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Gli M&M’s perdono il blu e il marrone: l’azienda lancia una nuova versione senza coloranti artificiali

19 Giugno 2026 - 21:16 Francesca Milano
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Da agosto debutta nei supermarket americani una linea di M&M's più salutista per rispondere alla campagna "Make America Healthy Again" di Kennedy Jr.
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Gli M&M’s si preparano a cambiare colore. O meglio: una nuova versione deli famosi cioccolatini che debutterà questa estate sarà priva di coloranti artificiali, e proprio per questo dovrà rinunciare a due delle sue tonalità più iconiche: il blu e il marrone.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la multinazionale Mars lancerà ad agosto una nuova linea senza coloranti sintetici che sarà inizialmente venduta su Amazon. La versione classica continuerà a essere commercializzata, almeno per ora.

Perché spariscono il blu e il marrone

Il blu e il marrone non scompaiono per una questione estetica ma perché l’azienda ha riscontrato difficoltà nel riprodurre queste colorazioni utilizzando esclusivamente ingredienti naturali. Mars è riuscita a ottenere versioni naturali del rosso, dell’arancione, del giallo e del verde grazie a ingredienti come curcuma e barbabietola. Più complesso si è rivelato invece il lavoro sul blu: l’azienda ha sperimentato l’utilizzo della spirulina, un’alga già impiegata nell’industria alimentare per ottenere colorazioni naturali. Durante i test, però, sarebbero emersi problemi tecnici e produttivi che hanno impedito di utilizzare il colore su larga scala. Anche il marrone non avrebbe ancora raggiunto gli standard richiesti dall’azienda e quindi sparirà dalla produzione della linea più “salutista”.

La storia del colore blu

L’assenza del blu è particolarmente significativa perché si tratta di uno dei colori più amati dagli appassionati del marchio. Il blu entrò infatti nella famiglia degli M&M’s soltanto nel 1995, dopo una votazione nazionale organizzata da Mars per sostituire il beige. A contendersi il posto erano blu, rosa e viola: a vincere fu il blu, che da allora è diventato uno dei simboli più riconoscibili del brand.

La spinta del movimento “Make America Healthy Again”

Il progetto nasce nel contesto del crescente dibattito americano sugli additivi alimentari e della campagna “Make America Healthy Again” (MAHA), sostenuta dal segretario alla Sanità degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr.

Negli ultimi mesi, infatti, diverse aziende alimentari americane hanno annunciato iniziative per ridurre o eliminare i coloranti sintetici dai propri prodotti. Mars ha investito milioni di dollari nel progetto e, secondo il Wall Street Journal, ha coinvolto oltre cento dipendenti nello sviluppo della nuova ricetta.

Quanto valgono gli M&M’s

Gli M&M’s non sono soltanto uno degli snack più famosi al mondo, ma anche uno dei marchi più importanti del gruppo Mars. Secondo stime di settore, il brand genera circa 2,6 miliardi di dollari di fatturato all’anno a livello globale e rappresenta uno dei cosiddetti “billion-dollar brands” dell’azienda americana. Circa il 45% delle vendite si concentra negli Stati Uniti, mentre l’Europa rappresenta quasi un terzo del mercato globalel nome.

Il nome M&M’s – nate nel 1941 – deriva dalle iniziali dei cognomi dei due fondatori dell’azienda: Forrest Mars Sr. e Bruce Murrie. Il prodotto fu lanciato negli Stati Uniti nel 1941. L’idea nacque dopo che uno dei due fondatori, Mars, aveva osservato durante la Guerra civile spagnola soldati che mangiavano confetti di cioccolato ricoperti da un guscio zuccherino, che impediva al cioccolato di sciogliersi facilmente.

Cosa succederà in Europa

Per il momento, sugli scaffali dei supermercati europei non è previsto alcun cambiamento per gli M&M’s. Mars non ha annunciato modifiche ai prodotti commercializzati nei Paesi dell’Unione Europea né l’introduzione della nuova versione senza coloranti artificiali.

Inoltre, le regole europee sugli additivi alimentari sono diverse da quelle americane. I coloranti utilizzati nei prodotti alimentari devono essere autorizzati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e, in alcuni casi, le formulazioni vendute in Europa sono già differenti da quelle commercializzate negli Stati Uniti.

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