziari, tanto che la Cassazione nel 2024 si era trovata ad annullare le multe generate dal 70% di autovelox presenti sul territorio perché considerati non omologati. Non a caso nel 2025, gli incassi dei Comuni sono diminuiti di quasi il 9%, come riporta Repubblica, perchè sono stati costretti a spegnere i dispositivi non omologati correttamente.

L’omologazione dei dispositivi

Il primo obiettivo del decreto Salvini sugli autovelox è quello di definire una procedura chiara per l’omologazione dei dispostivi di rilevazione della velocità: «Si assicura un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego», dichiara il ministero degli Interni.

Cosa succede ora agli autovelox

Ora l’iter prevede l’approvazione alla Corte dei Conti, poi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e, 15 giorni dopo, entrerà in vigore. A quel punto ci sarà da fare una distinzione. Tutti gli autovelox approvati dal Ministero prima del 2017 saranno sottoposti a specifici test previsti dal decreto per essere poi omologati. Quando questi dispositivi riceveranno l’ok, i comuni potranno rimetterli in funzione. Al contrario, quelli post 2017 sono considerati già oggi legittimi perché, essendo di ultima generazione, sono già conformi alla più recente normativa europea sulla taratura. Rimangono poi i limiti imposti dal decreto firmato dal Mit lo scorso giugno. Gli autovelox, infatti, non potranno essere piazzati ovunque, a piacimento dei Comuni, ma si dovrà provare l’alto tasso di incidentalità della strada e bisognerà attendere l’ok del Prefetto.

Multe cancellate?

Il nodo della questione riguarda le multe. Dal 2024 a oggi la Cassazione ha sempre separato l’approvazione del dispositivo di rilevamento della velocità dalla sua omologazione in sede dei contenziosi tra Comuni e automobilisti multati. Per la Cassazione l’approvazione non basta se non ci sono state procedure tecniche e verifiche periodiche sul corretto funzionamento del dispositivo. Le sanzioni precedenti al decreto Salvini quindi si annulleranno? Il nuovo decreto si applica per tutte le multe fatte dopo la sua entrata in vigore. Quelle precedenti al provvedimento, invece, non rientrano nel suo campo di applicazione ma possono essere annullate per via giudiziaria. Se l’autovelox è stato autorizzato ma non omologato la multa non è valida, ma spetta all’automobilista dimostrare che il dispositivo non è stato standardizzato. Il decreto introduce proprio questi standard di omologazione.