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Epidemia di ciclosporiasi negli Usa, due morti: cos’è l’infezione partita dall’insalata e come prevenirla

04 Agosto 2026 - 17:32 Olga Colombano
L'epidemia negli Stati Uniti accende il faro su una malattia poco conosciuta: i sintomi e le indicazioni da seguire
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Due persone sono morte in Michigan dopo aver contratto l’infezione detta ciclosporiasi, una malattia alimentare di cui si è manifestata nelle ultime settimane un’epidemia negli Usa a seguito del maxi focolaio che ha coinvolto quasi duemila persone. Le indagini delle autorità sanitarie hanno ricondotto i contagi a un unico alimento: la lattuga iceberg tritata proveniente dal Messico e distribuita da Taylor Farms, utilizzata anche in alcuni ristoranti della catena Taco Bell. Il richiamo dei prodotti ha contribuito a contenere la diffusione dell’infezione, ma il caso ha riacceso i riflettori su una malattia ancora poco conosciuta. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, infatti, ogni anno negli Stati Uniti vengono registrati migliaia di casi di ciclosporiasi, soprattutto durante i mesi più caldi. Ma di cosa si tratta e perché può rappresentare un rischio per la salute?

Cos’è la ciclosporiasi

La ciclosporiasi è un’infezione intestinale causata dal parassita cyclospora cayetanensis, un organismo microscopico che può contaminare acqua e alimenti freschi, in particolare frutta e verdura consumate crude. Dopo essere stato ingerito, il parassita raggiunge l’intestino, dove si sviluppa provocando i primi disturbi nel giro di due settimane, anche se i sintomi possono comparire già dopo pochi giorni. La malattia è nota soprattutto perché rappresenta una delle cause della cosiddetta «diarrea del viaggiatore», che colpisce turisti che visitano luoghi tropicali e subtropicali. È anche per questo che, quando si viaggia in Paesi dove gli standard igienico-sanitari possono essere diversi, viene consigliato di bere solo acqua confezionata e di evitare frutta e verdura crude se non accuratamente lavate o sbucciate.

Quali sono i sintomi

Nella maggior parte dei casi la ciclosporiasi si manifesta con una diarrea, spesso accompagnata da nausea, vomito, crampi addominali, perdita di appetito e una marcata sensazione di stanchezza. Per chi gode di buone condizioni di salute l’infezione tende generalmente a risolversi senza conseguenze, mentre nei casi più sintomatici può essere necessario ricorrere agli antibiotici. Il rischio principale è legato alla disidratazione provocata dalla diarrea, una complicanza che può diventare particolarmente pericolosa nei bambini, negli anziani e nelle persone con un sistema immunitario debole. A differenza di molte altre infezioni intestinali, la trasmissione diretta da persona a persona è molto rara. Il parassita, infatti, non è immediatamente contagioso quando viene eliminato con le feci, ma ha bisogno di trascorrere da una a due settimane nell’ambiente prima di diventare infettivo.

Come si previene

Poiché il parassita può contaminare i prodotti agricoli durante la coltivazione o il lavaggio con acqua non sicura, la prevenzione passa soprattutto da una corretto lavaggio degli alimenti. Le autorità sanitarie raccomandano di lavare con cura frutta e verdura prima del consumo, pur precisando che questa precauzione non elimina completamente il rischio. Il congelamento può contribuire a ridurre la presenza del parassita, ma non garantisce la sua eliminazione. La cottura rimane invece il metodo più efficace per essere sicuri. Per gli ortaggi a foglia, come la lattuga, alcuni enti sanitari statunitensi consigliano inoltre di preferire i cespi interi ai prodotti già tagliati e confezionati, eliminando sempre le foglie esterne prima del consumo.

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