Sorelline scomparse, il padre non riconosce il fermaglio trovato sul sentiero. Una commerciante: «Due persone sospette in paese»

Il fermaglio rosso per capelli individuato su un sentiero di montagna, che sembrava poter indicare una traccia recente di Sarah e Alisya Di Giacinto, potrebbe in realtà non appartenere alla più piccola delle due sorelle. Le ragazze, rispettivamente di 12 e 16 anni, sono svanite nel nulla lo scorso 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e da quel giorno le ricerche non si sono mai interrotte. «Il padre di Sarah non lo ha riconosciuto come appartenente alla figlia, ha semplicemente confermato che le ragazze, e Sarah in particolare, utilizzavano spesso questo tipo di fermagli», scrive in una nota l’associazione Penelope Abruzzo, che segue da vicino i casi di persone scomparse. Continuano le ricerche, soprattutto nella zona della riserva naturale La Camosciara, in montagna.
Il fermaglio e la smentita del padre
L’accessorio era stato inizialmente indicato da un’amica della 12enne, accendendo i riflettori su una precisa zona montuosa. Tuttavia, la successiva verifica con il padre delle adolescenti, Stefano Di Giacinto, ha ridimensionato l’importanza del ritrovamento. A fare chiarezza sulla vicenda è intervenuta direttamente l’associazione Penelope Abruzzo, che segue da vicino i casi di persone scomparse e che ha diffuso una nota ufficiale per invitare tutti alla massima prudenza. «Si sta sollevando un enorme polverone per un fermaglio, senza che vi siano certezze sulla sua appartenenza. Il riconoscimento da parte di un’amichetta di Sarah, infatti, non può essere considerato attendibile», ha dichiarato l’associazione.
Il comunicato spiega poi nel dettaglio la reazione del genitore davanti al reperto e sottolinea la natura assolutamente comune dell’accessorio, che d’altronde è stato rinvenuto in un’area naturalistica aperta al pubblico e molto frequentata dagli escursionisti. «Inoltre, quel fermaglio potrebbe trovarsi lì da un momento precedente alla scomparsa. Il padre di Sarah non lo ha riconosciuto come appartenente alla figlia; ha semplicemente confermato che le ragazze, e Sarah in particolare, utilizzavano spesso questo tipo di fermagli. Si tratta comunque di un oggetto molto comune, usato da tantissime bambine. Considerando anche che il sentiero è frequentato e percorso da molte persone, non è affatto possibile affermare che quel fermaglio sia di Sarah».
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Una commerciante: «Persone sospette in paese»
Mentre la pista del fermaglio perde consistenza, un nuovo elemento acquisisce l’attenzione dei Carabinieri che coordinano le indagini. Si tratta di una testimonianza oculare arrivata nei giorni scorsi agli investigatori da parte di una commerciante del piccolo borgo dell’Aquilano, riguardante un episodio insolito avvenuto un paio di settimane prima della scomparsa delle due sorelline.
L’esercente ha raccontato che, nel fine settimana del 17 maggio, due individui dal fare ambiguo sono entrati nella sua attività. La donna ha riferito che «in paese c’erano due persone sospette, che mi colpirono per il loro comportamento. Chiesi loro cosa facessero da queste parti e mi risposero che stavano ispezionando la zona. Ebbi una strana impressione», ha spiegato la commerciante all’Ansa. «Cercarono di mettersi in tasca un pacchetto di caramelle, come li notammo lo riposero. Presero due calici di vino rosso, poi di colpo, come se si fossero sentiti osservati, mentre parlavano concitatamente al telefono e tra di loro, pagarono velocemente, uno dei due svuotò i calici nel lavandino e andarono via di corsa».
Al momento non ci sono collegamenti ufficiali e diretti tra questo strano movimento e la sparizione di Sarah e Alisya, ma il tempismo ha spinto la negoziante a formalizzare la segnalazione. Proprio in quei giorni di maggio, infatti, coincideva una circostanza specifica legata alla vita delle due minori nella casa famiglia. «È stata mia premura informare comunque gli inquirenti quando ho saputo che proprio in quel fine settimana di maggio erano venuti familiari a trovare le ragazze», ha concluso la commerciante.
Le ricerche a tutto campo: in azione anche i sub nel lago
Nonostante i nuovi accertamenti sulle segnalazioni, la macchina dei soccorsi sul territorio continua a lavorare a pieno ritmo, concentrandosi in queste ore sia via terra sia in acqua con l’impiego di reparti speciali. Nel pomeriggio di ieri, 18 giugno, sono giunti sul posto i Vigili del fuoco del nucleo di Soccorso subacqueo acquatico di Ancona, che hanno immediatamente raggiunto il lago di Barrea con un mezzo e attrezzature adeguate alle ispezioni idriche.
Una delle imbarcazioni dei tecnici è stata posizionata proprio sotto il grande ponte che attraversa il bacino artificiale. Gli operatori stanno effettuando controlli approfonditi nella parte inferiore della struttura e attorno ai piloni portanti, lavorando in stretta sinergia con i colleghi del comando provinciale dell’Aquila. Questi ultimi stanno tentando il tutto per tutto, perlustrando senza sosta le sponde dello specchio d’acqua e i dintorni, una zona situata a breve distanza da Civitella Alfedena. Nel corso della giornata le perlustrazioni via terra hanno interessato anche il sentiero che conduce alla Camosciara, per poi concentrarsi nuovamente nell’area del lago.

