Il neurologo e la cannabis: «Non è una droga leggera, nei giovani può provocare danni gravi»

Il neurologo Rosario Sorrentino ha visto un video del leader di Europa Verde e Avs Angelo Bonelli che, il mese scorso, fumava una canna con Fedez in un podcast. E ha strabuzzato gli occhi, come dice al Corriere della Sera. Ha scritto un instant book: Cannabis. Il grande inganno (Aliberti) con la psicoterapeuta Francesca Weihs. E contesta il mito della cannabis come droga leggera. Mettendo in guardia dai rischi per il cervello degli adolescenti.
Sorrentino e la cannabis
«Fedez resta un artista che ha avuto il merito di parlare di malattia mentale ai giovani, squarciando un velo. Bonelli che pure rispetto, invece, è un leader politico e la politica dovrebbe essere più responsabile verso i giovani. Il cervello degli adolescenti è un cantiere aperto: i cannabinoidi interferiscono sul suo sviluppo, specie ritardando quello della corteccia prefrontale che regola controllo degli impulsi e pianificazione delle decisioni. Si rischiano problemi cognitivi, emotivi e, in chi è predisposto, disturbi psichiatrici», dice.
Il 15enne e la cannabis
Per spiegare a un 15enne che la cannabis fa male «gli mostro un modellino del cervello e il percorso del Thc, il principio attivo della cannabis. Il Thc inganna il cervello perché somiglia all’anandamide, un neurotrasmettitore che è già nel nostro organismo e che il cervello scambia per una sostanza amica, spalancandogli le porte. Ma una volta entrato, il Thc manda segnali sbagliati a un organo che sta imparando a funzionare: interferisce coi circuiti della memoria, dell’attenzione, delle emozioni e dell’autocontrollo. Alcuni danni sono certi: disturbi dell’attenzione e della concentrazione, riduzione delle capacità di apprendimento e del rendimento scolastico, alterazioni della memoria e meno controllo degli impulsi. Poi, nei soggetti predisposti, lo spinello — e ne basta uno solo — può slatentizzare patologie come attacchi di panico, episodi psicotici, disturbo bipolare. Il problema è che nessun ragazzo sa in anticipo se ha fragilità silenti».
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Danni temporanei e irreversibili
Ci sono danni temporanei, ma anche irreversibili: «Gli attacchi di panico, alcuni deficit di attenzione o dell’umore possono migliorare o scomparire con cure appropriate e interrompendo l’assunzione. Ma quando la cannabis slatentizza malattie psichiatriche importanti, il recupero può richiedere anni e non essere completo». E con le risonanze magnetiche «nei consumatori abituali si notano alterazioni in alcune aree cerebrali, tra cui la corteccia prefrontale. Negli adolescenti, partiamo da una situazione in cui c’è già uno squilibrio perché quell’area dell’emotività è più sviluppata di quella che sovrintende alla razionalità e la voce che dice “fermati, aspetta, pensaci” è più fievole che negli adulti».
Il 16enne e le allucinazioni
Sorrentino racconta di un suo paziente: «Non dimentico un sedicenne che aveva allucinazioni, attacchi di panico e una paura ossessiva di impazzire. Si sentiva fuori dal proprio corpo, come se si osservasse da fuori e percepiva il mondo come irreale. Sono serviti anni per riportarlo a una vita normale». Lui ha provato uno spinello «una sola volta. Avevo 16 anni, vivevo a Ostia e suonavo la batteria. Una sera, una ragazza che mi piaceva molto mi convinse a fare qualche tiro. Mi sentii male: sudore, palpitazioni, cuore a mille. Credevo di morire. Mi guardai allo specchio e vidi una faccia cadaverica: era un violentissimo attacco di panico. Me lo ricordo come fosse ieri».

