Ancora caos sull’Alta Velocità, furto di cavi sulla linea Napoli-Roma: ritardi fino a 90 minuti

Un furto di cavi nei pressi di Tora e Piccilli, in provincia di Caserta, ha pesantemente danneggiato la linea dell’Alta Velocità Napoli-Roma, provocando fin dalle prime ore del mattino rallentamenti e ritardi fino a 90 minuti. L’azione di ignoti ha costretto Trenitalia a deviare d’urgenza i convogli sulla linea convenzionale via Formia, con pesanti ripercussioni sui collegamenti nazionali. Tra i treni direttamente coinvolti ci sono il Firenze-Napoli delle 6:00 e il Napoli-Milano delle 7:45, in una mattinata di forti disagi per migliaia di passeggeri in viaggio tra la Campania, il Lazio, la Toscana e la Lombardia.
Il precedente di ieri e lo scontro politico
Il nuovo blocco arriva a meno di ventiquattro ore dal pesantissimo blackout che ieri, 17 giugno, ha paralizzato la tratta Milano-Bologna. In quel caso un guasto alla linea elettrica ha causato la cancellazione di decine di corse e ritardi record che hanno sfiorato i 300 minuti, costringendo Trenitalia a disporre il rimborso integrale dei biglietti.
L’episodio ha acceso un duro scontro politico. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha espresso forte irritazione chiedendo ai vertici della società una relazione approfondita sull’efficienza della rete in vista dell’estate, provocando la replica immediata della leader del Pd Elly Schlein, che ha sottolineato come i veri irritati siano gli italiani costretti a subire continui disservizi.
L’ombra dei sabotaggi anarchici
Oltre al danno per i pendolari, la coincidenza temporale tra i due eventi solleva allarmi di sicurezza ben più gravi. Il danneggiamento nel casertano segue infatti di poche ore gli arresti di alcuni militanti anarchici che, secondo le indagini coordinate da diverse Procure, sarebbero coinvolti nei recenti attentati e sabotaggi mirati proprio alle linee ferroviarie. Gli inquirenti sono al lavoro per capire se dietro il furto di rame di questa mattina si nasconda la semplice criminalità comune o un’azione deliberata per colpire l’infrastruttura del Paese.

